Il costrundo Polo Culturale

Il costrundo Polo Culturale

L’incontro pubblico sul polo culturale del 10 ottobre scorso, organizzato in piazza Manzoni dal “Manifesto per la cultura” in collaborazione con il comitato Amici della Biblioteca a cui aveva partecipato l’assessore Parodi, aveva fatto emergere suggestioni e idee interessanti sul significato del polo culturale e di una biblioteca moderna nel 21° secolo.
Un’idea completamente diversa da quella proposta recentemente dall’attuale amministrazione comunale, basata quest’ultima, su una separazione netta tra biblioteca – vista prettamente come una sorta di deposito di libri, un “take away” dei libri, caratterizzata quasi esclusivamente come punto prestito e non molto di più – e il polo culturale visto come centro di aggregazione solo per i giovani.

Al contrario, i molti esempi di biblioteche esistenti nella nostra Regione, come abbiamo avuto modo di ascoltare anche dall’intervento di Roberto Cerri sulla biblioteca “G. Gronchi” di Pontedera, dimostrano come questi servizi si connotino sempre più come vere “piazze”, spazi polivalenti dove poter scambiare informazioni, leggere ma anche consultare online, veri e propri hub della cultura, centri di attrazione per i giovani e non solo, dove sia possibile mettere in atto progetti di tipo intergenerazionale, di cui c’è tanto bisogno. Un’idea che tende a unire e a connettere il tessuto sociale e non a dividere gli spazi in una logica inconcepibile.

Un ecosistema culturale, fatto per i cittadini ma soprattutto dai cittadini, centro di vita per la città, dove trovare possibilità di espressione, di socialità, informazioni e occasione di lettura, approfondimento, di studio, lavoro e tempo libero.
Il polo culturale non può pertanto prescindere dalla presenza di una biblioteca moderna, avanzata dal punto di vista tecnologico, con sedute dotate di wifi, strumentazione gratuita a disposizione di tutti per superare il digital divide e dare a tutti le stesse opportunità in maniera democratica. In questo modo il polo può veramente diventare un centro di attrazione e un riferimento fondamentale per tutta la città.

Detto questo ci chiediamo e chiediamo all’amministrazione comunale quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a rivedere secondo le modalità appena rese pubbliche il progetto iniziale del polo culturale, secondo noi rispondente alle finalità di una biblioteca moderna che prevedeva, oltre alla biblioteca, anche un auditorium, sale di incontro, un punto ristoro e altri servizi multifunzionali; cosa intende questa amministrazione per biblioteca e per centro giovani; quali sono i costi complessivi di una tale operazione; dove l’amministrazione comunale pensa di collocare l’archivio delle Acciaierie di Piombino, che rappresenta un’acquisizione importante per la città, visto che non si parla più del 2° lotto e della riqualificazione delle officine ex Ipsia che avrebbero dovuto ospitare un centro di documentazione per la storia della siderurgia.



Share Button