Il sindaco Ferrari: “Approvazione atto di democrazia. Questo permetterà, tra l’altro, l’accesso alle misure del Cura Italia”

Approvato nel Consiglio comunale di oggi, venerdì 27 marzo, il bilancio di previsione per gli anni 2020/2022.

Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e il Presidente del Consiglio Massimo GiannelliniComunale Massimo Giannellini

Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e il Presidente del Consiglio Massimo GiannelliniComunale Massimo Giannellini

“Il bilanciospiega il sindaco Francesco Ferrariè lo strumento più importante che l’amministrazione comunale è chiamata ad approvare. La manovra di oggi era obbligata: quando ci siamo insediati abbiamo trovato uno squilibrio strutturale, tra entrate e uscite correnti, di circa 1 milione e 600 mila euro. Ciò ci ha imposto di trovare soluzioni per garantire la stabilità dei conti dell’ente, adesso e per il futuro. In una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo è ancora più importante che il Comune abbia la possibilità di agire e organizzare il supporto necessario ai cittadini e alle attività che stanno soffrendo le ripercussioni delle misure adottate per contrastare il Coronavirus. Inoltre, approvare il bilancio di previsione ci permette anche di accedere alle misure previste dal decreto Cura Italia. Quindi, rimandare l’approvazione del bilancio per pensare a delle misure da inserire avrebbe inevitabilmente rallentato l’operazione di sostegno all’economia del territorio che siamo chiamati a programmare. Lo Stato finora non ha previsto un sostegno agli enti locali e le misure disposte per i cittadini e le imprese sono insufficienti. La speranza è che queste misure siano implementate in un prossimo futuro ma, intanto, il Comune dovrà agire per dare ossigeno alle imprese, ai commercianti, ai liberi professionisti e a tutte quelle attività produttive, turistiche e artigianali che formano il tessuto economico del territorio. Servono prospettive di crescita e per costruirle il bilancio è uno strumento indispensabile”.

Un bilancio che prevede una manovra sui tributi ma che include anche la possibilità di dilazionare il pagamento di tutte le imposte comunali, misura utile ad affrontare l’emergenza.
Il nuovo regolamento delle entrate tributarie ed extra tributarie prevede la possibilità di consentire ai contribuenti in difficoltà finanziarie di poter accedere a forme di dilazione più ampie delle attuali: se finora la massima dilazione consentita era di 30 mesi con rate minime di cento euro per debiti superiori a cinquecento, con il nuovo regolamento l’amministrazione ha ridotto l’ammontare delle singole rate fino a 50 euro e previsto la possibilità di dilazionare il pagamento secondo fasce d’importo che potranno arrivare sino a 72 rate. Inoltre, nell’ipotesi di un comprovato peggioramento della situazione finanziaria del contribuente, la dilazione in corso potrà essere prorogata: un intervento utile ad affrontare il momento di crisi ma che resterà applicabile nel tempo.

Anche per le entrate non tributarie è stato previsto un’ulteriore dilazione fino a trentasei rate rispetto alle attuali trenta per debiti superiori a seimila euro.
Nel nuovo regolamento Imu, inoltre, è stata introdotta la possibilità per l’amministrazione comunale di differire i termini per i pagamenti.

Paolo Ferracci

Paolo Ferracci

Le difficoltà esecutive – spiega Paolo Ferracci, assessore al Bilancio – che gli enti in esercizio provvisorio devono affrontare sono notevoli, soprattutto per fronteggiare le spese correnti e tra queste anche i servizi essenziali ai cittadini: appare evidente, quindi, quanto fosse indispensabile approvare il bilancio. Le normali procedure in esercizio provvisorio inevitabilmente si complicano e questa situazione è ulteriormente acuita dall’attuale condizione emergenziale che ha imposto il lavoro agile ai dipendenti.
Inoltre, approvato il bilancio di previsione, potremo procedere all’approvazione del rendiconto consuntivo 2019 accertando gli eventuali avanzi di gestione che, in ottemperanza del decreto Cura Italia, potranno essere destinati al finanziamento di spese correnti connesse all’emergenza Coronavirus. Altro aspetto importante, anch’esso riconducibile al decreto Cura Italia, è quello che consente di differire il pagamento delle quote capitale, relative ai mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti, in coda al piano di ammortamento: in funzione di ciò il risparmio di spesa, pari alle rate capitale rinviate, potrà essere utilizzato per l’emergenza sanitaria (nel nostro caso circa a 700 mila euro). Si potrà altresì aprire a un ulteriore beneficio previsto dallo stesso decreto: gli enti locali, limitatamente all’esercizio finanziario 2020, potranno utilizzare i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico in materia edilizia, salvo particolari eccezioni, per il finanziamento delle spese correnti connesse all’emergenza Coronavirus.Tutte misure che non avremmo potuto sfruttare a pieno senza l’approvazione del bilancio di previsione e la conseguente fuoriuscita dall’esercizio provvisorio”.

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