Acciaio di StatoE anche il 31 di luglio è arrivato senza che nulla succeda. E’ ormai dal 2 giugno che Jindal promette che entro 15 giorni sarà presentato il piano industriale, buon ultimo Carrai il nuovo Vice Presidente Esecutivo di JSW Steel Italy.

Arrivati alla scadenza nel silenzio totale di istituzioni e sindacati ci troviamo a fare una serie di considerazioni:

  • Dal 24 luglio è terminato il mandato di “osservatore govenativo” di Nardi senza che nessuno abbia detto nulla su eventuale proroga in barba a tutti i proclami della Sottosegretaria Morani e dei Sindacati che ne chiedevano la conferma rafforzandone anche le possibilità di intervento. Ci chiediamo il perché di questa non scelta e quali saranno le possibili conseguenze pratiche.
  • Fim- Fiom- Uilm “attaccano” il governo per i suoi ritardi e silenzi sostenendo acriticamente Marco Carrai (applaudito a scena aperta fin dal primo giorno senza neanche aspettare il piano industriale)
  • Il fantomatico piano industriale che fine ha fatto? Quale scusa verrà trovata per scollinare anche agosto per poi arrivare a settembre dove, per l’ennesima volta, ci ritroveremo ancora a discutere esclusivamente di rinnovo della cig?
  • Fim-Fiom e Uilm sono usciti con un comunicato preoccupante per tutta una serie di considerazioni a partire dal fatto che, per via indiretta, si fa capire che all’interno dello staff dirigenziale ci sono due visioni molto diverse: la prima quella di Carrai che –anche per motivi elettorali- punta a rinnovare la “narrazione felice” che tra 3-4 anni torneremo a colare acciaio con uno o più forni elettrici ed un numero limitato di esuberi, l’altra più aziendalista che vuole fare la scelta che Jindal aveva già espresso 6 anni fa cioè solo laminazione con 700 posti di lavoro e 1100 esuberi.
  • Entrambi gli scenari prevedono comunque esuberi ed allora chiediamo , ancora una volta, la verità sui numeri delle persone che resteranno fuori (perché molti resteranno fuori) per iniziare a pensare come gestirli con uscite volontarie incentivate, riapertura termini amianto, utilizzo nelle bonifiche ed infrastrutture future, diversificazione economica etc, che solo con un intervento pubblico sarà possibile mettere in campo.
  • In tutto questo abbiamo una fabbrica con il solo treno rotaie in funzione e con ”voci di fabbrica” che ci dicono che da parte dell’ultimo cliente rimasto RFI siano arrivate alcune lettere di contestazione che potrebbero portare alla rescissione del contratto di fornitura e/o alla mancata partecipazione alla prossima gara di fornitura. Altra notizia negativa è la mancata partecipazione alla possibilità di accesso a nuove concessioni sull’area portuale completando così in negativo il “filotto” già intrapreso con le precedenti concessioni dove JSW era riuscita ad arrivare ultima su tutte e tre le aree a disposizione.
  • La cosa incredibile , in tutto questo, è che non venga avvertita l’esigenza e l’urgenza assoluta da parte delle OO.SS di convocare immediatamente un Consiglio di Fabbrica per coordinare una linea di iniziative da concordare con le RSU per poi indire un’assemblea pubblica con tutti i lavoratori –seguendo tutti i crismi del distanziamento sociale ed uso delle mascherine- mettendoli di fronte allo scenario possibile di centinaia di esuberi e per mettere in campo finalmente tutte le iniziative necessarie per far sentire la voce dei dipendenti all’azienda (mai credibile in 2 anni), al Comune (molto, troppo defilato in quest’anno di nuova amministrazione dai problemi della fabbrica), in Regione (complice da anni delle varie narrazioni felici per imbonire i lavoratori) e il Governo (mai realmente interessato al polo siderurgico di Piombino).

Ci chiediamo veramente, infine, cos’altro debba succedere per cacciare Jindal e tornare –almeno per il momento – ad una gestione commissariale in attesa del famoso Piano Siderurgico Nazionale invocato da Patuanelli, ci chiediamo cos’altro stiano aspettando Sindacati, forze politiche e lavoratori per capire che il castello sta crollando e che molti resteranno sotto le macerie e con esse famiglie intere e tutte le comunità che economicamente dipendono- almeno parzialmente – dal lavoro generato dalle acciaierie?

Chiediamo la verità, basta bugie e perdite di tempo!

Coordinamento Articolo 1- Camping Cig



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