coppola5Lo stato della Parchi della Val di Cornia , la nomina del consiglio di amministrazione della società, cosa c’è da conservare o da correggere sulla loro conduzione, tutti argomenti che abbiamo rivolto a Luigi Coppola.

Luigi Coppola è conosciuto per essere stato consigliere comunale a Piombino e come responsabile dell’UDC in ambito provinciale. Non è uno di quelli, anche se se lo sarebbe meritato più di altri, che ha vissuto, o campato, con la politica, ma lo ha fatto con la sua professione. Nel settore turistico ha un bagaglio di competenze non riscontrabili in altri soggetti del nostro comprensorio. E’ forse per questo, per non disturbare le mediocrità di coloro che dovrebbero sviluppare il turismo della Val di Cornia è preferibile che Coppola stia nel consiglio del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano anziché nel Consiglio della Parchi della Val di Cornia SpA.

Luigi Coppolla oltre, come detto ad essere consigliere del Parco dell’Arcipelago Toscano è dirigente della F.A.I.T.A. Toscana (Associazione Regionale dei Complessi Turistico-Ricettivi all’Aria Aperta), è direttore di una grossa struttura ricettiva all’Isola d’Elba e si occupa da circa 20 anni di turismo, promozione e marketing territoriale in particolare all’Isola d’Elba. Ha studiato e lavorato per molti anni all’estero. Non ha mai occupato cariche dirigenziali in organizzazioni miseramente fallite o enti inutili a partecipazione comunale.

Le domande:

1) Il Parco Nazionale Arcipelago Toscano, di cui lei è consigliere, pensa che abbia una mission diversa dalla Soc. Parchi della Val di Cornia ?
Le mission sono molto simili nei valori da perseguire, anche se proiettate in dimensioni, peculiarità e territori totalmente diversi. Vi è una differenza sostanziale rispetto agli assetti e pertanto anche negli strumenti a disposizione. Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è un ente pubblico non economico sotto stretta vigilanza del Ministero dell’Ambiente, mentre la Parchi Val di Cornia è una SpA anche se oramai da considerasi interamente pubblica con un ininfluente socio privato con percentuali di quote ridotte a qualche decimale.
All’origine la Società Parchi doveva essere uno strumento di tutela e sviluppo delle aree naturali, archeologiche e delle risorse culturali del comprensorio in piena sintonia e collaborazione con le aziende private locali. Un volano per far crescere le potenzialità economiche della nostra realtà e con una forma di autonomia finanziaria e commerciale. Purtroppo negli anni, con interventi normativi discutibili che qualcuno sostiene ineludibili, ma in realtà non è così in quanto si poteva integrare e non modificare l’assetto senza andare contro le norme, è diventata un fardello per i comuni che si sono dovuti accollare il mantenimento. La dimostrazione è la gestione dei parcheggi affidata dal Comune di Piombino, peraltro anche poco chiara negli ultimi anni, infatti prima è stata tolta, poi ridata, insomma un tira e molla fortemente interpretabile.

2) Come ex consigliere comunale di Piombino conosce la storia della Parchi della Val di Cornia, trova differenze fra la conduzione di Massimo Zucconi e Luca Sbrilli? Se si potrebbe spiegare quali?
Le gestioni sono totalmente diverse, Massimo Zucconi che è stato il padre della società Parchi della Val di Cornia portandola ad essere uno strumento importante proiettato allo sviluppo del nostro territorio con una visione lungimirante che coinvolgeva pesantemente le imprese private.
Le soluzioni apportate nel 2007 hanno tradito le istanze per cui la medesima fu creata nel 1.993. Luca Sbrilli si è trovato a dover gestire una struttura in cui il peso dei comuni e della politica è stato talmente elevato togliendo qualsiasi opportunità di manovra. Anche se in passato ho criticato il suo operato alla fine mi sono dovuto ricredere, in effetti per le possibilità che aveva a disposizione chiunque non avrebbe potuto fare di meglio. E’ proprio l’assetto che non permette un buon funzionamento, alla fine è diventata negli anni come una qualsiasi società partecipata di servizi, snaturando la sua missione iniziale. Ovviamente su questo è indiscutibile non rilevare le responsabilità politiche dei comuni, peraltro anche con divisioni create da ambizioni e personalismi.

3) Quali sono, secondo lei, i vantaggi e gli svantaggi che la Soc. Parchi della Val di Cornia ha prodotto nel territorio?
Vantaggi ne ha prodotti, in particolare sotto il profilo della tutela delle aree naturali, soprattutto a fronte di una devastazione e di un’incuria che per decenni è stata perpetrata, contaminando un patrimonio ricco di biodiversità di inestimabile valore. Senza dubbio anche l’ambito culturale ed archeologico è stato valorizzato. Non possiamo parlare di svantaggi, dovremmo dire di poca lungimiranza nell’assetto statutario, che andrebbe totalmente rivisto, e soprattutto con una formula che ha creato certamente una sorta di strumentalizzazione culturale e monopolistica del territorio. E’ mancata a mio avviso totalmente sotto il profilo della promozione e del marketing territoriale, punti focali per garantire un adeguato sviluppo. Ancora una volta se la Val di Cornia è cresciuta nell’ambito del turismo dobbiamo ringraziare le imprese del settore, che nonostante il consociativismo culturale, pesantissimo soprattutto a Piombino, hanno saputo crescere unicamente con le loro forze, a parte casi particolari.

4) Secondo lei, il nuovo consiglio di amministrazione cosa dovrebbe apportare.
A questo domanda risponderò polemicamente, soprattutto in riferimento ai potenziali candidati che si vociferano. In primis quando si vogliono nominare ai vertici di una società dei tecnici specializzati di settore e non veri e propri manager capaci di attrarre risorse, significa che la gestione vera e propria debba essere perpetrata altrove, forse in qualche stanza particolare. Per fare un esempio esagerando, non mi sembra che Marchionne fosse esperto di automobili, anzi, eppure qualche ruolo nell’ambito lo ha. Sono gli ingegneri che devono progettare le auto, come gli archeologici devono studiare le civiltà e le culture umane del passato, tutt’altra cosa è il management.
Lo stesso vale se fossero nominati nel C.d.A. esperti che provengono da settori dell’ambito pubblico regionale, con una visione strettamente amministrativa delle risorse. Se poi vi fossero addirittura espressioni dell’ambito industriale del passato, certamente qualche dubbio sorgerebbe, non tanto per questioni anagrafiche e di capacità, ma sulle motivazioni di tipo politico-culturale e della connessione fra le esperienze passate e future.
In conclusione, qualche dubbio potrebbe sorgere se vi fossero nomine nella società Parchi Val di Cornia con questo tipo di caratteristiche. Certamente si tratterebbe di un’operazione politica e non di rilancio del sistema dei parchi, per il quale servirebbe un totale stravolgimento aprendo le porte a veri ed autorevoli soci privati con stimoli ambiziosi e non con la prospettiva di gestire i parcheggi. In breve una rivoluzione societaria e statutaria, come è avvenuto in molte altre realtà con caratteristiche simili alle nostre.

5) Accetterebbe un incarico nel C.d.A. della Parchi della Val di Cornia?
Non credo che nessun farebbe proposte del genere al sottoscritto. Suppongo che non mi ritengano all’altezza, mai una volta che mi avessero chiesto un’opinione, certamente avranno i loro esperti affidabili. Inoltre è evidente che non abbia le caratteristiche adeguate:  non sono condizionabile in nessun senso, anche se sempre disponibile al confronto ed al dialogo raccontando la verità vera e non quella funzionale a disegni strumentali.

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