rocco palombella

Bentivogli (FIM), Rappa (FIOM) e Rocco Palombella (UILM) mentre parla ai manifestanti dopo la riunione

mise DSC_7879L’incontro era in programma per le ore 13.00 presso il mise. Presenti Issad Rebrab, Said Benikene, Sergio Simoni, Riccardo Grilli e Amin Resig. Le ammistrazioni locali rappresentate dal Presidente della Regione Enrico Rossi e dal Sindaco di Piombino Massimo Giuliani.

I quattrocento arrivati da Piombino, operai cittadini e rappresentati sindacali, hanno occupato la strada antistante il palazzo del mise circondati da polizia e carabinieri i assetto antisommossa che chiudevano da ambo i lati la strada attigua alla centralissima via Veneto. Canti striscioni e una piccola tenda montata dal gruppo Camping CIG che ha catturato l’attenzione dei media delle reti nazionali. Qui infatti c’erano tutti ha documentare la situazione che sta vivendo Piombino e soprattutto, la manifestazione ha dato eco sulla stampa.

Dopo circa mezz’ora dall’inizio dell’incontro all’esterno trapelavano indiscrezioni che attraverso sms venivano passate all’esterno. L’incontro stava prendendo una “brutta piega”. L’azienda lascia l’aula e fra poco scenderanno per farci capire cosa sia accaduto. Nella sala infatti l’incontro era iniziato con una descrizione della situazione delle attività in corso per la nuova acciaieria, della situazione in cui Cevital è costretta sia in Francia che in Algeria, fino a parlare del vecchio AFO4 chiuso per volere del sindaco della città di Piombino, mentre Rebrab avrebbe voluto utilizzarlo. Un comunicato viene fatto passare sui social da Ilaria Landi che attraverso il suo profilo descrive le volontà del Ministro Calenda e del sottosegretario Teresa Bellanova. Rebrab viene cosìmesso al murocon un ultimatum: una lettera di inadempimento contrattuale, che partirà domani dal Mise in cui Cevital ha 15 giorni di tempo per dare delle risposte concrete .

Fuori dal palazzo i manifestanti aspettano con ansia i rappresentati delle tre sigle sindacali nazionali “Oggi c’è stato un incontro che noi definiamo definitivo” con queste parole apre Rocco Palombella della UILM, appena terminato l’incontro. Gli algerini volevano continuare ancora l’incontro del 30 marzo scorso dicendo che loro hanno mantenuto gli impegni e che devono continuare in questa direzione, come per dire che gli inadempienti erano gli altri (lo Stato, il Governo, i lavoratori). Il ministro a questo punto blocca la discussione dicendo che non dovevano raccontare il passato o la situazione della Francia e della Spagna, noi vogliamo sapere che cosa volete fare a Piombino e se Cevital vuole continuare a rispettare gli impegni presi.

La risposta di Cevital è stata che è vero che abbiamo qualche ritardo, ma che sono in grado di andare avanti , hanno le risorse e sono pronti per ordinare un forno elettrico (anzi due uno subito e l’altro in seguito) Cevital ha confermato che ci sono le garanzie

Successivamente è stata data la parola a Sergio Simoni direttore dello stabilimento Aferpi, che ha descritto le fasi tecniche del progetto. La conclusione del ministro è stata quella che i tempi sono scaduti e che non sono più disposti ad aspettare. Con la lettera di nadempienza Contrattuale il Governo mette alle strette Cevital, e rimette al Governo stesso l’uso dello stabilimento di Piombino, si prospetta pertanto un nuovo commissariamento. Tutti si chiedono a questo punto che cosa accadrà? In attesa di una risposta da parte di Issad Rebrab che può essere propositiva che sono in grado di andare avanti Il problema che dicono i sindacati è che non bisogna aprire un contenzioso tra chi vuole requisite lo stabilimento (il commissariamento governativo) e chi sostiene che lo stabilimento è suo (Cevital). Nei prossimi giorni si avvieranno le azioni per il rinnovo degli ammortizzatori sociali, nonostante la bassa produttività dello stabilimento.

I lavoratori presenti davanti al Mise hanno risposto con grida e insulti. “la situazione deve essere affidata nelle mani dei lavoratori e decidere con un’assemblea sulle zioni da fare. Si propone di rimanere davanti al Mise, di tornare a casa e occupare il Porto, la strada di accesso alla città, lo stabilimento e le portinerie. Il sindaco di Piombino è l’ultimo a lasciare la sala del mise, qualcuno lo chiama, ma lui si dirige verso gli autobus. Invierà un comunicato stampa.

Delusione nel ritorno dal Mise con un futuro ancora di più incerto, ma con l’appoggio del Governo che non lascerà da parte la questione Piombino. Nei prossimi giorni da parte delle rappresentanze sindacali saranno intraprese ancora azioni di protesta.

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