Nell’ultimo numero de l’Etrusco avevamo tacciato il Circondario come ente inutile. Appena apparso il giornale nelle edicole si e scatenata una grancassa, un autoincensamento alquanto ripugnante. Le cronache cittadine sono state riempite con titoli tipo “Il Circondario promosso a pieni voti” e giù lodi sperticate a non finire. Ma chi sono coloro che hanno espresso, al limite della commozione, queste esaltazioni sperticate sul Circondario? Sono coloro che decisero, a suo tempo, di istituire o impiantare il Circondario stesso, ovviamente non gli stessi soggetti, ma coloro che ne continuano le gesta, coloro che lo gestiscono e che ci sguazzano. Noi abbiamo fatto una prova.

Abbiamo chiesto ad alcuni cittadini se sapevano dell’esistenza del Circondario e, eventualmente, se conoscessero le sue funzioni. Dopo aver interpellato dieci cittadini abbiamo smesso per l’inutilità della domanda in quanto nessuno ne sapeva niente. E’ per questo che quando ci riferiamo all’ente inutile, inutilità si riferisce ai cittadini contribuenti e non ai padroni del vapore.
Ha detto il presidente della provincia Kutufà. “Il Circondario e una pratica riuscita ed entro l’anno la Provincia chiuderà la sperimentazione ed andrà a regime”.
Speriamo che non si tratti di anno solare, altrimenti, quando esce questo giornale, il misfatto sarà già compiuto. Che il Circondario sia un ente inutile, a nostro avviso, lo pensa anche Kutufà Giorgio, infatti dalle sue parole è palese che non sa nemmeno cosa sia il Circondario e non possiamo dargli torto dopo il sondaggio di cui sopra. Il Circondario dovrebbe essere l’istituzione, una specie di sottoinsieme di provincia, mentre lui la chiama “pratica”. Noi ci troviamo d’accordo con il presidente della Provincia se per pratica si intende una pratica abortiva.
Non é da ora che le province sono considerate inutili. L’inutilità si intende come ente autarchico territoriale e non come capoluogo di provincia sede di amministrazioni locali come i numerosi organi periferici dell’amministrazione diretta dello Stato: questura, intendenza di finanza, provveditorato agli studi, genio civile e via dicendo. Come ente autarchico territoriale, viceversa, sebbene ultimamente sia stato rimpinguato con alcune funzioni, ha un’importanza minore rispetto al Comune. Se é cosi la provincia figuriamoci un sottoinsieme come il Circondario!

Le funzioni di governo sono un numero pressoché definito e, quindi, se si aumentano le istituzioni si finisce per duplicare le stesse funzioni. Ce ne siamo accorti anche durante la vicenda della fermata della cokeria, anche se con sfumature diverse, il Sindaco per il Comune e l’assessore all’ambiente della Provincia hanno intimate circa la stessa cosa alla Lucchini.
Anni fa fu varata una legge che stabiliva notevoli vantaggi per i piccoli comuni che avessero scelto di unificarsi. Con una dimensione più grande si potevano ottenere notevoli economie di scala. La legge, purtroppo, non raggiunse lo scopo. La tradizione improntata sulle autonomie locali, il campanilismo e la predisposizione dei partiti politici a moltiplicare e non a diminuire le fonti di potere, fecero si che la legge non raggiungesse lo scopo.

La Toscana inventò due Circondari di cui uno è quello della Val di Cornia che più che unificare i comuni ha finito per creare un’istituzione in più. La Provincia basta ed avanza. Un territorio più grande come il Circondario, ha detto Pioli, Sindaco di Suvereto “si può imporre di più all’esterno…“. Non possiamo concordare» con lui, ma il territorio più grande poteva essere benissimo la Provincia che, fra l’altro, è piuttosto piccola.
Può darsi che per aprirsi all’esterno ci voglia una dimensione territoriale più grande, ma soprattutto ci vuole una predisposizione mentale ed e proprio questa a mancare, lo dimostra la vicenda dell’”Acchiappa imprese”.

Ricordiamo quanto enfatizzata l’idea di trovare una organizzazione che prendesse l’onere, dietro convenienza economica, di cercare e insediare imprese a Montegemoli. Ebbene, fu fatto un bando di concorso, fu trovata un’impresa di Padova e, poi, alla chetichella, fu abbandonato il progetto, nel timore proprio di aprire il nostro territorio all’esterno.

Ci sembra che Pioli, durante l’incontro con Kutufà , sia stato quello che più ha conservato ll senso della realtà.“E’ necessario rafforzare l’istituzione del Circondario per avere un maggior peso nelle diverse scelte di programmazione dell‘area“. Considera il Circondario non come un organismo che ha raggiunto lo scopo, ma un‘istituzione che deve essere “rafforzata” e, quindi, non sufficiente. Anselmi, viceversa, è sempre piuttosto enfatico “Vogliamo essere un territorio pilota per la Provincia, la Regione e l’ltalia. Grazie a Dio si e dimenticato della Comunità Europea e del mondo intero. All‘universo penseremo in avvenire.

Share Button