5GIl primo giugno 2020, alle ore 20,00 circa, abbiamo assistito ad una delle pagine più mediocri e penose del recente giornalismo nostrano, certo non la prima e non l’ultima, sull’informazione mainstream, sul tema dell’introduzione del 5G e dell’Internet delle Cose, da terra e dal cielo.

Di nuovo il programma di attualità “Zapping” di Radio Rai 1 ha, fra gli interventi in programma, uno centrato a screditare le tesi precauzioniste circa l’introduzione del 5G. Come altre volte non è previsto un contraddittorio da parte di scienziati del fronte precauzionista, come altre volte il conduttore spara a zero domandandosi e domandando allo “scienziato” invitato come sia possibile che nel 2020 vi siano circa 200 Comuni (prima bugia) in Italia che si sono schierati contro il 5G anche contro gli interessi dei propri territori e dei propri cittadini (seconda colossale bugia).
Questi i punti salienti dell’intervento dello scienziato fisico nucleare, seguito da un contraddittorio in realtà, come detto, totalmente assente come in altri programmi Radiotelevisivi e articoli.

Punto 1.

le radiazioni non-ionizzanti non hanno alcun effetto biologico non-termico sulla materia vivente. Di sicuro non possiamo neanche lontanamente paragonare l’azione di queste radiazioni a quella delle radiazioni ionizzanti.

Contraddittorio

sicuramente l’azione delle radiazioni ionizzanti (Hiroshima, Chernobyl, ecc.) è molto più rapida e quindi più incisiva per ragioni e meccanismi fisici su cui non ci dilunghiamo, ma i risultati di 2, 3 decenni di studi e ricerche hanno provato che effetti non-termici da radiazioni non-ionizzanti ci sono, eccome e che, alla fine, l’azione di queste radiazioni sulla materia vivente, seppur più diluito nel tempo, è uguale a quello delle radiazioni ionizzanti, includendo quindi anche l’insorgenza di patologie tumorali, di anomalie e disfunzioni nel sistema immunitario, endocrino, riproduttivo (nella spermatogenesi in particolare), nervoso e disturbi del comportamento e dell’attenzione negli umani, negli animali e nei vegetali; particolarmente gravido di conseguenze potrebbe risultare il disturbo indotto dalle tecnologie wireless, fra cui il 5G, sul comportamento di insetti impollinatori come le Api.

Fra i vari lavori, eclatante è quello effettuato da due scienziati russi nel 2012 sulla comparazione degli effetti biologici su bulbi di Allium Cepa provocati da radiazioni ionizzanti come da radiazioni non–ionizzanti emesse da un cellulare GSM900, mod. Sony Erickson K550i. Alcuni di questi bulbi sono stati esposti alle radiazioni del cellulare fino a 9 ore mentre un gruppo di controllo è stato esposto alle micidiali radiazioni di Plutonio-239 per 20 minuti; alla fine gli effetti, in termini di danneggiamento del DNA, anomalie dei cromosomi e della mitosi cellulare nei due gruppi, sono risultati praticamente sovrapponibili (link relativo)

Punto 2.

per il nostro “scienziato” il Movimento No 5G si basa sull’ignoranza e la mancanza di spirito scientifico. Inoltre la riluttanza di circa 200 Comuni in Italia riguardo all’introduzione del 5G va contro l’interesse dei cittadini

Contraddittorio.

 il Movimento NO 5G nasce grazie ai risultati di 20-30 anni di ricerche e studi di eminenti scienziati indipendenti, in Italia e all’estero. Nel 2018 più di 200 scienziati a livello internazionale (biologi, medici, fisici ed astrofisici) hanno redatto e inviato un appello all’ONU e ad altre organizzazioni per una moratoria del 5G e dell’internet dallo Spazio. I Comuni in Italia schierati contro il 5G sono circa 500 (e non 200) e le relative ordinanze sono state emesse tenendo conto della letteratura scientifica disponibile e della protesta NO 5G partita proprio dai cittadini di quei Comuni. Per la stessa ragione la Regione Marche ha deliberato una moratoria dall’introduzione del 5G nel territorio, così come la Svizzera (che pure aveva iniziato ad introdurlo) e la Slovenia e almeno 300 Comuni negli Stati Uniti.

Punto 3.

Gli organismi viventi sono abituati a vivere in un Campo di forze naturali, il Fondo o Ambiente Elettromagnetico Naturale. I nostri tessuti sono perciò perfettamente in grado di ripararsi da soli, per cui le frequenze utilizzate dalle tecnologie wireless e dal 5G non possono arrecare danno.

Contraddittorio.

