Torna l’informazione di Piombino e Val di Cornia su La Nazione, incastonata nelle cronaca della provincia di Grosseto

il telegrafoQuesta volta vogliamo scrivere di noi,  categoria di giornalisti, amati e odiati. Buoni quando si scrive di argomenti “piacevoli”, apprezzate, quando si “liscia il pelo” . Odiati viceversa, quando si deve trattare argomenti “scomodi” che comunque vada scontentano sempre qualcuno. Oggi però, vogliamo scrivere di quei giornalisti, dei quali poco si parla, che corrono tutto il giorno per scrivere la storia della nostra epoca, che senza essere gratificati, sia economicamente che professionalmente, lavorano con professionalità e serietà, e che si trovano, per scelte editoriali, articoli tagliati, senza foto e relegati a fondo pagina.

Parliamo di una testata storica per la provincia di Livorno: Il Telegrafo, proprietà del gruppo QN (quotidiani Nazionali) di cui fanno parte La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino .

Due anni fa, il 4 luglio 2017, la decisione editoriale di tornare in edicola con Il Telegrafo, per le notizie che riguardano Livorno e provincia. L’intento è quello di fare “più provincia” e entrare sulla zona Piombino-Val di Cornia, da sempre feudo della testata de Il Tirreno (che invece fa parte del gruppo editoriale di Repubblica). Il Telegrafo però pensando di entrare in una zona “nuova” solo con la forza del nome storico, non aveva fatto i conti con il nuovo modo di fare informazione. Buona la sua veste grafica, con un formato compatto, ma una dirompente cronaca di Livorno e pochissimo spazio per la provincia. Spesso era facile trovare sulla stessa pagina anche la cronaca dell’Elba in un unico blocco compatto con la Val di Cornia e Piombino. Questo portava a brevi articoli molto sintetici e pochissime fotografie, con un prodotto poco apprezzato dal lettore.

Chi vorrebbe rinunciare al il Tirreno a Piombino, che tratta argomenti locali con quattro pagine della città e Val di Cornia e due dell’Elba con in più le pagine di sport locale, per il Telegrafo che usciva con una misera paginetta condensata di notizie su Piombino e  Val di Cornia, poche foto e, spesso di repertorio?

Dall’avvento del Web, le testate giornalistiche americane hanno visto un’impennata delle vendite on line e una drastica riduzione delle vendite in edicola. Questo è accaduto anche da noi in Italia on line si poteva trovare le principali notizie della giornata gratis. Il lettore, al mattino, faceva una rassegna stampa on line e senza passare dall’edicola. In questo modo sono drasticamente calate le vendite del cartaceo. I giornali oggi si mantengono solo grazie alla pubblicità. Ma la pubblicità non rende libera la notizia, sempre condizionata dal “signor tale” proprietario di quel marchio o dell’altro, che non è felice di leggere una notizia, contraria alla politica della propria categoria. Questo potrebbe indurlo a dirottare i suoi investimenti pubblicitari verso un’altra testata.

Gli americani, sempre più avanti di vedute rispetto al vecchio continente, hanno capito che così non va e hanno suddiviso Web e cartaceo mettendoli in competizione tra loro. La notizia immediata le news o le brack news si danno on line o sui canali televisivi dedicati. L’approfondimento della notizia si fa sul cartaceo con articoli dettagliati e molte foto illustrative. Questo veicola l’informazione on line e quella cartacea su due binari distinti. Inoltre la notizia on line si paga, pochi centesimi e ciascuno può leggersi l’intero giornale. Il risultato è che oggi, negli USA, il cartaceo è tornato ad avere una posizione di rispetto e addirittura in concorrenza con il web. Inoltre in Italia paradossalmente, nell’epoca dell’immagine, sono proprio le foto ed i fotografi ad essere tagliati dalle redazioni. È accaduto per Il Tirreno pochi anni fa con un taglio di  “paparazzi”, ma il fenomeno riguarda molte testate italiane. Sono rimasti in pochi quei giornali che mandano ancora un giornalista con in fotografo sul posto. Perché il giornalista da solo, oggi con in suo smatphone, può scattate e filmare l’avvenimento. Già il video! Un giornale che si rispetti oggi ha la sua galleria video da postare sul canale youtube per accumulare le visualizzazioni.

