Armando3Il supporto del PD locale è stato al minimo sindacale

Se la incrociate strada facendo ringraziatela anche se fate parte di quelli che non l’hanno votata. Ce l’ha messa tutta, ha lottato come una tigre, come fanno le donne quando sono motivate.
Era una battaglia persa in partenza, ma la democrazia trae vita dalle contrapposizioni: chi vince e chi perde e Anna Tempestini ha fatto la sua parte con tutta onestà.
Il PD ha perso le elezioni, dopo oltre 70 anni di dominio assoluto, perché ha tradito la città occultando o distorcendo la realtà . L’amministrazione Giuliani ha dimostrato un’incompetenza a catena ed è superfluo elencare gli errori e le asserzioni immediatamente smentite dai fatti.
Anna Tempestini ha combattuto da sola, il partito non l’ha supportata. Basta analizzare i fatti per arrivare a questa conclusione.

E’ anomala la modalità con cui è stata candidata. Con largo anticipo si era candidato, per il secondo mandato, Massimo Giuliani. Passano i giorni e si viene a sapere, da un sondaggio telefonico, che il PD cerca una nuova figura proponendo quattro nominativi. Fra questi c’è Martina Pietrelli la quale dichiara di non essere stata interpellata in proposito, gli altri tre tacciono. Come vediamo sembra di assistere ad un giallo dove c’è un manovratore occulto che muove le pedine.
Veniamo a conoscenza che sono in corso riunioni a Firenze con la segretaria regionale Simona Bonafé per convincere Massimo Giuliani a ritirare la candidatura. A pochi giorni dall’inizio della campagna elettorale, durante una riunione notturna, veniamo informati che Massimo Giuliani ha ritirato la candidatura e che la candidata sarà Anna Tempestini.

Ci aspettiamo una reazione di Massimo Giuliani, giubilato all’ultimo momento. Lo immaginiamo deluso, irritato, se non furioso e che, come avrebbe fatto qualsiasi Cristo, si sarebbe fatto da parte con un atteggiamento comprensibilmente passivo e non collaborativo.
Invece niente, come se nulla fosse. Un comportamento da santificare, incomprensibile che può avere una sola spiegazione quella di aver capito, o fatto capire che la partita fosse inesorabilmente persa e che la scesa in campo della Tempestini fosse un dono del Signore, liberandolo da una brutta avventura.

Come si sia fatta convincere Anna Tempestini non siamo in grado di dirlo, ma l’esperienza ci dice che ognuno, quando si accinge ad una sfida elettorale si attribuisce qualità carismatiche eccezionali, tali da raccogliere l’empatia generale: doti che la maggior parte dell’elettorato non potrà fare a meno di riconoscergli. In poche parole il soggetto diventa un ottimista incontenibile, specie se confortato da assicurazioni e da promesse di aiuto di chi gli sta vicino. In breve la Tempestini potrebbe essere stata sedotta dalle lusinghe.
La candidata del PD sapeva di avere dei meriti. Era stata assessore apprezzata nella giunta Anselmi e, soprattutto, era stata presidentessa della Pubblica Assistenza con grandi meriti tanto che, dentro l’associazione c’era chi si augurava che non fosse eletta sindaco per non sottrarla a questo compito.

Anna tempestini con Calenda. Sullo sfondo Gianni anselmi con occhiali scuri e sigaro

Anna Tempestini con Calenda. Sullo sfondo Gianni anselmi con occhiali scuri e sigaro

Il supporto del PD locale è stato al minimo sindacale, limitato alla presenza del segretario nazionale Zingaretti e all’ex ministro Calenda, che non hanno certamente brillato nel conoscere i problemi di Piombino. I big nostrani: Anselmi, Velo e un’evanescente Roventini, segretario di federazione, sono rimasti in disparte limitandosi alle apparizioni di rito, facendosi vedere ai comizi di Zingaretti e Calenda, ma non impegnandosi, per esempio, ai gazebo dove la sola Anna Tempestini, con l’aiuto di pochi “aficionados” distribuiva i manifestini e cercava un contatto con gli elettori. Non era il caso di impegnarsi con una candidata destinata alla sconfitta. D’altra parte la sconfitta di Anna Tempestini avrebbe pesato sullo stato d’animo della candidata, non certamente sul suo avvenire politico, mentre per Anselmi e Velo una condivisione della sconfitta avrebbe inciso negativamente sulle loro speranze politiche non certamente sopite. Quindi dopo essere stata sedotta, Anna Tempestini è stata abbandonata.

Adesso il PD è all’opposizione con cinque consiglieri che non sembrano attrezzati, a nostro giudizio, per una incisiva opposizione sia per le loro caratteristiche personali, sia perché non abituati. Considerando l’opposizione costruttiva dei due consiglieri del M5S, come in effetti è stata nell’ultima amministrazione, la vera opposizione, collaudata, rimarrà quella di Fabrizio Callaioli di Rifondazione Comunista: menomale.


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