E’ passato poco tempo, ma la spiaggia, i bagni e le ferie sono un ricordo lontano. A risvegliarci concorre la solita routine che ogni anno, senza pietà si abbatte su di noi.

Diceva il poeta di un tempo: “L’autunno è un pallido signore che viene avanti quasi a malincuore”, adesso, viceversa, l’autunno è le contestazioni folcloristiche studentesche prese sul serio, la finanziaria con i beli di chi subisce il taglio dei quattrini e il bilancio della Parchi Spa relativo all’anno precedente. L’Etrusco è, da sempre, critico con questa organizzazione tanto che viene rimproverato come se fosse pervaso da una specie di mania di persecuzione contro qualcuno. La censura, viceversa, è basata su analisi strettamente economiche suffragate dai numeri di bilancio.

La soc. Parchi aveva un senso come realizzatrice delle infrastrutture per aprire il nostro territorio al settore turistico, ma come gestore monopolistico di tutto il settore turistico è stato una scelta rovinosa per la Val di Cornia in generale e per Piombino in particolare. E’ stata creata un’economia turistica a base mezzadrile dove gli operatori hanno una limitata possibilità di esercitare scelte autonome. Non tutta la Val di Cornia soffre nello stesso modo. Per fortuna, prima della nascita della Parchi spa, San Vincenzo era già attrezzata e molti imprenditori si erano dedicati liberamente alle attività turistiche senza lacci e laccioli per vocazione e non per meriti partitici.

Come vedremo in seguito, oltre a soffocare sul nascere l’imprenditorialità locale piombinese la Parchi, assorbe notevoli risorse comunali. In questo periodo i comuni del circondario si strappano le vesti per i tagli previsti dalla finanziaria, vengono paventati tagli agli asili, lo spegnimento dell’illuminazione stradale, quello del riscaldamento nei pubblici locali, ma nessuno si lamenta delle risorse erogate dai comuni alla Soc. Parchi e, peggio ancora, nessuno pensa di riorganizzare questa attività non strettamente istituzionale. Quanto costa ai comuni questo organismo? Prima di procedere occorre fare alcune precisazioni.

Per stabilire se un’impresa ha migliorato o peggiorato le sue performance rispetto all’anno precedente occorre paragonare i due bilanci. Per far ciò è necessario che questi siano redatti con gli stessi criteri altrimenti sarebbe come misurare una strada una volta con un metro normale e l’altra con un metro più corto. Nel 2003 la Soc. Parchi spa, per andare incontro alle ambizioni del suo presidente che agognava di chiudere, una volta nella vita, il bilancio in pareggio, scaricò il costo degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ai comuni. Noi li abbiamo reinseriti non solo per rendere omogenei i dati, ma anche perché, da un punto di vista economico, questi ammortamenti rappresentano l’usura del capitale che la comunità sopporta per il funzionamento della Parchi spa.

Nel 2003 i comuni risultavano unicamente proprietari della Parchi, nel 2004 assumono anche il ruolo di clienti. Nel 2003, come padroni, sono stati chiamati a ripianare le perdite di gestione, nel 2004, invece, pagano le stesse cifre, ma come corrispettivo del servizio che la Parchi fa per i comuni e quindi, l’esborso comunale diventa un ricavo. La logica conclusione è che il maggior ricavo ha portato una maggiore incidenza delle imposte (Irap + 34.900 euro). Nel 2003 la perdita di esercizio è stata di euro 897.642, nel 2004 di euro 2.684 a cui vanno aggiunti 568.434 pagati dai comuni e 407.732 di mancato ammortamento per un totale di euro 978.850. Per l’ammortamento abbiamo considerato quello del 2003, ma senz’altro ci sarebbe stato un incrementato nell’anno successivo innalzando il costo totale

Rispetto al 2003, quindi, il costo è aumentato di 81.208 euro. I motivi che hanno portato a questo? I ricavi sono stati inferiori di 238.476 euro. Evidentemente sono calati i visitatori e, di conseguenza, sono calati anche i ricavi delle attività collaterali. I costi per servizi hanno subito un aumento ampiamente ammortizzato da un sensibile ribasso dei costi del personale. Evidentemente il personale part time impiegato nel periodo estivo ai parcheggi è diminuito.

La Parchi spa non riesce più a conservare la forza lavoro. Il piano triennale che la Società aveva presentato nel 2003 prevedeva che, nel 2004, con il contributo dei comuni e con l’occultamento degli ammortamenti il bilancio doveva chiudere in pareggio. L’obiettivo, con soli 2.684 euro di perdita, può ritenersi centrato nel risultato globale, ma sembra una centratura dovuta al caso, infatti (v. tabella) le poste interne sono state sostanzialmente mancate.

Il pensiero va all’esercizio 2005. Se si conferma il trend discendente dei visitatori e i relativi ricavi i comuni dovranno versare molto di più dei 404.485 euro previsti dal piano del 2003. Ce la faranno i comuni a sostenere questi impegni con i tagli previsti alle spese correnti agli enti locali? La città sta già soffrendo e sui DS incombe una grande responsabilità.

Share Button