Sciopero AFERPI: bordata di fischi quando prende la parola il sindaco

Ciro Fusco è un giovane dotato di una buona dose di ironia e ha scritto nella sua pagina di facebook quanto segue:

“Io la manifestazione di stamattina proprio non l’ho capita. Siamo proprio incontentabili:
– la concordia é venuta a Piombino e ha salvato 5000 posti di lavoro;
– l’operazione Rotta Verso Sud ci ha aperto le porte di un florido futuro, a partire dalla gestione ottimale dei rifiuti, con le partecipate che vanno alla grande; 

  • Jindal ha rilevato lo stabilimento ormai da quasi 3 anni e il problema Piombino é risolto, proprio come aveva anticipato Renzi;
  • con le bonifiche tuttapposto;
  • il pugno duro e la meravigliosa capacità di programmazione dell’amministrazione comunale hanno completato il quadro, accelerando al massimo i tempi degli investimenti, rilanciando e diversificando le produzioni; 
  • tutto questo senza dimenticare lo splendido lavoro sugli altri fronti, con il turismo che viaggia ormai a livelli supersonici e la città che é pulita e sicura, pronta ad accogliere le migliaia di croceristi che ogni settimana approdano nel nuovo porto, pronto già da almeno 3 anni anche quello;

Il tutto, senza toccare minimamente l’impatto ambientale: 

  •  niente progetti di discariche di amianto
  • niente progetti di produzioni altamente inquinanti

Infine, quello che mi preme sottolineare, é l’efficienza e la perfetta organizzazione dell’ospedale, a partire dall’azzeramento delle liste di attesa passando per il roseo futuro del punto nascite e del servizio di ematologia, nemmeno sfiorate da alcun taglio.
PS anche alla Coop tuttapposto.
PPS il commercio va alla grande, le attività non chiudono e non c’é alcun progetto di centri commerciali nelle vicinanze.”

Di seguito aggiunge, perché se l’era dimenticato,  la questione delle navi militari da demolire che non si sono viste.

Al messaggio, che per i fruitori del social network si chiama post, seguono i “like” (mi piace) e altri commenti di apprezzamento allo scritto di Ciro.

Il post chiarisce la genesi della contestazione da parte di alcuni lavoratori al discorso del sindaco Massimo Giuliani durante la manifestazione/sciopero per l’attuazione del programma da parte di Issad Rebrab..

Non era uno sparuto gruppo come riportato da alcuni comunicati che tendono a minimizzare quanto accaduto, era un nutrito gruppo di lavoratori che esprimevano il loro disagio e la loro rabbia. Alla contestazione con urla e fischi, il sindaco ha reagito malissimo tant’è che, inconsapevolmente, ha ignorato il grande blocco degli appunti preparati per un discorso, probabilmente sobrio e adatto alla circostanza, per parlare a braccio.manifestazione3

La faccia si faceva rubiconda, la bocca presentava labbra tirate, la voce risuonava strozzata per la rabbia che aveva preso il sopravvento, ma tutto sommato, l’intervento è stato meno soporifero e meno istituzionale. Naturalmente più il soggetto si trovava in difficoltà e più i fischi e le urla si alzavano di tono. L’intervento, però, è stato passionale e questo suscitava gli applausi dei supporter o delle truppe camellate che dir si voglia che facevano da contraltare alla contestazione. L’agitazione, forse, l’ha indotto ad una distrazione che potrebbe essere identificata come un lapsus freudiano, quando ha fatto riferimento: alle “…. buone cose fatte a cominciare, purtroppo, da quella firma fatta in questa stanza” e indicava l’indice verso il palazzo comunale “la stanza del consiglio comunale”. Ebbene c’era un “purtroppo” fuori luogo che avrebbe giustificato tutta la contestazione.
Un po’ forzato è sembrato il riferimento all’acquisizione del contratto di concessione delle banchine del porto dalla statunitense General Electric nonostante la politica protezionistica di Donald Trump. Quasi come Piombino avesse sfidato e avuto il sopravvento su Trump che all’epoca (luglio dello scorso anno) era distratto dalle primarie.

Il piano di Rebrab, a differenza di altre alternative, prevedeva il rientro di tutta la forza lavoro della ex Lucchini ed ex Lucchini Service che, ovviamente, sia ai lavoratori che ai sindacati non pareva vero. Le istituzioni, però, hanno il dovere di prospettare la realtà, di presentare i rischi, di proporre alternative, anche di configurare, non solo la prospettiva più rosea, ma anche quella più cupa. La responsabilità della firma non può essere condivisa, ma graduata secondo i ruoli, per non tacere che per mesi, a tutti gli attori, interessava accreditarsi il merito come se tutto fosse già realizzato.

Ciro non ha fatto altro che fare l’elenco sarcastico di tutte le rosee prospettive vendute a un tanto al chilo, mentre Piombino arretrava. La fiducia, dopo tante promesse e progetti irrealizzati, è ai minimi termini. purtroppo per il sindaco è lui l’unico bersaglio a disposizione.
La contestazione è la conseguenza delle aspettative deluse e c’è da esser sicuri che non sarà l’ultima


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