dibattito sicurezza

La campagna elettorale del Movimento 5Stelle si apre sul tema della sicurezza, con un interessante incontro nella sala del Centro Giovani. Molti degli aspetti che noi cittadini crediamo siano una certezza, in realtà non lo sono e la sicurezza che abbiamo nelle nostre città è solo “percepita” e non reale. Daniele Pasquinelli capogruppo del movimento 5S, dà il via all’incontro ponendo sul tavolo alcuni concetti:

  • può esserci democrazia senza legalità –
  • la certezza della pena 
  • la lunghezza dei processi,

tutti argomenti ai quali hanno cercato di dare una risposta Gaetano Barrella UGL delle forze di Polizia, Renato Scalia ispettore capo della Polizia di Stato ed ex DIA, Gregorio De Falco comandante della Guardia Costiera, Alfonso Bonafede (Vice presidente della Commissione Giustizia) e Gabriele Bianchi Consigliere regionale per il M5S.

Le forze di Polizia hanno subito negli ultimi anni un consistente depotenziamento nelle risorse economiche che si traduce nella riduzione di personale e accorpamento di gruppi e competenze. Basta pensare alla polizia Municipale, alla quale sono state affidate molte attività locali, ma non ha riconosciuta l’indennità di servizio come alla Polizia di Stato. Così nel caso che un agente rimanga ucciso durante il servizio, non è c’è alcuna tutela economica per i familiari. In questo periodo pre elettorale il Governo, però ha istituito un fondo nazionale irrisorio di 3 milioni di euro.

Un altro aspetto è quello che riguarda la polizia Provinciale, che ha subito un taglio di personale del 50% con un organico sulla provincia di Livorno di circa 250 unità. Gli appartenenti a questo corpo, vengono retribuiti accedendo al 10% di quanto pagano i cacciatori con la tassa annua per la licenza di caccia. Mentre la Guardia Forestale è stata accorpata all’arma dei Carabinieri. Si tratta di corpi importanti perché si occupano del controllo ambientale non solo faunistico, ma anche dal punto di vista di rifiuti, discariche abusive, sversamenti nei corsi d’acqua ecc.

Il problemadice Gaetano Barretta è a livello normativo. Da circa 20 anni la sicurezza è su due livelli: uno generale (dello Stato) e uno Urbano (demandato a enti locali). Questo a seconda della tipologia di reato, richiede una competenza territoriale e certe norme devono essere personalizzate per ciascuna zona. Come ad esempio i fenomeni di criminalità giovanile che accadono nell’area del napoletano.

Se in 10 strade mettiamo 15 pattuglie pensiamo di avere una maggiore sicurezza, ma non è così – afferma Barretta– il problema deve essere affrontato con i servizi sociali e incidere nel mondo della scuola. Poi c’è la certezza e l’immediatezza del reato. Se ad esempio avviene un borseggio al mercato e la polizia riesce ad arrestare il ladro in flagranza di reato e questo subisce subito un procedimento giudiziario con la condanna, il cittadino si sente tutelato e crede nella Giustizia. Viceversa oggi abbiamo “l’Incertezza” della pena e spesso a causa di vari indulti ci sono soggetti che si vedono ridurre la pena di molto e finiscono per tornare fuori dopo pochi mesi e in alcuni casi addirittura dopo poche ore dalla custodia

Un altro aspetto della sicurezza è il fenomeno dell’immigrazione.

scalia

Renato Scalia

Gli immigrati nel territorio italiano sono l’8% della popolazione, un valore molto basso, ma quanto si esamina il dato di quelli che sono presenti nelle carceri la percentuale raggiunge il 30%. In Toscana su una popolazione di 3.750.000 abitanti ci sono 13.000 immigrati. Gaetano Barretta punta il dito sull’inesistenza di una politica di accoglienza – quando ci accordiamo con gli altri Stati, dobbiamo introdurre un accordo: coloro che commettono reati nel nostro territorio devono essere immediatamente rimpatriati nei rispettivi paesi di origine. Il problema è che gli irregolari, quelli cioè che non hanno il permesso di soggiorno, cercano di entrare clandestinamente e una volta in territorio italiano si dà loro un foglio con il quale devono lasciare l’Italia entro 5 giorni. I clandestini ignorano questa norma e sono liberi di girare per il paese.-

