Carla Bezzini

Carla Bezzini

Nella seduta del Consiglio Comunale del 30 ottobre 2018 la Consigliera Carla Bezzini aveva espresso le sue perplessità circa la società a cui l’Amministrazione si stava accingendo a vendere il secondo lotto del 30% delle quote della società RiMateria SpA, visto che sulla Navarra gravavano pesanti sospetti per traffico illecito di rifiuti.

Il Sindaco Massimo Giuliani rispose quasi con sdegno, ammonendo la Consigliera suddetta ed i numerosi cittadini presenti di stare bene attenti prima di muovere accuse diffamatorie ai danni di una pregevole società che si era distinta nel campo della gestione dei rifiuti in grandi città italiane, e che non basta andare a fare ricerche su Google visto che esistono molti casi di omonimia.

Come Comitato della Salute Pubblica abbiamo fatto una visura camerale, per verificare le credenziali di questa pregiatissima società. Ebbene, ora ne siamo certi: la società “Navarra SpA” alla quale i Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto si apprestano a vendere il 30% delle quote di RiMateria è la stessa società Navarra che è ed è stata coinvolta in indagini in tutta Italia sul traffico illecito di rifiuti. Se il Sindaco socio di maggioranza della SpA RiMateria è in possesso di notizie certe rassicuranti (come ci auguriamo che sia, vista la sua determinazione a vendere a questa società) lo invitiamo a comunicarle in modo puntuale alla cittadinanza, invece di “redarguirla” in maniera generica. Al momento, le informazioni di cui siamo in possesso sono le seguenti:

Rosettano Navarra è citato in calce al documento della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’analisi delle interconnessioni societarie nel riciclo dei rifiuti, riportato sul sito dell’Associazione Nazionale contro illegalità e mafie “Antonino Caponnetto”.

Dei fratelli Navarra leggiamo anche su Frosinone Today, in un articolo del 29/11/2018 sul traffico illecito di rifiuti portato alla luce dall’operazione Maschera dei Carabinieri Forestali di Frosinone.

La società Navarra risulta anche coinvolta nell’inchiesta ancora in corso sulla discarica di Carbonia: un articolo del 12/12/2018 riferisce che avrebbe conferito rifiuti pericolosi in quella discarica declassificandoli illegalmente e che i suoi titolari, i fratelli Bruno e Rosettano, sarebbero stati raggiunti da avvisi di garanzia.

Potremmo andare avanti e citare altri episodi, ma non vogliamo togliervi il gusto di andarli a cercare online: è tutto sotto gli occhi di tutti. Di tutti, tranne che delle nostre amministrazioni? Se abbiamo preso un abbaglio, ce lo spieghino.

Parliamo della stessa Navarra? Certo, al momento non esistono condanne, ma i sospetti ci sono, non solo nelle Procure e nei Tribunali, ma anche nella Commissione Parlamentare dei Rifiuti.

Anche per queste ragioni rinnoviamo il nostro appello ai sindaci della Val di Cornia: fermate la vendita! Basta con le bugie e le mezze verità. Il nostro territorio non deve essere consegnato nelle mani di società come questa, che tutto sono tranne che trasparenti.



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