Così oggi è aumentata la mole di lavoro per i giornalisti, che hanno visto ridurre drasticamente il loro compenso ed i contratti (spesso part time o stagisti) che corrono avanti e indietro per un pezzo che viene pagato pochi euro. Il Telegrafo in tutto questo, faceva correre i propri giornalisti, ma l’argomento doveva essere “risicato” in una mezza paginetta e quando ad esempio, gli argomenti che riguardano Piombino come la lunga e contorta questione Lucchini-Aferpi-Jindal, il lettore preferiva sempre la concorrenza cartacea, alla quale dedicava più spazio con più approfondimento.

In conclusione, le redazioni sempre più smart e decentrate in città come Firenze e Livorno, senza toccare con mano la realtà locale, che si alimenta sui canali facebook con i numerosi post di gente comune, e la conseguente riduzione della qualità della notizia.

Oggi però il business per gli editori è stampare i giornali. Si preferisce chiudere una tipografia di proprietà come la Libera Stampa di Livorno con decine di dipendenti, come accaduto al gruppo l’Espresso lo scorso anno, per andare a stampare i giornali in un’altra tipografia, nella Società Poligrafici editoriale a Firenze dove sono stampati tra gli altri, il quotidiano La Nazione. I lettori si sono sicuramente accorti che la nuova veste grafica adottata dallo scorso anno da Il Tirreno ha dimensioni molto simili a quelle de La Nazione. Inoltre

La Nazione dal primo di luglio, inserisce le notizie della Val di Cornia in un inserto che si occupa della cronaca di Grosseto, Amiata, Argentario e Colline metallifere e come se non bastasse, anche Livorno e Cecina. Il lettore della Val di Cornia, quindi, per trovare le notizie locali che lo riguardano è ancora più in difficoltà. Vogliamo però, anche se in ritardo di un mese, fare gli auguri alla “collega” Maila Papi che aveva descritto il suo passaggio dal Telegrafo alla Nazione, sui social, mentre eravamo impegnati a conoscere la nuova Giunta Comunale di Piombino. A lei e Luca Filippi un grosso in bocca al lupo dalla redazione dell’Etrusco.

Post di Maila Papi che annunciava la nuova scelta editoriale

Oggi è l’ultimo giorno che lavoro per Il Telegrafo. Torno a La Nazione.
Il Telegrafo da lunedì non sarà più edicola, ma la cronaca di Piombino Val di Cornia la potete continuare a trovare su La Nazione Grosseto. La vita è così, l’ho imparato strada facendo, alcune volte le decisioni le prendi te, altre le subisci, alcune volte le approvi, altre no. La vita è fatta di incroci, salite e discese. Fermate e ripartenze. E adesso si riparte. Il Telegrafo è stata una bella esperienza, una centrifuga di sensazioni, veloci e repentine. E se da una parte certo, mi dispiace per questa chiusura che rappresenta sempre una sconfitta, è pur vero che fin da bambina sognavo di fare la giornalista a La Nazione, e ritornarci dopo due anni – anche se non ero realmente mai andata via, visto che Il Telegrafo era dello stesso gruppo editoriale – mi fa veramente piacere! Anche le esperienze che hanno un epilogo non lieto come in questo caso ti lasciano dentro qualcosa, comunque, di importante, un arricchimento.
E adesso che si riparte mi piace immaginare nonno Marino da lassù mentre legge la sua Nazione, ora così potrà tornare a leggere anche i miei articoli. Buona ripartenza a tutti i colleghi!


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