Poche settimane dall’annuncio del nuovo nome societario da Aferpi a JSW Steel Italy e si torna in piazza

manifestazione jindal1Dopo anni bui, che hanno portato al commissariamento dello stabilimento piombinese, con la successiva vendita prima, all’algerina Cevital e passata di mano all’indiana jindal, le acciaierie non hanno ancora trovato la stabilità. Oggi ci sono problemi, tra gli altri, ambientali e di sicurezza dei lavoratori dovuti alle prove di laminazione degli acciai automatici, quelli cioè che contengono piombo, fatte alcune settimane fa, ma che ad oggi non sono ancora stati resi noti i risultati delle analisi fatte anche sugli operai. L’Asl da giovedì scorso ha i risultati dell’ultima laminazione e domani è prevista un altro ciclo di laminazione al TMP

La situazione è delicata anche dal punto di vista dell’occupazione. Lo stabilimento al momento non produce in modo tale da renderlo autonomo. Gli addetti che al momento sono in forza al sito industriale, sono ancora troppi rispetto al necessario. Le bonifiche non sono partite, le demolizioni dei vecchi impianti sono state eseguite in piccola parte, ma soprattutto non si stanno facendo investimenti in uno stabilimento che negli ultimi 10 anni è stato quasi fermo.

Il pacchetto clienti in parte decimato dai lunghi periodi di inattività è ripartito bene per il treno vergella e in parte per le rotaie e il tondo.

La partenza dell’amministratore delegato Fausto Azzi, giustificata dalla proprietà come per fine del suo mandato, quando ancora il suo ruolo era molto importante, ha gettato nell’ombra la nuova epoca dello stabilimento.

Azzi ha da sempre avuto un ruolo di collegamento tra le istituzioni locali, la politica l’immagine dell’azienda verso l’esterno e la città. Lui che ha fatto da traghettatore tra l’epoca algerina di Rebrab e l’arrivo del colosso indiano di Sajian Jindal. A lui si deve la festa di Natale tra dipendenti e famiglie, per dare l’immagine di una svolta.

Azzi questa volta però è uscito pare “sbattendo la Porta” e adesso si torna al Medioevo dell’azienda.

Lo sciopero con presidio che si è tenuto questa mattina davanti alla direzione JSW, indetto dalle tre rappresentanze sindacali FIM FIOM UILM, al quale hanno partecipato anche UGL, USB, Opposizione CGIL e Campig Cig, aveva lo scopo di informare i lavoratori su quanto accaduto ieri quando il responsabile del personale e il CEO di JSW Italy, hanno visitato alcuni reparti dello stabilimento TVE, TMP e TPP parlando con i lavoratori e descrivendo quanto la proprietà stia facendo per lo stabilimento piombinese in fatto di produzione e nuovi investimenti, commentando che i lavoratori hanno frainteso nelle assemblee quanto dichiarato dalla direzione dello stabilimento. In questo modo state impaurendo i dipendenti– sostiene Fusco della UILM – in questi anni i lavoratori hanno subito riduzione di profili professionali e salario mensile.  Questo stabilimento non ha bisogno di tagli, ma di investimenti per essere più produttivi e efficienti. Ci chiediamo – continua Fusco – dove sono i piani di fattibilità della nuova acciaieria elettrica che, secondo la proprietà indiana, stanno aspettando le risposte sui costi dell’energia disposti dal Governo.

Tirate fuori i progetti della nuova acciaieria elettrica – conclude Fusco – e noi con voi ci sdraiamo davanti ad una strada contro il Governo che non dà delle risposte sull’energia!

I lavoratori non avvertono una volontà dell’azienda di ripartire con nuovi investimenti -ha detto David Romagnani FIOM – per questo i lavoratori vogliono dare oggi un segnale alla Direzione indiana e FIM FIOM E UILM hanno chiesto di parlare con l’azienda Jindal – prosegue Romagnani – la quale adotta un metodo diverso rispetto agli altri proprietari dello stabilimento Piombinese, va nei reparti e mette paura ai lavoratori , facendo pressione con il ricatto che chi sta lavorando in questo momento è privilegiato rispetto a tanti altri che sono a fuori aspettando e chiedendo di rientrare in fabbrica. Inoltre la direzione ha comunicato ai lavoratori che chi partecipa allo sciopero non ha diritto alla mensa. Il segnale che i dipendenti hanno cercato di dare questa mattina – prosegue Romagnani – è frutto del buon senso dei lavoratori stessi, che avrebbero potuto scioperare per l’intera giornata, ma hanno preferito solo due ore per non creare ulteriori disagi in questo delicato periodo.

Al termine degli interventi sono arrivati a rappresentanza del Comune di Piombino il Vicesindaco Giuliano Parodi, le Assessore Simona Cresci e Sabrina Nigro, che hanno parlato con i rappresenti sindacali sulla situazione, alla luce dello sciopero dei lavoratori e, chiedere un incontro con la proprietà per conoscere i risultati delle analisi sui lavoratori che hanno realizzato le prove di laminazione degli acciai automatici alcune settimane fa, prima di eseguire altre campagne di laminazione previste per domani.

Il comunicato sindacale di ieri

Dopo la proclamazione di Fim-Fiom-Uilm dello sciopero di 2 ore di domani 26 Giugno con presidio sotto la Portineria della Direzione JSW dalle 10 alle 12, apprendiamo che la Direzione del personale con il Ceo Mohamad Babu stanno visitando lo stabilimento confrontandosi con i lavoratori.
Ovviamente è legittimo per la Direzione confrontarsi con i propri collaboratori ma è surreale dire ai lavoratori che l’imprenditore indiano Jindal non approva lo sciopero e che questo potrebbe rallentare la realizzazione del progetto.
Forse sarebbe più opportuno spiegare ai lavoratori perché a distanza di un anno non sappiamo ancora a che punto siamo con gli smantellamenti, con gli investimenti sui treni di laminazione, con la continuità produttiva, con lo studio di fattibilità per i forni elettrici e con gli investimenti sulla logistica.
Al netto delle mancanze e ritardi del Governo, sono evidenti i ritardi del gruppo indiano per fare ripartire lo stabilimento di Piombino. Nelle assemblee di ieri non ci sono stati fraintendimenti ma i lavoratori sono stati chiari, il bicchiere è colmo, non si può pensare di tornare ad essere competitivi continuando con la politica di tagli e riduzione dei costi, servono gli investimenti per aumentare la produttività e l’efficienza degli impianti.
Vogliamo ribadire all’azienda ed al Governo che il Sindacato ha sempre supportato il progetto ma ora è il momento per tutti di passare dalle parole ai fatti e dall’incontro al Ministero del 9 Giugno aspettiamo passi in avanti sia dal Governo che dall’azienda.
Sulla sperimentazione al Tmp degli acciai automatici chiediamo all’azienda di avere un senso di responsabilità e attendere le risposte degli Enti Competenti per garantire la totale sicurezza ai lavoratori.
Dal Comune, Regione, Asl e Arpat al momento non abbiamo riscontro e crediamo che tutti debbano assumersi la propria responsabilità.Il Sindacato con chiarezza ha dichiarato che gli acciai automatici possono essere laminati ma solo in totale sicurezza dei lavoratori coinvolti.
Per valutare tutti insieme questa situazione chiediamo a tutti i lavoratori di partecipare allo sciopero di domani ed essere presenti al presidio alle ore 10 sotto la Direzione Jsw.



Share Button