Idee e progetti in campo nell’incontro online organizzato dal Manifesto per la cultura

belvedere bonaparteSi è svolto sabato 14 novembre, il webinar organizzato dal “Manifesto per la cultura a Piombino” sul tema del valore delle associazioni e del loro ruolo per la costruzione di politiche culturali comuni.
All’appuntamento online hanno preso parte molte persone e rappresentanti di associazioni, di cui alcuni hanno avuto modo di partecipare anche al dibattito predisposto su una piattaforma apposita.
Si è trattato della terza iniziativa organizzata dal Manifesto, dopo quella del 19 agosto scorso svoltasi al Belvedere Elisa Bonaparte e quella più recente del 10 ottobre nel parcheggio di piazza Manzoni per discutere del futuro della biblioteca Civica Falesiana e del Polo culturale nel suo complesso.
Durante la serata molto partecipata del 19 agosto, fu introdotto un lavoro di mappatura della cultura per avviare un percorso di ascolto e comprensione della situazione esistente, dei punti di forza che esprime l’associazionismo in ambito culturale (con un’accezione ampia del termine cultura), dei punti di debolezza, delle criticità, ma anche delle opportunità da cogliere per contribuire a costruire il futuro di Piombino.
Proprio partendo dal progetto di mappatura culturale quindi, l’ iniziativa di sabato si è sviluppata con l’obiettivo di condividere e avviare un confronto con le molte associazioni del territorio in merito a questa ricchezza collettiva che è il “capitale sociale”, strettamente connesso alla qualità della società civile, provando a costruire un vero e proprio patto di comunità sulle politiche culturali e una rete visibile sul territorio di operatori culturali.
Il webinar, introdotto e moderato da Marco Bracci promotore e firmataria del Manifesto, si è quindi articolato in una prima parte più generale e metodologica, durante la quale si sono susseguiti gli interventi di Lorenza Soldani della cooperativa di ricerca sociale Sociolab di Firenze sul tema della partecipazione dal basso e sulle esperienze più significative portate avanti in ambito toscano e, negli anni passati, anche a Piombino; a seguire Elena Taverna, caporedattrice di Labsus, laboratorio per la sussidiarietà, ha parlato delle esperienze legate alla rigenerazione dei beni comuni urbani, agli strumenti concreti per realizzare patti di collaborazione tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Infine il terzo intervento è stato quello di Maurizio Canovaro del Teatro dell’Aglio come esempio di associazione culturale operante nella realtà piombinese ma non solo da oltre quaranta anni.
Benedetta Celati, assegnista di ricerca dell’università di Pisa, nonché firmataria del Manifesto per la Cultura a Piombino, ha concluso questa prima parte che ha offerto molti spunti di approfondimento al dibattito che si è sviluppato subito dopo.
Terminata la diretta Facebook e solo per le associazioni e i cittadini presenti sulla piattaforma online, si è sviluppato un tavolo di discussione, dove i partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi all’interno di “stanze” virtuali distinte, per riflettere e rispondere a una domanda: quali strumenti sono necessari per favorire e migliorare le collaborazioni tra le associazioni del territorio, e per contribuire a elevare il livello di partecipazione, e contare di più per la costruzione di politiche culturali.
Gli spunti emersi dalla discussione sono stati molti e verranno sintetizzati in un report che sarà reso pubblico nei prossimi giorni.
Intanto il Manifesto continuerà a portare all’attenzione questi temi, cercando di coinvolgere nel dibattito un numero sempre maggiore di associazioni e di cittadini interessanti alla crescita culturale del territorio.
A questo proposito è già stato predisposto uno strumento di indagine e conoscitivo, un questionario rivolto alle associazioni, reperibile sul blog di Cultura Piombino https://culturapiombino.wordpress.com e sulla pagina Facebook di Cultura Piombino, uno strumento fondamentale e un passo decisivo per proseguire il lavoro di mappatura.



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