La vicenda del mancato rinnovo del contratto di lavoro a  Giacomo Termine,  sta avendo eco anche sulla stampa nazionale. Pubblichiamo un comunicato del Sindaco di Piombino che spiega quanto accaduto.

ferrari in tvSi parla di licenziamento politico ma questa vicenda è tutt’altro che politica Giacomo Termine non è stato licenziato, il Comune ha deciso di non confermare la sua posizione in quanto non è stato possibile valutare il suo operato viste le numerosissime assenze dal posto di lavoro e, per questo, tornerà a lavorare nel Comune che aveva lasciato per trasferirsi a Piombino. Non si parla certamente di una discriminazione in quanto sindaco di un partito politicamente lontano dall’amministrazione piombinese. I permessi per ottemperare ai compiti dati dai ruoli politici e istituzionali sono un suo diritto, il buon senso, però, avrebbe imposto quantomeno di provare a conciliare le sue cariche con il lavoro per cui percepisce uno stipendio. Il signor Termine, invece, si è presentato al lavoro 62 giorni in un anno e, a causa di tutte queste assenze, il periodo di prova di sei mesi è slittato a quasi un anno. Ora una certa politica si arrabbia e batte i piedi invocando la violazione dei diritti costituzionali: il senso del dovere nei confronti dei cittadini non vale solo quando si ricoprono cariche politiche, dovrebbe essere un valore da rispettare in ogni ambito professionale, soprattutto quando è proprio grazie al denaro pubblico che si percepisce uno stipendio. L’amministrazione ha preso una decisione a tutela della macchina comunale e nel rispetto di tutti gli altri dipendenti che ogni giorno timbrano il cartellino e portano avanti il proprio lavoro con competenza e diligenza. Avrebbe potuto dialogare con l’amministrazione per cercare insieme una soluzione che potesse conciliare le necessità di un Comune come Piombino con i ruoli che Termine ricopre, invece ha preferito semplicemente prendere tutti i permessi che aveva a disposizione e percepire comunque uno stipendio. Per quanto scarsa sia l’indennità da sindaco di Monterotondo pretendere di guadagnare senza lavorare è inammissibile.

 

 

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