Se il tanto sbandierato federalismo, inteso come decentralizzazione di poteri e di risorse sui territori, dovesse partorire risultati del genere viene da rimpiangere  la vecchia APT

Franca Rosso - Presidente Confcommercio Isola d'Elba

Franca Rosso – Presidente Confcommercio Isola d’Elba

Apprendiamo favorevolmente la notizia che i Comuni elbani, attraverso la Gestione Associata del Turismo, ancorché con qualche distinguo da parte dell’Amministrazione di Porto Azzurro, hanno finalmente trovato l’accordo per procedere con la realizzazione del canile e gattile comprensoriale.
Non possiamo tuttavia ignorare le preoccupazioni espresse successivamente dall’associazione Animal Project, insieme ai Ragazzi del Canile, che temono una ulteriore dilatazione dei tempi di realizzazione dell’opera, di cui se ne parla ormai da tempo immemore. Sarebbe infatti un vero peccato perdere la donazione della Fondazione Bastet Stiftung Hamburg , disposta a quanto ci risulta a concedere un contributo di € 600.000 per la realizzazione di questa infrastruttura, che dovrà essere edificata a Colle Reciso in area ricadente sotto il Comune di Capoliveri ed a confine con Portoferraio.

Ci sentiamo pertanto solidali con Animal Project, che molto si è spesa su questa tematica e che ultimamente si era rivolta a noi per un sostegno, visto la valenza non solo sociale, ma anche turistico-economica dell’operazione. Saper offrire un’isola Pets Friendly è infatti una ulteriore prerogativa per andare incontro alle richieste dei nostri ospiti, che spesso si portano appresso i loro amici a quattro zampe quando vengono in vacanze, e richiedono assistenza veterinaria H24, possibilità di pensione, dog parking e servizi diurni, ecc. Ma la struttura affronterà anche la questione del randagismo, un fenomeno poco edificante per una località turistica come la nostra.

Detto questo, ci lascia perplessi la decisione di aumentare a 5 € la tassa di sbarco in alta stagione. Questa imposizione, sostenuta anni fa dalle nostre associazioni di categoria e suggerita ai comuni come alternativa all’Imposta di soggiorno, grazie anche all’intervento di ANCIM che rese possibile questa opzione per le isole minori, doveva in qualche modo sopperire al venir meno dell’attività della vecchia APT ed essere destinata alla promozione turistica del territorio.

L’idea di partenza era quella di un confronto continuo tra le categorie economiche del turismo ed i Comuni elbani, al fine di porre in atto le migliori strategie sulla base degli input provenienti dagli operatori del settore, che meglio di altri ne conoscono le dinamiche. La tassa di sbarco avrebbe dovuto anche sostenere dei progetti di sviluppo, condivisi dalle associazioni di categoria, in mancanza delle risorse regionali che prima arrivavano attraverso l’APT.
Ebbene, tutte queste buone intenzioni nel tempo si sono dissolte, evaporate. Vero che lo Stato ha successivamente concesso ai comuni l’impiego di parte di questi proventi su altre direttrici (ambiente, rifiuti, opere comprensoriali, ecc.), ma è anche vero che la tassa di sbarco è incrementata di anno in anno, mentre la concertazione con le categorie è andata a scemare progressivamente.

Esiste ancora una attività di promozione turistica del territorio ? Noi abbiamo perso di vista i tecnici ai quali fu commissionato l’incarico e da oltre un anno non siamo più stati contattati per approfondire e condividere le attività promozionali del nostro territorio.
Ciò che avrebbe dovuto rappresentare un elemento di vantaggio per il nostro turismo, ossia la possibilità di gestire direttamente in loco dei denari pubblici destinati a promuovere e sostenere l’offerta elbana, di fatto si sta disperdendo in mille rivoli e vede noi rappresentati delle associazioni in una posizione di stallo, senza alcuna possibilità di intervento ed interlocuzione. In questo contesto, inevitabilmente emerge la riflessione che prima si dava la colpa alla regione, se le risorse destinate alla nostra isola erano scarse e se “l’Elba era troppo lontana da Firenze”, ma perlomeno le politiche di promozione erano sistematicamente condivise dalla vecchia APT con le associazioni di categoria. Adesso invece, quando il tutto viene gestito qui sul territorio e a regola dovrebbe funzionare meglio, c’è una deleteria ed inspiegabile estromissione delle categorie economiche da ogni concertazione. Alla faccia della partecipazione, delle sinergie e dei percorsi di crescita condivisa.

I nostri amministratori locali sono forse diventati improvvisamente tuttologi, e non hanno alcun bisogno di consultarsi ed ascoltare doverosamente chi opera nel settore ? Se il tanto sbandierato federalismo, inteso come decentralizzazione di poteri e di risorse sui territori, dovesse partorire risultati del genere, allora in questo caso ci viene da rimpiangere i bei tempi passati, la vecchia APT, la regione, la provincia.
Pertanto, senza alcuna vena polemica, ma solo con spirito costruttivo e nell’interesse degli operatori turistici che la nostra associazione rappresenta, invito i nostri amministratori ed il comune di Capoliveri in primis, in quanto capofila della GAT, ad una doverosa riflessione in merito, riconoscendo la giusta considerazione alle associazioni di categoria, da sempre impegnate in prima linea per sostenere l’economia del territorio. Decidere da un lato un ulteriore aumento della tassa di sbarco, e dall’altro essere così macroscopicamente carenti nell’interlocuzione e nella condivisione di comuni obiettivi strategici di promozione e sviluppo turistico del territorio con i soggetti preposti, francamente ci sembra deleterio e confidiamo in una salutare inversione di marcia.

La presidente Franca Rosso


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