Il Fondo Elettromagnetico Naturale, appunto, è una componente fondamentale per la tenuta della biosfera ed è il campo di forze in cui gli organismi viventi, quali entità bio-elettriche, sono nati, si sono evoluti e al quale si sono adattati nell’arco di 3,5 miliardi di anni. Il valore del Campo elettrico naturale nella regione delle alte frequenze, quelle che ci interessano, è di 194 microVolt/metro.  La potenza di irradiazione da tecnologie wireless oggi in Italia, è di 6V/m, ma in alcuni punti caldi si misurano anche 20V/m (paese di Guadagnolo o nei pressi di Monte Cavo, Comune di Rocca di Papa), cioè più di centomila volte il campo elettrico naturale. A tutto ciò si aggiunga che le compagnie di connettività mobile spingono per l’innalzamento dei valori di irradiazione fino a 61 V/m, più funzionali agli usi del 5G e dell’internet delle cose.

Stesso discorso per il campi magnetici artificiali che hanno valori da decine di migliaia a milioni di volte quelli del fondo magnetico naturale. Quindi, già ad oggi, il Fondo Elettromagnetico Naturale risulta profondamente modificato e anche questo tipo di inquinamento provoca sempre più effetti biologici e sanitari ancora da valutare in tutta la loro gravità. La soglia attuale dei 6V/m, spalmata, fra l’altro come media sulle 24 ore, non è una soglia di sicurezza, essendo valutata dalla comunità scientifica fra 0,2 e 0,6V/m, ma un limite di Legge e quindi, come tale, un compromesso fra le esigenze di sicurezza e le esigenze delle compagnie, molto, ma molto sbilanciato in favore di quest’ultime.

Lo “scienziato” non ha minimamente accennato, alle pressanti richieste delle aziende TelCo per innalzare i limiti di Legge dell’irradiazione a 61V/m, una grave omissione che si aggiunge e fa il paio, con quell’altra circa l’immissione in orbita, tuttora in corso, di 60 satelliti artificiali per 2 volte al mese fino al raggiungimento di 50mila satelliti in orbita bassa entro il 2024, allo scopo di implementare il segnale 5G dall’alto e renderlo omnipervadente 24 ore su 24, 365 giorni all’anno per rendere reale il “sogno” dell’Internet delle Cose in ogni dove.

L’Ente statunitense per le Telecomunicazioni (Federal Communications Commission) ha rilasciato l’autorizzazione al lancio dei satelliti da parte di SpaceX (Elon Musk) in totale spregio dei vincoli paesaggistici ed ambientali a cui sarebbe sottoposta anche la “risorsa” Cielo. in particolare non si è tenuto minimamente conto del Cielo Notturno quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità (UNESCO, 1992). E probabilmente queste autorizzazioni nascondono da un colossale conflitto d’interessi essendo i gangli delle società di telecomunicazioni ben infiltrati in tale Ente, come riportato nel libro “Captured Agency, how the FCC is dominated by the industries it presumably regulates”, libro edito da Center for ethics “Edmond J. Safra” dalla la prestigiosa Università di Harvard.

Oltre a sfregiare la visione naturale della Volta Celeste, già oggi le strisciate lasciate dai satelliti artificiali sulle foto a lunga posa di porzioni del cielo notturno sono evidenti e a quota 12mila satelliti (fra il 2021 ed il 2022) praticamente non sarà più possibile fare ricerca astronomica e radioastronomica da Terra. Fra le varie branche vi è la ricerca di corpi minori del Sistema Solare – Asteroidi, Comete, Meteoriti –  in potenziale rotta di collisione con la Terra.
Simulazioni sulle foto del cielo stellato per 500, 12mila e 42mila satelliti sono state effettuate dall’astrofisico INAF, Dr. Stefano Gallozzi, in prima linea nella lotta a questo vero e proprio crimine contro l’Umanità e primo firmatario di una petizione che ha raccolto 2000 adesioni da parte di astronomi professionisti di tutto il globo che ha portato ad un’azione legale, in corso, contro SpaceX e FCC, nei tribunali americani. (link delle simulazioni solo per cuori e stomaci forti).

Ancora, il segnale dal cielo, alle frequenze e potenze d’interradiazione previste, secondo il biofisico e matematico Prof. Livio Giuliani, contribuiranno all’innalzamento delle temperature e al cambiamento climatico già in atto, con buona pace di Greta e dei giovani di Friday For Future, ai quali, peraltro, non sembra interessi molto tutta la questione.

Si potrebbero scrivere tante altre pagine di altrettanta “brillante” disinformazione riguardo a questo argomento, ma tant’è: questo, ahimè, passa il convento ad oggi.

Andrea Isolani



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