E’ inutile aumentare la biada nella greppia se il cavallo non ha voglia di mangiare.

Armando3Le novità danno noia, producono incertezze, danno ansia specie a coloro che godono di una certa opulenza.
Tutto si può dire meno che questo governo non costituisca una novità e, come tale, ha creato e continua a creare incertezza e prudente attesa. Se poi consideriamo alcune iniziative improvvide gli stati ansiosi si aggravano ed hanno avuto alcuni riflessi negativi nell’economia del Paese.

Gli indici economici relativi all’ultimo trimestre del 2018 non sono, però, minimamente attribuibili alla manovra economica approvata da questo governo perché ancora non ha trovato applicazione, ma a quella del governo precedente che, anche se non era facile, non ha valutato in pieno gli effetti sul mercato globale dall’introduzione dei dazi di Trump.
In tale situazione diventerebbe urgente far partire il reddito di cittadinanza se non ci fossero i noti impedimenti tecnici e organizzativi.
Questo reddito di cittadinanza va esaminato sotto diversi aspetti.

Aspetto Sociale

E’ uno strumento che, se non del tutto, riporta un po’ di equità sociale. Non si capisce perché uno che perde il lavoro sia assistito dagli ammortizzazioni sociali, mentre uno che non è mai riuscito a trovarne uno non è assistito affatto, quando un vecchio sano principio recita: “un po’ per uno in colla a mamma”.

Chi è contro

Oltre ovviamente ai partiti di opposizione lo sono i datori di lavoro e i sindacati. Il reddito di cittadinanza introduce una sorta di salario minimo e le confederazioni imprenditoriali e le federazioni sindacali dei lavoratori il salario minimo se lo sono sempre giocato fra loro attraverso le contrattazioni assumendosi i meriti verso i propri associati. L’ultimo sciopero approvato anche con gli imprenditori, va in questo senso.

Gli effetti macro economici

Più lavoro nero, più pantofolai sul divano, questo viene detto giocando sull’effetto emotivo, ma nessuno accenna al lavoro nero o ai pantofolai per i lavoratori in cassa integrazione, eppure le condizioni sono le stesse. I meccanismi economici non tengono conto della morale e anche il lavoro nero, lo spaccio degli stupefacenti, la vendita delle sigarette entrano nei meccanismi economici come le pizze o qualsiasi altro bene economico. Ma riferiamoci ad una parafrasi.
E’ inutile aumentare la biada nella greppia se il cavallo non ha voglia di mangiare. Se i cavalli che non mangiano sono molti dobbiamo ridurre la produzione di biada e i lavoratori perderanno il posto di lavoro. Solo altri cavalli affamati portati alla greppia possono far ritornare i lavoratori a produrre il foraggio.
Nella parafrasi il reddito di cittadinanza è rappresentato dai cavalli affamati portati alla greppia, nella realtà, però, intervengono alcune complicazioni rappresentate principalmente dalle importazioni e dai cicli produttivi.

La parte di reddito di cittadinanza che verrà spesa per acquistare prodotti esteri non produrrà nuovo effetto sulla nostra economia.
Il ciclo produttivo dei beni ha tempi diversi. Se il mercato richiedesse una quantità di grano superiore, dovremmo aspettare la nuova semina e il nuovo raccolto, mentre un prodotto farmaceutico avrebbe un ciclo produttivo molto più breve.
L’efficacia del reddito di cittadinanza non è, per le ragioni esposte, breve: potrà essere verificata, grosso modo, alla metà del 2020.
Un’approssimazione la potremmo avere il prossimo autunno dall’andamento dell’inflazione. Se l’inflazione si avvicinasse al 3% potremmo presumere che dà i suoi effetti: sta aumentando la domanda di quei beni che ancora non hanno completato il ciclo produttivo.
Se l’economia continuerà a ristagnare, o a decrescere, il governo potrà sempre asserire che senza reddito di cittadinanza sarebbe andata peggio. Lo può affermare tanto non è dimostrabile.


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