Lettera aperta al sig. Sindaco di Piombino Francesco Ferrari

Eliseo Paolicchi

Eliseo Paolicchi

Il 14 luglio 2019 il giornale L’ETRUSCO ha pubblicato un mio articolo sul medesimo argomento, mi scusi se mi permetto di ritornarci sopra.

Leggo con interesse le sue prese di posizione nei confronti della Regione finalizzate al mantenimento delle attività ospedaliere di Villamarina.
Premetto, che apprezzo il Vs. impegno nel cercare di risolvere il problema sanitario della Città e direi del comprensorio, sempre più deteriorato, ma non ne condivido l’impostazione.
Mi spiego meglio; il problema della riorganizzazione ospedaliera e sanitaria nel suo complesso, dopo 40 anni dalla riforma sanitaria, legge 833/78 e dei successivi decreti attuativi, nonché dei piani regionali ospedalieri, necessita di essere rivisto e riprogettato nel suo insieme.

Oggi tutte le regioni italiane si trovano a fare i conti con le crescenti richieste dei cittadini e del contestuale depotenziamento della sanità pubblica.
La verità è che lo stato Italiano da anni si trova a fare i conti con risorse disponibili sempre più insufficienti a nello stesso tempo a fare fronte hai bisogni crescenti dei diversi settori pubblici, quindi, si praticano tagli lineari e la sanità ha dato e sta dando il suo pesante contributo.
Con questo non dico che il settore sanitario non avesse sprechi e attività sotto utilizzate e questo in particolare al sud del paese, ma senza una nuova e moderna visione e programmazione della sanità nel suo insieme, non si ottiene un migliore utilizzo delle risorse, capaci di permettere uno standard accettabile degli interventi.
Sempre più la sanità pubblica trasferisce i propri compiti al privato e sappiamo che questo non tutti i cittadini se lo possono permettere e pertanto ingiusto sotto il piano morale e contrasta con i principi ispiratori della riforma sanitaria ( legge Anselmi) “ la quale richiama all’uguaglianza dei cittadini di fronte alla salute.
Con questo non sono contrario agli investimenti privati nel settore, anzi ben vengano, ma il cittadino deve essere messo in condizione di scegliere liberamente da chi vuole essere assistito e curato e non costretto dai tempi biblici della sanità pubblica.

Mi scuso per la divagazione e ritorno alla sanità locale e più precisamente:
leggo in questi giorni che alcuni, già figure di spicco del PCI dell’epoca, sostengono che le problematiche ospedaliere locali si potranno risolvere con uno ospedale nuovo, da localizzare al centro del comprensorio e vicino all’arteria a scorrimento veloce.
Faccio presente che il sottoscritto, nel 1979 quale amministratore dell’ospedale di Piombino e nel 1986 quale componente del comitato di gestione della USL 6 si è battuto a nome della DC per l’ospedale nuovo del comprensorio (V. documento 1 d’epoca) . Agli atti risulterà anche un intervento in consiglio comunale.

Come al solito i compagni arrivano in ritardo con la storia e quando sono stati sperperati una montagna di soldi per ampliare Villamarina e soprattutto in presenza di un ospedale inadeguato come l’attuale.

Dicevo Sig.Sindaco, che non condivido l’impostazione del dibattito relativo all’ospedale e spiego il motivo:
Come ho già detto, tutte le regioni Italiane, indipendentemente dal colore, sono di fronte allo stesso problema ; chiusura di alcuni ospedali periferici e costruzione di nuovi centralizzati e serviti da viabilità ed eliporti (vedere Bergamo)
Queste scelte richiedono un indagine conoscitiva del territorio; numero abitanti, età della popolazione, caratteristiche del territorio stesso, fattori di rischio ecc.
Ma soprattutto i cittadini devono avere la consapevolezza che è finito il tempo degli ospedali generici, dove vi è tutto ma poco di tutto, questi li definisco ospedali trappola, alla prima complicazione ci lasci le “penne”
Meglio uno ospedale specializzato adatto alle caratteristiche del comprensorio con attrezzature e figure professionali di alto livello e come ho già evidenziato, questo si potrà ottenere solo se gli ospedali periferici diverranno distaccamenti di quelli universitari, esempio Piombino con Pisa.

Sig. Sindaco, Lei considererà utopia questa mia visione ospedaliera, può darsi, ma si ricordi che anche gli amministratori di 40 anni fa mi consideravano un visionario perché proponevo l’ospedale al centro del comprensorio e vicino alla strada di scorrimento veloce.
Anzi, fecero di peggio, dopo questa pressante richiesta spinse la maggioranza ad estrometterci dalla gestione della sanità locale (V. documento 2 d’epoca).
La ringrazio anticipatamente per La Sua attenzione e Le auguro buon lavoro.

Eliseo Paolicchi


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