Gli spostamenti

  1. Cadono i vincoli e le restrizioni all’interno dei confini regionali in cui ci si trova senza limitazioni.
  2. Fino al 2 giugno 2020 vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione dove ci si trova, da e per l’estero, salvo che per esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute;
  3. resta però consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

La quarantena

  1. Divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantenadalll’autorità sanitaria fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata.

Vietati gli assembramenti

  1. Resta vietato, l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Le funzioni religiose

  • Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni, contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.

Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus.

Attività economiche, produttive e sociali

  • Salvo restrizioni adottate dalle autorità regionali, riaprono i negozi, i centri estetici, i parrucchieri, i bar, i ristoranti nel rispetto dei protocolli e delle linee guida.

I protocolli

  • Le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.
  • In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale, le regioni monitorano con cadenza giornaliera l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale.

Le sanzioni

  • Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida regionali o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’articolo 650 del codice penale (“Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”)
  • le violazioni delle disposizioni del decreto, o dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020 n. 19, che prevede il pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.
  • Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.
  • Ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l’autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, eventualmente da scomputare dalla sanzione accessoria definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione.
  • In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima

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