SaggioCaro saggio,
Mi é arrivato una specie di giornale on line edito, scritto e pubblicato dal sig. Andrea Panerini. Come certamente saprai Andrea Panerini é: fondatore dell’ARCI Gay locale, scrittore, romanziere, storico mazziniano e poeta. In an articolo del giornale intitolato “Votiamo l’Unione, votiamo le liste laiche” scrive: “Non é facendo un’assurdo Aventino ma con un rinnovato spirito civico che si tutelano i diritti civili in questo passe”. Una volta, quando l’articolo indeterminativo femminile “una” precedeva una parola che iniziava per vocale, si elideva la a di una e si metteva l’apostrofo. Viceversa quando l’articolo indeterminativo “un” precedeva una parola che iniziava per vocale non c’era bisogno di apostrofo. Ora poiché Panerini ha scritto “un’assurdo” con l’apostrofo non posso pensare, dato il suo curriculum, che si sia trattato di errore; sono portato a credere che sia un effetto del gay pride che si é calato nella grammatica.
Cosa ne pensi. Mi fido della tua opinione.
Urbano Spirito

Caro Urbano,
potrebbe in effetti trattarsi di un tentativo di parificare gli articoli femminili e maschili. Se ci pensi alcune lingue non hanno questi distingui, in inglese, per esempio, l’articolo determinativo è “a” e può andar bene sia per le “women” che per i “men”, e, insomma, un articolo bisex come lo sono alcuni capi di vestiario ed esattamente come lo è il suo parente “the”. Non credo, bada bene, che Andrea Panerini intenda rendersi protagonista di una lotta per i diritti all’uguaglianza della “persona grammaticale”, visto che le lotte per i diritti delle “persone in carne ed ossa” (“diverse” o “uguali” che siano) sono un po’ più importanti e serie. Magari, però, Panerini e uno di quelli innamorati dell’inglese, che si fanno prendere dalle mode e che dice “meeting” invece di “incontro”, uno che fa il “brunch”, che e amante dello “slowfood”, che può essere “up” o “down”, che preferisce il “wine bar” alle osterie, che spera che Prodi diventi “premier” e non “primo ministro” e, magari, sogna un giorno di scrivere un “bestseller” venduto in tutti i “bookshop” del mondo. Forse e uno di quelli che usano il “piuttosto che” al posto di “oppure” e non correttamente come sinonimo di “invece di”. Ciò
genera confusione, perché dire:- Ho intenzione di andare all‘Elba piuttosto che al Giglio.- in italiano significa “invece che al Giglio”, in quest’altro idioma modaiolo può voler dire “oppure al Giglio” che e un‘altra cosa. Spero proprio che Panerini non appartenga a questa schiera di imbecilli (che, per altro, risiedono quasi tutti al di fuori della Toscana). Pensa cosa potrebbe combinare un istruttore di guida che, in prossimità delle strisce, gridi al suo allievo:- Usa il freno piuttosto che l’acceleratore! –
Ma non voglio divagare oltre. Mi viene ora in mente un’altra ipotesi plausibile sul perché il Nostro abbia scritto un assurdo con l’apostrofo (o si dice l apostrofo?): potrebbe essere che, scrivendo la parola “assurdo”, si sia lasciato trascinare dal suo significato e ha, appunto, scritto una cosa assurda. Come vedi, caro Urbano, si possono fare tantissime congetture sul motivo per cui il Panerini non abbia omesso l’apostrofo. Probabilmente egli stesso potrebbe darti diverse motivazioni. L‘unica che non potrebbe darti e quella che trattasi di un “refuso”. I1 refuso e un errore che scappa per distrazione: una consonante o una vocale battute due volte, una lettera omessa, un apostrofo che sfugge all’attenzione (forse perché i1 tasto del computer viene battuto male). Può trattarsi di un refuso pure un’acca malandrina che viene omessa quando si a una tastiera piena di polvere. Ma i refusi non sono mai per aggiunta. Un “perché” e un errore di ortografia perché si scrive “perché” e la uno se la è andata a cercare invece di cercarsi la “é”. Cosi come scrivere qual’è è un errore perché l’apostrofo uno se lo cerca e lo mette apposta. E quindi, per citare il nostro Panerini possiamo dire:- scriviamo pure di votare i1 Polo o 1‘Unione o chi vogliamo, ma non è facendo assurdi errori d’ortografia che si tutelano la cultura e la lingua del nostro paese.”

Grande,
Ho assistito all’incontro che c’è stato a Piombino con l’On. Giovanardi organizzato dall’UDC locale. Ha un certo punto é venuto fuori che in Toscana e a Piombino la sinistra si regge sul potere. Che é difficile trovare il posto di lavoro se non si ha una certa tessera in mano e che gli imprenditori che lavorano sono sempre gli stessi e legati a quella componente politica. Poiché Giovanardi non è piombinese, né toscano mi piacerebbe sapere come si permette di fare simili asserzioni.
Io lavoro in comune, mia moglie lavora alla coop, un figlio è autista all’ATM ed un altro
é all’ASIU, siamo una famiglia di lavoratori.
E’ vero che abbiamo tutti la tessera del partito ma non digerisco che venga uno e faccia dichiarazioni simili. Io più con Giovanardi ce l’ho con quelli dell’UDC, sono loro che hanno fatto la spia.
Gianni Compagnoni

