il Sindaco Ferrari e l’Assessore al Lavoro Sabrina Nigro commentano l’incontro tra Mise e JSW : “A Taranto i fatti, a Piombino le solite parole”.

jindalUna ennesima delusione: spiace assistere ad una nuova videoconferenza con il Mise senza che, ancora una volta, ci vengano comunicati i tempi, i modi e gli investimenti con cui Governo e Azienda avrebbero intenzione di salvare la siderurgia piombinese.

Certamente apprezziamo la presenza del Ministro Patuanelli e il suo annuncio a compiere finalmente l’ingresso dello Stato nel capitale sociale di Jsw; ma mentre l’llva di Taranto sigla, appena poche ore fa, un accordo da 400 milioni di euro con il Governo, Piombino continua a rimanere a galleggiare in un limbo pericoloso.

La delusione, non lo neghiamo, è forte perché dopo mesi e mesi di annunci di un imminente impegno diretto dello Stato a Piombino, oggi usciamo dalla videoconferenza senza un atto chiaro, senza una data, senza un progetto.

Come l’Italia si fa giustamente carico del futuro di Taranto, così deve fare per il nostro territorio. E il momento utile è proprio questo, perché le due realtà possono e devono rientrare in un progetto strategico, unico, sistemico ed efficace di siderurgia nazionale. Oggi speravamo che Piombino potesse avere lo stesso trattamento di Taranto, aspettavamo la tanto agognata svolta per il nostro territorio ma così non è stato. Ancora una volta, dobbiamo aggrapparci alle parole invece che lasciarci rassicurare dai fatti. Così come ci siamo aggrappati alla speranza di un Piano industriale di Jsw che, secondo l’accordo di programma, doveva essere presentato a gennaio del 2020 mentre, ad un anno da allora, stringiamo in mano solo un business plan pieno di buone intenzioni ma privo di impegni certi e concreti.

Ci auguriamo che i previsti e attesi milioni di euro di Invitalia non debbano servire a ripianare i debiti di Jsw ma a compiere quel cambio di passo necessario e salvifico per avere anche qui un’azienda moderna, solida, utile all’economia locale e nazionale. L’approccio usato su Taranto deve essere, infatti, lo stesso per Piombino: non un intervento per placare gli animi dei lavoratori ma un piano strategico per rilanciare la siderurgia italiana.

Sono necessari, oggi più che mai, progetti certi e tempi rapidi per gli smantellamenti, per le bonifiche, per tutte quelle azioni colpevolmente trascurate da Jsw e non sufficientemente salvaguardate dal Governo nella stesura dell’accordo del 2018.

Si deve e si può fare solo ora: abbiamo un’occasione unica e irripetibile che è quella di una reale riconversione ambientale, oggi finalmente resa possibile dai finanziamenti europei da intercettare su base nazionale e regionale.

Il treno sta per passare: ci dobbiamo preparare a prenderlo al volo se non vogliamo che Piombino rimanga per sempre ferma su un binario morto.



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