La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri intorno alle 22.00. La firma dell’accordo per la cessione dello stabilimento piombinese dal gruppo algerino Cevital all’indiano Jindal JSW, è finalmente avvenuta dopo due mesi e mezzo di negoziati gestiti dagli staff della Regione e del Ministero per lo Sviluppo Economico.

firma jindalE’ il ministro Carlo Calenda che posta una foto che lancia in rete un Twitter per dare la notizia che pubblichiamo, nella quale si vede un volto noto Fausto Azzi (ex a.d. di Cevital) che ha seguito molto da vicino le trattative per conto di Jindal. La fiducia che il Presidente della Regione Enrico Rossi aveva annunciato nei giorni scorsi è stata confermata. Mi chiedono se sono contento per Piombino- dice Rossi – “Ma io sarò veramente contento solo il giorno in cui a Piombino si tornerà a colare acciaio, come ho promesso davanti ai lavoratori il primo maggio di diversi anni fa. Dunque si è appena agli inizi. Al lavoro e alla lotta!”.

Sui social si sono incrociati una serie di messaggi, tra i quali quello di Gianni Anselmi che confermava, l’avvenuta firma dell’accordo a pochi minuti dall’atto. Un accordo che ha richiesto molto tempo, tra le parti legali per aspetti tecnici, ma anche per la definizione del prezzo di acquisto fissato in sessanta milioni di euro, ma che nei giorni scorsi non trovava concordi le parti per circa 3 milioni, irrisorio nei confronti di un investimento di 600 milioni di euro.

A questo punto possiamo dire di essere nell’era Jindal e siamo in attesa del Piano industriale che chiamerà al tavolo anche le sigle sindacali per negoziare, questa volta, anche le condizioni dei lavoratori. Sapremo quante unità saranno necessarie per la ripresa della produzione dello stabilimento con tre treni di laminazione, e cercare di  riacquistare quote di mercato per prodotti lunghi: barre, vergella e rotaie. Finalmente, per riprendere le parole del ministro Calenda, Piombino può ripartire.

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