Senza un po’ di sovranismo ho l’impressione che nulla si sarebbe mosso e nulla si muoverebbe nella palude di Bruxelles

Francesco Pellati Presidente RiMateria

Francesco Pellati Presidente RiMateria

Condivido in toto l’opinione di Eliseo Paolicchi sulla non gaffe di Cristine Lagarde, condivido solo in parte le conclusioni che ne trae.
È vero che lo spread deve essere governato dai singoli Stati, ma è altrettanto vero che le condizioni di ogni singolo sistema Paese membro determinano scelte obbligate.
In termini di fiscalità il veto al fiscal compact ha favorito la presenza di paradisi e inferni fiscali in Europa consentendo le posizioni di vantaggio e svantaggio sistemico cui assistiamo da decenni senza che l’U.E. batta ciglio.

Il sistema bancario tedesco in  continuo bilico continua a trovare l’inerzia della U.E.
Il surpluss commerciale della Germania non ha mai generato le clausole di salvaguardia pur previste nel trattato.
Come mai le hanno generate i costanti sfondamenti francesi del rapporto debito/pil.

E l’elenco sarebbe davvero lungo.

A me pare che l’U.E. addotti da tempo Il doppio binario delle enunciazioni di principio e della realtà con cui le traduce in pratica, da cui emerge la trazione franco tedesca dell’intero sistema a danno degli altri membri, che se ne lamentano da tempo pur senza essere tutti e sempre sovranisti.

Ho l’impressione che la situazione drammatica e speriamo irripetibile odierna abbia convinto l’U.E. alla solidarietà espressa ieri dalla signora Von der Leyen, ma sono altrettanto convinto che le pressioni pervenute alla U.E. non tanto dai partiti sovranisti bensì dai voti che hanno ottenuto, stiano facendo riflettere l’establishment sulla opportunità di soddisfare almeno alcune delle domande di riforma che pervengono da un numero sempre maggiore di Stati membri, sovranisti o non sovranisti che siano: i sovranisti hanno il solo pregio di alzare la voce.

Per dire e per concludere che senza un po’ di sovranismo ho l’impressione che nulla si sarebbe mosso e nulla si muoverebbe nella palude di Bruxelles: l’asse franco tedesco continuerebbe a dettare l’agenda a scapito degli altri membri dell’Unione.

Infine che la inefficienza della macchina burocratica, l’incertezza dei tempi della giustizia e le altre magagne che ci affliggono, siano fattori interni al sistema Italia mi ritrova in perfetto accordo con Eliseo Paolicchi. Ma, forse a differenza di lui, sono convinto che un bel po’ di innovazione sovranista interna sarebbe utile, vista per di più l’incompetenza della U.E. su questi argomenti.

Francesco Pellati


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