Caro Gianni
devo ammettere che io non sto attentissimo a quello che dice il min. Giovanardi, se non quando ho voglia di ascoltare qualche battuta. Costui, infatti, é un tipo che fa schiantare dalle risate. A me costui sta veramente simpaticissimo come, come del resto quasi tutti i nostri politici. Egli ha pure il vantaggio di non indurre in errore chi lo ascolta. Su Fini, per esempio, ci si può anche sbagliare, perché mantenendo l’espressione del volto severa e compunta può essere scambiato pure per una persona seria. Bisogna starlo a sentire per scoprire che formula previsioni che non si verificheranno mai.
Invece Giovanardi, un po’ come Rutelli, Buttiglione, Berlusconi o il tollerante Calderoli, si capisce subito che razza di mattacchioni sono.
Tu lo sapevi che faceva Giovanardi prima di diventare ministro? Faceva il carabiniere. Ecco spiegato il motivo delle barzellette.
Qualche tempo fa ha dichiarato, in polemica per una provocazione di Beppe Grillo: – Io non sono dipendente di nessuno se non dei miei elettori – e – In democrazia ognuno risponde delle sue idee e degli elettori che lo hanno votato. – Ma Giovanardi si scorda di essere un ministro e come tale, dovrebbe rispondere non ai suoi elettori, ma a tutti gli italiani. Se ne deduce, quindi, che Giovanardi é un ministro extra-costituzionale (contravvenendo all’art.67 della Costituzione italiana) non risponde alla Nazione, ma solo ai suoi elettori, per cui solo chi lo ha votato dovrebbe pagargli lo stipendio, non tutti i cittadini italiani. Anzi solo quelli di Lecco. Il fatto poi che lui, Modenese sia stato eletto a Lecco è un’altra storia.
Ora io come appunto ti ho già detto in precedenza non ascolto quasi per nulla quello che dice Giovanardi perché do per scontato quello che dice e, devo annetterlo, seguendo questo atteggiamento ci si può talvolta sbagliare. Anche Giovanardi può dire una cosa intelligente e magari, anche vera. Sarà forse stato imbeccato? Non credo. Chiunque inviti a parlare Giovanardi non può avere sale in zucca. Credo quindi che il ministro abbia detto una cosa non stupida per effetto della teoria dei grandi numeri. Insomma l’ha detta giusta. Ma l’ha detta per sbaglio.

Immenso,
Finalmente un’iniziativa originale e didatticamente mollo efficace. Ce un però. A Piombino città supercritica ogni iniziativa positiva la mettono in negativo. Mi riferisco alla questione delle tende alla scuola elementare. Mi dispiace che il Tirreno, giornale autorevole della nostra costa, spara notizie false e tendenziose. Ha attribuito la mancanza di tende, che erano state date a lavare, alla mancanza di soldi e alla burocrazia. E’ anche vero che i bidelli non potevano riattaccare le tende perché non sono assicurati per montare sulle scale o, meglio, non per salire, ma per scendere velocemente in caduta libera.
Che tutta la vicenda fosse montata ad arte è evidente anche ad un bambino ritardato, infatti se le tende erano state lavate qualcuno le avrà tolte. Chi le ha tolte sarà montato sulla scala o si sarà servito dell’elicottero?
Altra ipotesi: se sono state tolte con la scala l’assicurazione prevede la copertura solo nella operazione di rimozione delle tende e la ”scopertura” nella operazione di ricollocazione? La verità è tutt’altra. E’ stata un’iniziativa degli insegnanti meravigliosa aver sostituto le tende con dei giornali. In una città in cui la genie legge meno giornali rispetto alla media, la scuola ha pensato di abituare i ragazzi ad avere sempre sott’occhio i giornali, a considerarli parte del loro ambiente. Si evita che da adulti non considerino la carta stampata come carta da pacchi o, peggio ancora, come carta per pulirsi in circostanze intime con conseguenze non ancora accertate. Infatti non e scientificarnenle provato che il petrolio contenuto nell’inchiostro della stampa faccia bene alle emorroidi.
Cosa ne pensi?
Amerigo Cessi

Caro Amerigo,
confesso che quando ho iniziato a leggere le prime righe della tua lettera, ho pensato che tu stessi parlando di tende da campeggio. Ho creduto per un attimo che i bambini di Piombino, oltre che privati (evidentemente) degli edifici sco1astici, adesso venivano privati pure delle tende dentro cui facevano lezione. Poi, continuando a leggere, mi si e chiarito l’equivoco. E incredibile come sia importante leggere bene fino in fondo e non dar retta alle prime impressioni. Mi pare che sia una grandissima iniziativa quella di mettere i giornali al posto delle tende non solo per i bambini, ma anche per chi da fuori, potrebbe vedere al1‘interno delle aule. Mi ricordo che da giovani si usava spesso questo espediente quando ci si appartava con qualche ragazza a bordo del cinquino e… ma questa e un’altra storia che non c’entra. Insonnia, dicevo che è bene impedire che da fuori si possano vedere gli effetti raccapriccianti dell’applicazione della legge Moratti. Per cui, se da una parte, come dici te, i piccini imarano ad usare il giornale in modo alternativo ai soliti (carta da pacchi e carta igienica) dall’altra si difende anche tutti coloro che a scuola non vanno più e ne coservano un ricordo positivo.
Per chiudere ti dirò che non so se l’inchiostro abbia un grande effetto molto, molto stimolante per l’intestino. Speriamo che le maestre sappaiano tener conto pure di queto. Per la salute dei nostri piccini.

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