Un appello al presidente della repubblica Mattarella e al presidente e del Consiglio dei ministri Conte perché sia garantita la continuità operativa per il recupero delle ecoballe.

A seguito della mozione presentata dalla maggioranza e approvata all’unanimità nel consiglio comunale del 17 febbraio scorso, il sindaco di Piombino Francesco Ferrari ha inviato nei giorni scorsi una lettera alle massime autorità dello Stato esprimendo preoccupazione per la permanenza delle ecoballe di plastica di fronte al golfo di Piombino e per sollecitare la conclusione dell’intervento nel più breve tempo possibile.
Il carico, contenente 56 blocchi di microplastica di oltre 60 tonnellate, era stato abbandonato dal cargo Ivy delle isole Cook. all’altezza dell’isola di Cerboli nel 2015. L’imbarcazione era partita dal porto di Piombino ed era diretta a Civitavecchia con un carico di Combustibile Solido Secondario destinato alla Bulgaria.

Dott.sa Carla Bezzini assessore al Sociali - Comune di Piombino

Dott.sa Carla Bezzini assessore al Sociali – Comune di Piombino

Nel canale di Piombino ci sono ancora 40 balle circa, abbandonate sui fondali da oltre quattro anni il cui stato di conservazione si è alterato nel tempo. – afferma l’assessore all’ambiente Carla Bezzini – Per evitare quello che potrebbe prefigurarsi come un vero disastro ambientale, con la dispersione in mare di microplastiche che causerebbero danni incalcolabili per il mare, il pescato, le spiagge e la nostra economia turistica, è urgentissimo garantire la continuità delle operazioni già avviate e concludere il recupero prima dell’estate. L’ammiraglio Caligiore, nominato commissario straordinario per le operazioni di recupero nel 2019, ha lavorato bene realizzando sin da subito risultati importanti e proseguendo l’opera di individuazione e caratterizzazione delle ecoballe.

Purtroppo, per un vizio di forma sollevato dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), il rischio è che ci sia un’interruzione, proprio ora che siamo vicini all’indizione del bando per l’affidamento del lavoro di recupero. E’ pertanto fondamentale rispettare il cronoprogramma già redatto e prevedere l’avvio del recupero in aprile/maggio concludendo il lavoro in una decina di giorni.”

La prima ecoballa era stata recuperata casualmente nel 2016 da un motopeschereccio. Negli anni successivi altri blocchi di plastica si sono spiaggiati o sono rimasti impigliati nelle reti di qualche peschereccio.
Solamente nel 2019, a distanza di quattro anni, il disastro ambientale è stato denunciato pubblicamente e, con decreto del presidente della repubblica del giugno 2019, è stato nominato commissario straordinario per un anno il contrammiraglio della Guardia Costiera Aurelio Caligiore, con il compito di recuperare le tonnellate di plastica che ancora giacciono in fondo al mare.



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