Occupazione, ambiente e produzione i temi al centro della riunione al Mise

giuliani con le mani incrociatePresentate oggi da Jsw alle istituzioni e ai sindacati le linee guida del progetto industriale per lo stabilimento Aferpi di Piombino. Alla riunione, che si è svolta al Mise, alle 13,00, hanno partecipato tre rappresentanti del gruppo indiano e Fausto Azzi, le istituzioni rappresentate dal presidente della regione Enrico Rossi accompagnato dal consigliere regionale Gianni Anselmi, dal sindaco Massimo Giuliani e dal presidente dell’Autorità Portuale. Presenti inoltre per la prima volta tutte le rappresentanze sindacali.

Quello che è stato presentato non è ancora il piano definitivo, anche perché non si è del tutto conclusa la procedura di acquisizione dello stabilimento da parte del gruppo indiano Jindal. Il piano definitivo è atteso probabilmente per la metà di giugno.
Il documento contiene comunque i contenuti anticipati dalla stampa in questi giorni e conferma l’interesse che Piombino riveste per il conseguimento degli obiettivi industriali di Jsw.
“Jindal mira a raggiungere nel 2025 la produzione di 40 milioni di tonnellate di acciaio, il doppio rispetto a quello che produce oraafferma il sindaco Massimo GiulianiPiombino rappresenta un tassello importante per questi suoi obiettivi e si conferma come sito importante per le sue caratteristiche e potenzialità, anche logistiche. Con Piombino Jindal mantiene una posizione sul mercato europeo con possibilità anche di diversificazione produttiva, sfruttando le caratteristiche del porto e la sua posizione geografica.”

Nell’incontro di oggi è stata confermata infatti la previsione dei lavori in due fasi fondamentali: una prima fase, fino al 2020, che prevede la ripartenza e l’efficientamento dei tre laminatoi, l’avvio della progettazione di due, forse tre forni elettrici, e delle demolizioni degli impianti. Nella seconda fase, a partire dal 2020, si prevede la costruzione dei forni elettrici e la realizzazione di un ulteriore treno di laminazione.
Il porto resta fondamentale nelle strategie del progetto di Jindal, con una base logistica in grado di importare nella prima fase blumi e billette per il funzionamento dei tre laminatoi esistenti.

“Come istituzioni – continua il sindaco – abbiamo posto all’attenzione soprattutto tre questioni: la necessità di abbreviare e comprimere i tempi previsti, sia quelli di studio ma soprattutto quelli di inizio delle demolizioni, per il rispetto dell’ambiente e per favorire una maggiore occupazione sin da subito. Nell’occasione abbiamo prospettato infatti le difficoltà del nostro indotto. L’altro aspetto è quello dell’occupazione. E’ importante capire meglio quali saranno i numeri dei lavoratori occupati nelle varie fasi ed è importante assicurare l’intervento e il supporto degli ammortizzatori sociali, per garantire il sostegno a tutti i lavoratori nelle diverse fasi, prevedendo eventualmente delle rotazioni. Infine abbiamo messo in evidenza l’assoluta necessità di garantire la compatibilità e sostenibilità ambientale e sociale del progetto presentato.
C’è ancora molto da lavorare – aggiunge Giuliani – ma con prudenza stiamo andando avanti. Intanto la Regione ha convocato per la prossima settimana, lunedì 28 e giovedì 31 maggio, due incontri per ridefinire un accordo di programma che supporti il piano.”


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