L’immigrazione irregolare molto spesso si mischia a fenomeni di stampo mafioso, come descritto da Renato Scalia ispettore capo ex DIA. Lui che si ritiene un “fiero giustizialista” , da 40 anni in strada a combattere la delinquenza, esperto di fenomeni malavitosi, parla di mafia come un fenomeno che da tempo non riguarda solo la Sicilia, ma tutta l’Italia.- La Regione Toscana ha finanziato con 340.000 euro un progetto elaborato dalla Scuola Normale di Pisa,- afferma Scaliaper farsi dire che anche in Toscana c’è la mafia. E intanto è stato tolto un posto di Polizia Stradale a Portoferraio e due uffici Polfer nella regione (uno quello della stazione di Campiglia M.ma ndr).

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Gregorio De Falco

Il Governo cerca di far “percepire” la Sicurezza dare cioè al cittadino l’illusione di essere protetto come ad esempio con l’operazione “Strade Sicure”, con Militari dell’Esercito che pattugliano strade e piazze delle maggiori città italiane. Oggi spesso si assiste ad un fenomeno molto triste. Il Poliziotto che viene deriso nell’adempimento del suo dovere, da coloro che si prendono gioco delle nostre leggi, perché sanno che non potranno essere puniti e che poche ore dopo l’arresto saranno di nuovo liberi.

Gregorio De Falco, altro esperto presente al dibattito al Centro Giovani, parla del progetto di accorpare i vari corpi di polizia in una struttura unica . I 5Stelle hanno chiesto con un referendum in rete se i cittadini sono favorevoli o contrari all’accorpamento delle 5 forze di polizia. L’ago pende sull’accorpamento, ma questo determina delle resistenze, perchè questa soluzione riduce molte “duplicazioni”. Nella Marina ad esempio un Colonnello ha una competenza simile all’Ammiraglio, ma un trattamento economico inferiore. –Per questo, ad esempio, – dice De Falco – si tende a mettere a capo di Capitanerie un Ammiraglio, con costi superiori. Polizia e Carabinieri hanno entrambe corpi speciali. Anche sono duplicazioni. In attesa di una riforma  possiamo fare Prossimità e Coordinamento – ridurre si ma ottimizzando le strutture. Ad esempio laddove ci sono entrambi caserme di Carabinieri e Polizia si possono lasciare solo posti di Polizia che è un corpo più completo perchè consente nei vari territori di svolgere ulteriori attività come quella amministrativa, utile anche per il disbrigo di pratiche per i cittadini (come passaporti, licenze ecc).-

L’altro caso è quello della Guardia di Finanza che dal 2001 è diventata Polizia economico finanziaria e tributaria. Il loro compito è quello di controllare grosse società nelle maggiori città italiane. Con 55.000 uomini sul territorio, devono occuparsi anche di pattugliare le strade. Se fossero integrati in un unico corpo di polizia nazionale, la loro competenza potrebbe essere quella di finanze e tributi. Altro corpo è quello della polizia Penitenziaria, che non si occupa solo di coloro che sono detenuti, ma anche di chi sconta misure alternative al carcere. Il corpo è sotto organico e nelle case di detenzione fanno vigilanza dinamica, cioè sorvegliano i detenuti che sono messi tutti insieme indifferentemente dal reato commesso.

La misura alternativa deve essere fatta con cognizione, non possiamo far uscire dal carcere un detenuto per rapina, alcune ore durante la settimana per buona condotta, perchè sicuramente lui nel tempo che è fuori, torna a rubare prima di rientrare in carcere.

Quest’ultimo aspetto tocca da vicino la nostra città, dopo gli ultimi casi di furti di auto ad opera di un marocchino, recidivo, che è finito agli arresti domiciliari. Sulla sicurezza è in programma un incontro convocato dall’Assessore Claudio Capuano nella Sala Consiliare del Comune il 15 febbraio prossimo.



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