Covergreen inizia da Populonia

BindiPrende il via martedì 13 agosto con un’anteprima a Populonia la quarta edizione della rassegna Covergreen, organizzata dall’associazione omonima in collaborazione con il comune di Piombino. Si tratta di un’iniziativa di anticipazione della kermesse vera e propria, che prevede l’esposizione di vinili e molti eventi di cultura musicale tra palazzo Appiani e piazza Bovio e che avrà inizio ufficialmente il prossimo 26 agosto.

In collaborazione con la Taverna dei Desideri e con il Museo Etrusco di Populonia, alle ore 21,00 in via di Sotto davanti al museo etrusco, martedì 13 si presenta quindi il libro del flautista Cesare Bindi, “Quel che resta del sogno”, insieme a Fabio Canessa e ai rappresentanti dell’associazione Covergreen. Il libro è stato scritto da Bindi in collaborazione con Laura Cinelli per i tipi di Angelo Pontecorboli editore.

Il volume è la sintesi dei cinquant’anni della vita artistica di un musicista e compositore di fama mondiale, che ha fatto dei suoni, delle note e del ritmo una ragione esistenziale. Flautista di fama internazionale, considerato l’erede di Severino Gazzelloni, Cesare Bindi ha attraversato professionalmente mezzo secolo di storia italiana, dagli anni Sessanta fino ad oggi, passando dalla musica pop a quella colta, dalle balere, dove suonava la batteria, ai teatri di mezzo mondo, dove i concerti con il suo flauto hanno conquistato il cuore e la mente dei più grandi intellettuali del periodo. Da Firenze, a Milano, a New York, all’Australia Bindi si colloca fra gli innovatori più interessanti degli anni a cavallo fra la fine del Novecento e il Duemila.
Bindi inizia l’attività musicale nel 1973 con tournée in Australia, Francia, Canada, Bulgaria, Germania, Svizzera, Lettonia, Croazia, Ungheria e Stati Uniti, ma consegue il diploma al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze nel 1978, scegliendo la via della musica classica, dopo aver praticato a lungo quella pop, come batterista.
Nel 1981 partecipa al filmato del documentarista francese Frederic Roussif L’Italia il cuore e la memoria, con Pavarotti, Abbado, Freni, I Solisti Veneti, l’Orchestra e il coro del Teatro alla Scala di Milano. Premiato nel 1985 a Firenze dal marchese Emilio Pucci come miglior flautista della sua generazione, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Esegue prime esecuzioni assolute e collabora con compositori come Berio, Testi, Nono. Ha collaborato con la New Music Consortium della New York University, nel 1987-88 è invitato a suonare alla Carnegie Hall e al Lincoln Center e nei Festival più prestigiosi del mondo collaborando con le più importanti orchestre. Ha registrato per Rca, CGD, WEA, Fonit-Cetra e Target.
Autore di musica per Teatro, ha collaborato in recital con attori come Giulio Bosetti, Arnoldo Foà, Riccardo Cucciolla, Giulio Brogi, Massimo Popolizio e Fiorenza Marchegiani. È stato commissario del concorso Ciani, all’Accademia musicale Chigiana di Siena.
Ospite in numerosi programmi televisivi Rai e Radio 1 Rai, ha scritto e interpretato per Rai 3 la sigla del programma “Bellitalia”. Ha vinto il premio “Flauto d’oro 2001” dedicato a Severino Gazzelloni. Da settembre 2008-2016 ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole.
Parlando di musica, Bindi ripete sempre: “Musica leggera, pesante, colta… credetemi di musica in fondo ce n’è una sola, “quella buona”, e per fare un musicista, le tre stelle polari sono: talento, costanza, fortuna.”





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