Ci riesce veramente difficile pensare che con 1 solo forno elettrico possano essere reimpiegati, seppur valutando la diversificazione, tutti i 1872 lavoratori

uglScetticismo. Questa la prima sensazione che come UGLM abbiamo avuto dopo la presentazione, ci pare il caso di dire “in pompa magna”, a pochi giorni dalle elezioni regionali, del nuovo Piano Industriale di JSW Steel Italy, illustrato dal Vice Presidente Esecutivo Marco Carrai. Presenti il Vice Ministro Morani, il Governatore Rossi, il Sindaco di Piombino Ferrari con l’Assessore Nigro, i vertici dei nuovi possibili partner industriali Creon, Fincantieri, Invitalia e molti altri soggetti tra cui l’ Autorità di sistema e Confindustria. Ovviamente presenti anche le OO.SS.

In tutto circa 100 persone.
Mentre venivano mostrate ai presenti alcune slides proiettate su un maxi schermo, il Vice Presidente confermava quanto detto in precedenti incontri. E cioè che il Piano Industriale si svilupperà in 2 fasi:
Fase 1 a breve termine che prevede investimenti per circa 30 milioni sui 3 treni di laminazione per ammodernamento ed efficientamento degli impianti, più altri 30 sull’impianto “tempra” per cui è già stata concessa la variante urbanistica dal Comune di Piombino, circa un anno fa. Progetto questo, che sembrava essere caduto nel dimenticatoio. Oltre ad altri investimenti, per un totale di circa 82 milioni di euro.
La cosiddetta fase 1 dovrebbe concludersi nel secondo trimestre del 2021 e dovrebbe portare, nelle intenzioni dell’Azienda, ad avere sostanziosi margini positivi in termini di fatturato.

La fase 2, a medio/lungo termine, partirà e si svilupperà nell’arco di tempo che va dal 2021 al 2025 e comprende la costruzione di un forno elettrico, di un rigassificatore ed altri investimenti sull’energia (Creon) per avere gas a basso costo. Nel Piano Industriale entrerà anche Fincantieri per la produzione di quelli che il Vice Presidente Carrai chiama “Ferry Boat” ovvero piccoli traghetti, più imbarcazioni atte a dragare i fondali.
Tutto molto interessante e suggestivo ma anche, a nostro avviso, ancora molto vago.

Nessuna menzione su bonifiche o smantellamenti come non è stato chiarito come sarà impiegato il personale da anni in CIG a zero ore. Ci si è limitati a dire che nessuno sarà licenziato e che l’intento è quello di fare tornare a lavoro tutto il personale.
Come UGLM abbiamo ricordato che a Piombino ci sono migliaia di lavoratori in CIG a zero ore da più di 5 anni, che non ce la fanno più ad andare avanti con 800€ al mese. E se lo scenario che abbiamo davanti è quello di altri 5 anni di CIG, la situazione diventerà presto esplosiva e incontrollabile. Abbiamo proposto, di fronte a tempistiche ancora lunghe, di poter iniziare a valutare uscite volontarie e/o altre forme di incentivi, come accaduto a Taranto.

Apprezziamo sicuramente le intenzioni di Carrai di non voler licenziare nessuno, ma se nel precedente piano di Jindal del 2018, si prevedeva l’impiego di 1500 lavoratori a fronte di un piano che comprendeva ben 3 forni elettrici e due nuove linee di laminazione, ci riesce veramente difficile pensare che con 1 solo forno elettrico in previsione, possano essere reimpiegati, seppur valutando la diversificazione, tutti i 1872 lavoratori attualmente in organico.
Ci auspichiamo che il nostro scettismo venga fugato all’ incontro che le OO.SS hanno richiesto, per approfondire nei dettagli tutto il Piano Industriale.

-Segreteria provinciale UGLM -RSU JSW UGLM



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