La dott.ssa Alberta Ticciati sindaco di Campiglia Marittima

La dott.ssa Alberta Ticciati sindaco di Campiglia Marittima

“Confondere i problemi con le soluzioni è uno sport in voga da diversi anni. Nel panorama nazionale e a livello locale. Questo approccio porta inevitabilmente ad aggiungere problema a problema, non certo a risolvere problemi intricati quali quello che è oggetto della discussione di oggi.

Nessuno di questa Amministrazione ha mai negato le difficoltà finanziarie che derivano da varie situazione
ma queste non possono e non devono distogliere l’attenzione dal tema importante del risanamento ambientale, della crisi che ha attraversato l’industria e di tutto ciò che guarda alla prospettiva ed allo sviluppo di questo territorio.
Ma è totalmente inutile, se non a fini politici, richiamare il passato senza riconoscere che Rimateria nasce
proprio per risanare finanziariamente, ambientalmente e paesaggisticamente un area martoriata da quattro discariche, di cui solo una competenza di Asiu, mentre le altre tre (di cui una interamente abusiva) sono il portato delle attività di produzione dell’acciaio delle quali non si parla nella cronaca.

Oggi si vuol contrastare questo processo, fermarlo, con non si sa quale soluzione, sembra nessuna. Non lo
metto in discussione. Legittimo.
Permettetemi di chiedere lo stesso rispetto però per la posizione che oggi ufficialmente mettiamo noi in approvazione da parte del CC, sicuramente di minoranza, ma con lo stesso diritto e dovere di essere espressa e difesa.
Sia chiaro, la salute e l’ambiente sono beni preziosi che non siamo disponibili a delegare a nessuno e sui quali siamo stanchi di sentire banalizzazioni, strumentalizzazioni che non soltanto sono gravi, ma molto peggio pericolose.
Così come, consentitemelo, non possiamo tacere che di fronte ad una concreta prospettiva di fallimento della
società, si dica ai lavoratori che nessuno sarà lasciato solo” mentre allo stesso tempo si vuol fare di tutto per interrompere la loro attività.

Ognuno argomenti le proprie scelte, dunque. E si assuma le responsabilità, oltre ai media, con gli atti perché
è con gli atti che una Amministrazione parla, si esprime, sceglie.
Ma voglio anche scendere nel dettaglio, perché i problemi complessi non si affrontano in modo semplicistico.

Sul progetto Rimateria si sono espressi:

  • Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale;
  • ARPAT-Dip.Piombino Elba – Settore Supporto Tecnico
  • ARPAT – Settore Modellistica Previsionale;
  • Azienda USL Toscana nord-ovest- Dip. di Prevenzione, Comune di Piombino;
  • IRPET;
  • Provincia di Livorno;
  • Soprintendenza, belle arti e paesaggio;
  • Genio Civile Valdarno Inferiore e Costa;
  • Tutela, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio della Regione;
  • Pianificazione del territorio;
  • Programmazione Viabilità;
  • Servizi Pubblici Locali, Energia e Inquinamenti,;
  • Bonifiche e Autorizzazioni rifiuti;
  • Tutela della natura e del mare;
  • Agenzia del Demanio;
  • Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

In un percorso durato più di un anno, alla fine del quale il NURV (soggetto tecnico deputato a rilasciare la
VIA sul progetto Rimateria) ha deciso di rilasciare l’autorizzazione.

Nella giornata della conferenza dei servizi mi sono sentita gridare vergogna dalle persone che manifestavano, incitate dal vicesindaco di Piombino, mi sono sentita accusare di fare pressioni politiche ad un organo tecnico perché sedevo a quel tavolo insieme agli altri sindaci. Ditemi, la manifestazione in piazza guidata dagli amministratori di Piombino e Suvereto durante la riunione dell’organo tecnico deputato a decidere invece cosa è? Non è forse fare pressione?
La nostra posizione sin dall’inizio, che oggi vogliamo ufficializzare anche nel consiglio, è in linea con il parere del Nurv che letteralmente cito “Il nucleo prende altresì in esame l’alternativa zero (ovvero la bocciatura del progetto presentato, ndr) rilevando che la mancata attivazione del progetto di cui trattasi potrebbe comportare l’abbandono dell’attuale attività di coltivazione della discarica e quindi il venire meno della continuità gestionale con relativo ritardo nelle attività di copertura delle discariche in essere. Da ciò potrebbero derivare problematiche tipo ambientale, con particolare riferimento alle emissioni di maleodoranze e di produzione di percolato. L’attivazione del progetto di per sé dà quindi maggiori garanzie in termini di ripristini e modalità di coltivazione. Sotto il profilo ambientale, nel senso di tutela dell’ambiente, l’opzione zero non è quindi preferibile, sia rispetto al tema della necessità di provvedere alle operazioni di bonifica, che rispetto alle problematiche di emissione degli odori..”

E ancora: “….L’analisi in corso non può prescindere da un quadro di riferimento della valutazione in oggetto con un punto di vista più ampio rispetto al progetto stesso; risulta infatti indispensabile che siano portate a termine le attuali attività di sistemazione della discarica esistente. In particolare si sottolinea come la sua mancata copertura definitiva costituisca di per sé un fattore di significativo aggravio delle emissioni odorigene, il cui perdurare è fonte di importante disagio per la popolazione delle aree limitrofe”.

Ci si spieghi perché mai la politica (o una generica opinione pubblica) sovrapponendosi alle competenze dovrebbe mettere a rischio ambiente, salute e i 50 posti di lavoro attuali. Per quali ragioni?

E’ evidente e dichiarato che, secondo gli esperti, far fallire Rimateria impedendogli di risanare e riqualificare la propria area sarebbe un danno sotto tutti i punti di vista. Sarebbe questa la preoccupazione per l’ambiente e la salute di chi vuole stoppare Rimateria e farla fallire?
Ma se questa è la strada che si vuole scegliere lo si faccia, però con rispetto e dignità, senza scaricare sugli
altri le proprie responsabilità.
Guardate che le Istituzioni hanno il dovere di parlare con gli atti. Con gli atti, con le leggi e le norme in vigore.
Essendo noi soci di Asiu, anche se di minoranza, non possiamo rispondere agli umori con i post o le dichiarazioni come a qualcuno piace fare.

Il diritto societario è una cosa seria e pretende responsabilità non solo politiche. E’ sulla base di questo che ci siamo mossi nelle assemblee di Asiu. Alla luce di quanto sopra esposto, è evidente che di fronte ad un atteggiamento ostativo al Piano di risanamento di cui sopra e agli atti che potrebbero essere impugnati, noi abbiamo il dovere amministrativo, prima che politico, di preservare l’istituzione che rappresentiamo. Per questo motivo portiamo oggi questo atto di indirizzo, per questo motivo sosteniamo a testa alta le nostre posizioni prendendocene le responsabilità.


Share Button