Alla domanda; quale decisione avresti preso al posto di Ferrari, tutti muti, si sono guardati bene di dare una risposta.

Avv. Francesco Ferrari - Sindaco di Piombino

Avv. Francesco Ferrari – Sindaco di Piombino

Immaginiamoci la scena:

Il dirigente si presenta al cospetto del sindaco Francesco Ferrari e, improvvisando un’aria grave, gli comunica che non è possibile giudicare il dott. Giacomo Termine al “compimento” del suo periodo di prova per le moltissime assenze giustificate perché “chiamato a funzioni pubbliche elettive”. Il dott. Termine, infatti, è il sindaco di Monterotondo Marittimo.

Quali decisioni avrebbe dovuto prendere il sindaco di Piombino?
Avrebbe potuto prendere poche e semplici decisioni:

1) Far scadere il termine stabilito per il periodo di prova senza alcuna comunicazione e così confermare l’assunzione fingendo che l’operato del dipendente potesse essere giudicato. Avrebbe di fatto commesso un falso, ma avrebbe evitato di esporsi agli attacchi degli oppositori che fanno tanta presa sugli incompetenti in materia e che, appunto, come incompetenti, sono sempre arcisicuri. Il comune avrebbe assunto un dipendente, i cui costi ricadrebbero sull’intera collettività e che poteva non essere idoneo a ricoprire quel posto di lavoro. Per far questo; Ferrari, avrebbe dovuto raccogliere la “accondiscendenza” del dirigente rendendolo, di fatto, complice dell’assunzione di un lavoratore di cui né Ferrari, né lo stesso dirigente avevano potuto stabilire la capacità di svolgere il lavoro per il quale era stato assunto. Lavoro per altro qualificato, delicato e di responsabilità.

2) Avrebbe potuto commettere un altro falso comunicando, tout court e senza alcuna giustificazione, al sindaco di Monterotondo di non aver superato il periodo di prova. In tal caso avrebbe danneggiato due volte Giacomo Termine: la prima per il danno d’immagine per le illazioni ancora più pesanti di quelle che ci sono state, che avrebbe innescato il “misterioso” licenziamento e una seconda perché gli avrebbe ridotto al lumicino la possibilità di avere un esito positivo in una eventuale causa.

3) La terza ed ultima possibilità è quella che ha preso: affidarsi alla verità, rescissione del contratto perché il dipendente in prova non è giudicabile per le troppe assenze anche se giustificate.
E’ stato ripetutamente chiesto, al limite della noia, ai big locali e regionali e alle truppe cammellate che hanno accusato il sindaco (quello di Piombino) di aver eluso i principi costituzionali, quale decisione avrebbero preso al posto di Ferrari: tutti muti, si sono guardati bene di dare una risposta.
Fino a che la risposta alla domanda delle cento pistole non arriva siamo autorizzati a pensare male, gli amministratori dei tempi passati, zitti, zitti non avrebbero preso alcun provvedimento alla scadenza del periodo di prova determinando il dott. Termine abile e arruolato. Avrebbero commesso una porcheria per premiare un compagno astro nascente della politica maremmana e tutto sarebbe andato liscio come l’olio perché nessuno degli attori: dipendente in prova, sindaco, dirigente avrebbero avuto convenienza a diffondere una bricconata simile.

Una cosa è certa: la Costituzione Italiana prevede la conservazione del posto di lavoro a chi è “chiamato a funzioni pubbliche elettive” e, questo, lo sanno tutti. Il codice civile, regola le modalità di esecuzione del periodo di prova, mentre durata e retribuzioni vengono stabilite all’interno dei contratti collettivi nazionali, ma non regola la fattispecie descritta.
La domande quindi sono:

  • chi è chiamato a svolgere funzioni pubbliche elettive può sottrarsi al periodo di prova?
  • Il periodo di prova deve comunque essere positivo anche se l’eletto non si presenta nemmeno per un giorno al lavoro?
  • Chi deve sciogliere questi nodi?
  • Se la legge ordinaria non si collega a quella costituzionale chi potrebbe metterci una pezza?

Certamente non il sindaco Francesco Ferrari di Piombino.
Morale della favola, speriamo che il dott. Termine ricorra al tribunale così, in sinergia con Ferrari, contribuirà (al di là delle sue intenzioni), in assenza di un vuoto legislativo, a fissare almeno l’orientamento della giustizia.
Quello che va deprecato è, da una parte, la gazzarra strumentale scatenata dal PD e, dall’altra parte le offese gratuite rivolte al dott. Termine sindaco di Monterotondo Marittimo.


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