Parchi della Val di Cornia

Parchi della Val di Cornia

In qualità di Presidente della Parchi Val di Cornia SpA replico alle dichiarazioni dei Sindaci di Sassetta, San Vincenzo e Campiglia Marittima (Soci di minoranza nella Società) riportate nei giorni scorsi sulla stampa relativamente alla situazione economico-finanziaria della Parchi Spa ed i cui contenuti hanno preso alla sprovvista sia me, che il Consiglio di Amministrazione.

La Società, contrariamente a quanto affermato non è in una situazione né fallimentare né pre-fallimentare; anzi chiuderà in sostanziale pareggio, come risulta dal Bilancio Previsionale 2020 rivisto su sollecitazione dei Soci stessi e recentemente approvato all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione. Risultato che avrebbe potuto tradursi in un utile se tutti i soci avessero mantenuto l’ordinaria contribuzione degli ultimi anni.

Peraltro quella che viene erroneamente definita ‘perdita strutturale’ non è altro che il contributo che i Comuni Soci versano alla società, sin dai tempi della sua costituzione, in una logica di mutualità e secondo un meccanismo ben preciso e concordato. Mutualità che in questo anno così complesso alcuni di essi hanno disatteso.
In cambio di questo contributo (che nel 2020 alla fine dei conti sarà persino inferiore agli anni scorsi) e dei proventi derivanti dalla sua gestione caratteristica e dalla conduzione di concessioni, la Parchi preserva e rende disponibili a tutti le interessanti bellezze e i tesori naturali e culturali del vostro Territorio. Quella tutela e disponibilità che anche quest’anno abbiamo potuto garantire, in totale sicurezza, come già relazionato su richiesta del Ministero dei Beni Culturali e che voi mettete in dubbio senza basi.

A ben vedere la società potrebbe persino chiudere il suo conto economico in pareggio, anche senza la contribuzione a posteriore dei soci; basterebbe conferirle in gestione altri beni che producano rendita: anche quella è, pur sempre, una forma di contribuzione alla pubblica utilità necessaria in quanto – come si sa – alcuni servizi pubblici (fra cui la cultura) sono a sostanziale perdita di mercato.

Il patrimonio netto della società, valutato in circa euro 1,5 milioni, rimarrà intoccato rispetto al 2019; stesso dicasi per la mantenuta regolarità nei pagamenti dei nostri creditori; tutto ciò, nonostante un anno segnato da un calo di presenze di circa 35 mila persone a causa dell’emergenza sanitaria da covid-19 e conseguente contrazione delle entrate caratteristiche di circa il 40%.
Peraltro, data la gravità delle non corrette dichiarazioni rese pubbliche, se esse avessero corrisposto integralmente a verità, avrebbero dovuto comportare la convocazione immediata di un’Assemblea dei Soci plenaria con il coinvolgimento anche degli altri due soci, Piombino e Suvereto, per operare una verifica congiunta con gli Organi di Gestione dell’Azienda e ricorrendo anche al supporto di quelli di Controllo, quali il Collegio Sindacale ed il Revisore dei Conti. Siccome così non è stato, la comunque incauta affermazione e la divulgazione di una “situazione pre-fallimentare” inesistente rischia solo di minare il regolare svolgimento delle attività societarie e creare preoccupazione in molti, compresi i lavoratori.

La Parchi Val di Cornia Spa è un modello societario geniale e – dati i tempi – molto attuale perché genera e utilizza sinergie col Territorio non solo a beneficio di visitatori e residenti ma anche di molti operatori economici. È la realizzazione di quella che si può definire una vera e propria ‘economia di ambito territoriale’. Non solo: questo modello attrae e realizza investimenti per conto dei Comuni in ambiti che per essi costituirebbero un aggravio inefficiente di lavoro e costi; investimenti che nel caso specifico assommano negli anni a ben 26 milioni di euro.

La Società ha la capacità e le competenze per realizzare e gestire servizi nel continuo (sempre più attuale) fra Turismo e Cultura. Esperienza unica in Italia tanto più in un’epoca incerta e difficile dove il frazionamento degli investimenti e delle gestioni è un aggravio sociale ed economico insostenibile e dove tutti (pubblico e privato) cercano di realizzare economie razionali organizzate intorno al valore delle imprese e delle persone.

Il Presidente Alessandro Bruni


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