Nello spazio riservato al pubblico, erano presenti una delegazione del Comitato Salute Pubblica e una delegazione dei lavoratori di Rimateria

SIN - Piombino

SIN – Piombino

Per il comune di Campiglia Marittima il piano industriale di Rimateria (con il progetto da realizzarsi presso il polo industriale in loc. Ischia di Crociano, comune di Piombino), anche alla luce delle decisioni assunte dalla Regione Toscana nell’ambito della procedura di Valutazione d’impatto ambientale, rappresenta un progetto a garanzia dell’ambiente, della salute dei cittadini e della tutela dei lavoratori dell’azienda. La delibera del consiglio comunale è passata ieri sera con i voti della maggioranza Campiglia Comune e del consigliere socialista Lido Andreoni. Contrari i consiglieri del Gruppo 2019, mentre non hanno presenziato alla seduta i consiglieri della Lista Marconi.

Nello spazio riservato al pubblico, erano presenti una delegazione del Comitato Salute Pubblica e una delegazione dei lavoratori di Rimateria. L’esigenza del passaggio in consiglio comunale da parte dell’amministrazione comunale di Campiglia Marittima, così come nella stessa giornata di ieri lo hanno fatto quelle di San Vincenzo (nello stesso orario) e più tardi Castagneto Carducci, e Sassetta, è stata quella di parlare con gli atti, di esprimersi in modo ufficiale su un tema di grande rilevanza per il territorio, che vede questi comuni su posizioni diverse da quelle espresse dai sindaci di Piombino e Suvereto, un tema anche notevolmente complesso.

La sindaca Alberta Ticciati ha ribadito nella sua illustrazione in consiglio che bloccare il piano industriale di Rimateria significa non dare la possibilità di procedere con le bonifiche necessarie nell’area interessata dalla discarica, non dare garanzie per la salute e per l’ambiente, in più, per i 50 lavoratori di Rimateria la prospettiva sarebbe quella di rimanere a casa. Ha inoltre precisato: “È evidente che di fronte a un atteggiamento ostativo al piano di Rimateria e agli atti che potrebbero essere impugnati, abbiamo il dovere amministrativo, prima che politico, di preservare l’istituzione che rappresentiamo, e per questo motivo portiamo questo atto di indirizzo e sosteniamo a testa alta le nostre posizioni prendendocene tutte le responsabilità”.



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