PuzzoUno dei compiti che il Comitato Salute Pubblica si è assunto è quello di fare Corretta Informazione. Ce n’è un disperato bisogno, viste le devastanti strategie di Disinformazione o Controinformazione messe in atto da chi ha tutto l’interesse a sviare l’attenzione dell’opinione pubblica per poter costruire indisturbato, mattone dopo mattone, un florido futuro per sé e la sua stirpe a tutto discapito della collettività.

Ecco dunque che un signor X incarica un signor Y di scrivere un po’ di cose: in piccola parte devono essere corrette, altrimenti non risulteranno credibili. L’importante è che vengano omesse quelle informazioni sostanziali che potrebbero far collegare due neuroni a caso nei lettori e far magari intuire che insomma, forse varrebbe la pena indagare più a fondo. D’altra parte la gente ci ha pur creduto, almeno per un po’, che quella fosse “la soluzione, non il problema”!

Leggiamo oggi su Green Report che “sono praticamente abbattuti” i cattivi odori provenienti dalla discarica Rimateria. A parte il fatto che fortunatamente i Cittadini sono dotati di un bel naso al quale difficilmente si può nascondere la Verità. L‘articolo riporta un grafico che omette di evidenziare che la soglia olfattiva per il cattivo odore è da 0,7 a 14 microgrammi/metro cubo.
Ora, chi andasse a controllare la tabella di Arpat, noterebbe che tale valore è molto spesso superato, anche se l’Azienda assicura che siamo sotto i parametri (solo per loro) significativi.
L’articolo cita come valori guida 150 microgrammi/metro cubo come media giornaliera e 20 microgrammi/metro cubo come concentrazione tollerabile in aria per esposizioni a medio periodo. Questi valori sono però da collegare ad altre situazioni, non certo a quella del disagio olfattivo.

È vero che i lavori di captazione dei gas, l’efficientamento dei pozzi e la costruzione di nuovi sono indubbiamente un passo avanti rispetto a quando la stessa Rimateria assicurava che era tutto a posto.
Che dite, ci dobbiamo accontentare? Certo però, che farsi trattare sempre da bischeri…
Però un’ultima cosa fatecela dire: in fondo all’articolo si ammette, un po’ a bocca storta, che ci sono maleodoranze dovute ai lavori che si stanno facendo. Ma allora le maleodoranze ci sono o non ci sono più? E se non ci sono più, allora non si lavora più per mettersi a norma? O al contrario, se si lavora, come fanno le maleodoranze “ad essere praticamente abbattute”?
Via giù, siamo proprio bischeri… non siamo “boni” nemmeno a capire cosa ha voluto dire il signor Y nel suo articolo. Voi lo avete capito?

 





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