Sul Tirreno del 15 Agosto 2019 il Comitato viene chiamato in causa sulle centraline di rilevamento dell’inquinamento.

ComitatoSi afferma che il comitato avrebbe concordato con ARPAT e la precedente Amministrazione l’installazione di due centraline. Vogliamo precisare la questione. Le due centraline che la SpA Rimateria deve installare sono un obbligo dettato D. L.vo n. 36 del 13 gennaio 2003 e s.m.i. ‘Attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti’ che nell’Allegato 2 (`Piani di gestione operativa, di ripristino ambientale, di gestione post-operativa, di sorveglianza e controllo finanziario’) Punto 5 (`Piano di sorveglianza e controllo’), paragrafo 5.4 (`Emissioni gassose e qualità dell’aria’).

In tale decreto è ben evidenziato per le discariche tipo quella di Ischia di Crociano la necessità della rete di controllo e l’obbligo di intervento in caso di superamento dei limiti. Abbiamo partecipato ad un solo incontro con la commissione citata nell’articolo e precisammo che la nostra presenza era per informarsi e proporre anche le nostre idee ma ogni decisione che ARPAT, ASL o i tecnici del Comune avrebbero preso sarebbe stata una loro autonoma decisione Impossibile per noi parlare di decidere insieme, siamo troppo rispettosi del lavoro dei tecnici e teniamo moltissimo alla nostra autonomia. Quello che corrisponde al vero è che fu accolto un nostro suggerimento: le centraline dovevano essere posizionate non solo considerando i venti ma anche la vicinanza alle abitazioni di chi subisce i danni che la conduzione fuori norma della discarica provoca.

  1. Molte sono le altre richieste che facemmo in tale occasione e che ad oggi non trovano risposta, ne rammentiamo solo due:
    seguendo le indicazioni della legge le centraline dovrebbero analizzare vari componenti: CH4(metano), CO2 (anidride carbonica), O2 (Ossigeno), H2 (idrogeno),H2S(idrogeno solforato), polveri totali, NH3 (ammoniaca), mercaptani e composti volatili. Non va bene analizzare solo uno o due componenti del biogas. In sostanza si evidenziava la necessità di uno studio di dispersione atmosferica che consenta di avere un quadro dell’impatto su tale componente creato dalla attuale discarica;
  2. le centraline, se pur pagate da Rimateria, devono essere date totalmente in gestione, fin dai contatti con la ditta che le installerà, ad ARPAT, un Ente terzo! I dati devono essere comunicati in continuo e la loro visione deve essere accessibile a tutti.

Riteniamo altresì doveroso che vengano stabiliti dagli organi statali di controllo della discarica e dal Comune dei limiti da non superare per ciascuno dei composti inquinanti rilevati. In caso di superamento, chiediamo che l’ASL imponga ai gestori della discarica di intervenire immediatamente per riportare la situazione entro valori accettabili. Stabilire questi limiti potrà consentire ad ogni cittadino di pretendere la tutela della propria salute e porterà l’azienda ad operare senza danneggiare ulteriormente anche le altre attività economiche presenti in zona (ristorazione, diportismo, turismo,ecc.).

Per quanto attiene l’inquinamento provocato dal biogas troviamo poco comprensibile l’affermazione che la situazione ambientale sia nettamente migliorata. Abbiamo già invitato l’ASL a dare una valutazione non riferita alle sole medie giornaliere ma alle medie orarie, se facciamo questo vediamo che dalla fine di maggio a luglio si hanno dei picchi preoccupanti che superano di varie volte i limiti del disturbo odorigeno. Fra l’altro l’attività della discarica è stata per parte del mese di luglio e tutto il mese di agosto sospesa in mancanza delle autorizzazioni per le nuove coltivazioni avute solo pochi giorni fa. Ma su sull’argomento inquinamento atmosferico torneremo a parlare appena ARPAT ci fornirà la relazione che abbiamo richiesto.

Su di un altro punto non concordiamo con l’articolo del Tirreno: il ritardo della installazione delle centraline da parte di Rimateria non dipende certo dall’ubicazione proposta! La SpA si è sempre distinta nel rimandare nel tempo i costi che derivano dalla messa a norma e continuerà a farlo fino a quando le sarà permesso di operare impunemente senza rispettare secondo le tempistiche previste le prescrizioni che garantiscono la tutela ambientale.

Comitato di Salute Pubblica
 
 



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