Saggio

I servizi della Port Autority

Caro saggio
Faccio parte della Port Autority di Piombino e, per ovvi motivi, preferisco rimanere in incognito. Come saprai facendo pagare una modesta cifra di 1000 lire a passeggero e 1500 ad auto trasportata, abbiamo incassato oltre 2 miliardi. Però, anche se tutto ciò mi fa piacere perché la cifra raccolta ricopre quasi i nostri stipendi, mi rimorde la coscienza perché a fronte di questi oboli non abbiamo dato alcun servizio. Anzi, detto fra noi, abbiamo creato intralci e fastidi ai viaggiatori perché eravamo preoccupati che, altrimenti, non si sarebbero accorti della nostra presenza.
Facendo ricorso alla tua incommensurabile saggezza, potresti indicare a me e alla Autority tutta, un servizio che potremmo offrire (a partire dalla stagione estiva del 2000) ai passeggeri o alle auto a fronte di queste 1000 o 1500 lire che, altrimenti, sembrano francamente rubate?
Con devozione
Un membro

Caro Anonimo,
l’idea della tassa di passaggio è stata ripresa da film comico “Non ci resta che piangere” con R. Benigni e M. Troisi. Anche le domande che vengono rivolte ai passeggeri “passanti” sono le stesse; – Alt! Chi siete? E quanti siete? Sì, ma cosa portate? Un fiorino! –
In molti paesi europei viene offerto, nelle aree di sosta, un servizio di animazione per bambini.
La mia idea sarebbe di istituire un servizio simile per i turisti adulti, più improntato alla comicità, in modo da non spezzare il filo conduttore con il film a cui vi siete ispirati. Tutto ciò renderebbe meno pesante la lunga fila che causate per la riscossione dell’obolo. Il servizio dovrebbe essere svolto da comici professionisti. Dove trovarli? Prova a guardarti intorno e vedrai che, la Port Autority, pullula di clowns.

Cattivi odori a Piombino

Grande Vecchio
Nei giorni scorsi una nube di gas ha impuzzolentito alcune zone piombinesi. I responsabili dell’ambiente: ARPAT e l’assessore Faggiani brancolano nel buio e, obiettivamente, non sanno dove sbattere la testa perché, come sai. Piombino vive di turismo e non è facilmente imputabile ai numerosi insediamenti turistici lo sprigionarsi del fenomeno. Potresti suggerire qualche idea illuminante in proposito (senza accendere fiammiferi)?
Con devozione
Putzo Lenti

Caro Putzo,
secondo me la nube di gas potrebbe essere stata causata dalle numerose macchine che girano senza senso al Porto di Piombino e pagano la tassa di passaggio istituita dalla Port Autority (vedi sopra). Il gas di scarico emesso dalle marmitte (catalitiche o no) è veramente disgustoso. Molti turisti, in più, hanno il viziaccio di mangiare durante l’estate, tonno e fagioli, piatto che provoca nelle viscere lo sgradevolissimo fenomeno detto “meteorismo” in inglese “trapped winds” (letteralmente “venti intrappolati). Talvolta alcuni viaggiatori diretti all’Elba non trovano posto nelle navi e si fermano a Piombino; molti turisti, invece, (soprattutto i fiorentini, noti mangiatori di fagioli) passano l’estate a Baratti. Quando decidono di non tenere più intrappolati i venti son dolori.
A questo proposito approfitto dell’occasione per ringraziare le autorità piombinesi e l’ingegner Lucchini, che non lesinano sforzi per tenere alla larga questa terribile piaga che sono i turisti.

Il lavoro a Piombino

Illustrissimo Saggio
Non capisco questo lamentio su Piombino e la Val di Cornia perché non c’è lavoro. Io lavoro come portuale, mia moglie è infermiera alla ASL, mia figlia sono riuscito a metterla alla Coop, mio figlio, invece, è guardia comunale. Eppure non mi lamento. Chi si lamenta, secondo me, fa il gioco delle forze retrograde e reazionarie. Tu cosa ne pensi?
Primo Lavoratori

Caro Primo,
chi ha buona volontà, l’ho sempre sostenuto, il lavoro lo trova, basta cercarlo dove c’è ed inoltrare le domande alle persone giuste. Bisogna insomma, sapere, a che santo votare. No, non votarsi.
Coloro che non trovano lavoro, che si lamentano, sono i soliti contestatori nostalgici del passato, talvolta veri e propri facisti, tal altra troppo spostati a sinistra, idealisti privi di concretezza anch’essi, in sostanza, retrogradi.
Poi, su questa necessità di lavorare io ho dei grossi dubbi. A lavorare ci si stanca e vengono i calli alle mani, ultimamente, poi, c’è gente che non lavorando ha anch’essa i calli alle mani e alla fine della giornata è stanchissima, a furia di bussare alle porte e di camminare inutilmente da un ufficio all’altro per ottenere un posto di lavoro. Un po’ di riposo, date retta a me, non guasta.

Villamarina

Altissimo,
vorrei chiederti un consiglio sui medici. Io e mio marito siamo vegetariani e stiamo scoprendo la medicina omeopatica, abbiamo un bambino di 7 anni e siamo indecisi se continuare a portarlo da un medico tradizionale o da un omeopata. Tu cosa ci consigli.
Veronica

Cara Veronica,
Io ho sempre preferito un medico simpatico ad uno antipatico, ma purtroppo non conosco alcun medico omeopatico. Per questo motivo ti darò alcuni consigli a carattere generale.
La cosa più indicata per tuo figlio, sarebbe che non si ammalasse mai. Se gli permetti di ammalarsi, vai sicura che lo rifarà: i bambini prendono spesso questo viziaccio. Un mio amico impediva alla figlia di ammalarsi, se si ammalava non le rivolgeva più la parola, la portava fuori anche con 40 di febbre, un giorno la portò fuori anche con il morbillo. La bambina alla fine scappò di casa, entrò all’ospedale ed ora è ancora là, con il titolo di degente-infermiera; non ha più messo il naso fuori da lì, 45 anni di vita fra letti e corsie. E tutto questo perché? Perché quel mio amico non le aveva spiegato niente. Tu, invece, spiega a tuo figlio dell’inopportunità dell’ammalarsi, del costo delle medicine, dello stato in cui versa Villamarina. Insisterei soprattutto su quest’ultimo punto (senza calcare troppo la mano, però, è sbagliato terrorizzare i bambini),



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