Un piccolo corteo silenzioso ha sfilato per la deposizione delle corone d’alloro ai monumenti. Il sindaco Ferrari nel suo breve intervento: “Dobbiamo stringere i denti ed andare avanti, convinti di superare questa fase drammatica per il nostro paese”

2giugno22giugno1Negli scorsi anni, giornata del 2 Giugno era una tradizionale festa della Repubblica, con la sfilata per le vie della frazione di Riotorto, le deposizioni di corone d’alloro, la banda cittadina, il discorso istituzionale sul sagrato della chiesa di Sant’Antonio Abate. Ma quest’anno, in epoca di Corona virus, niente di tutto questo. Una cerimonia sobria, breve, ma ricca di significato. Un piccolo corteo che si muove silenzioso e distanziato, con in testa il gonfalone della città di Piombino, il Sindaco Francesco Ferrari, il presidente del Consiglio Comunale Massimo Giannellini, le autorità di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza e alcuni consiglieri della giunta comunale. Non c’è il pubblico, niente musica, solo le note della tromba di Massimo Trimboli che suona il silenzio fuori ordinanza nel momento della deposizione della corona di alloro sulla lapide dei caduti in via delle Scuole e poi al monumento, all’incrocio tra via della Bottaccina e via De Amicis, con la benedizione del parroco  Don Jacques Bakina

Una festa che nel corso degli anni ha finito per essere un po’ troppo “retorica” e sempre uguale a se stessa. Ma quest’anno il 2 Giugno segna la fine del lockdown, un periodo buio che questa pandemia ci ha fatto conoscere e, questo silenzio ci fa riflettere e capire il vero significato della libertà .

Anche le immagini sono diverse dagli anni scorsi. Tutti con le mascherine sul volto e distanziati, per evitare assembramenti. Presente alla cerimonia anche il presidente ANPI Mario Giannullo, con la bandiera dell’associazione nazionale, una presenza che stempra qualche polemica della vigilia.

Al termine il Sindaco Ferrari ha tenuto un breve discorso: Il due giugno è l’anniversario della nostra Repubblica. Il Due Giugno 1946 nasceva la Repubblica e la democrazia in questo paese, grazie al voto degli uomini, ma anche e soprattutto al voto delle donne che finalmente per la prima volta,  furono chiamate ad esprimere un giudizio e a prendere una decisione per il futuro di questa nostra cara Italia. Si rinforzava la patria di questo nostro paese. La nostra è una Repubblica, recita la costituzione, fondata sul lavoro, quel lavoro che oggi fa soffrire tante persone perchè manca in Italia e soprattutto a Piombino, per i grandi punti interrogativi che abbiamo per quanto riguarda le nostre fabbriche. Noi andiamo avanti anche in un momento difficile che la crisi sanitaria ci ha consegnato un momento difficile che si è trasformato in una crisi economica, memori del coraggio dei nostri padri e delle nostre madri dobbiamo stringere i denti e andare avanti, convinti che possiamo superare anche questa fase drammatica per il nostro paese.

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