UGLmDopo le recentissime notizie di ingresso dello Stato nell’ILVA di Taranto con capitali molto sostanziosi da parte di Invitalia, oggi, nella video-conferenza con il Governo, alla presenza del Ministro Patuanelli e dei vertici aziendali JSW, sulla vertenza Piombino, ci aspettavamo la formalizzazione e l’ufficializzazione dell’Ingresso dello Stato attraverso Invitalia anche nel capitale Sociale della multinazionale indiana che opera a Piombino, come più volte sostenuto nei precedenti incontri.
Tutto questo non è avvenuto, in quanto il percorso ipotizzato dal Vice Presidente Carrai, si è rivelato non percorribile. Si è passati dunque ad una ulteriore richiesta di capitali sempre attraverso Invitalia per circa 11 milioni di euro. BRICIOLE!

Dire che siamo allibiti è riduttivo. Manca un piano industriale serio e dettagliato, non c’è un cronoprogramma degli investimenti, ma solo le ennesime buone intenzioni a cui in questi anni siamo stati abituati.  Jindal pare non voler investire un euro su Piombino ma chiede soldi allo Stato per fare anche i minimi investimenti necessari almeno per salvaguardare la sicurezza di quei pochissimi impianti che ancora lavorano, a singhiozzo.  Ci chiediamo cosa non sia ancora chiaro al Governo sulla drammaticità della situazione dello Stabilimento di Piombino?
Cosa non sia ancora chiaro al Governo sul fatto che Jindal non vuole investire su Piombino? Che cosa deve accadere? Devono crollare i capannoni ? Che sono in uno stato di degrado allarmante?

Unico aspetto, a nostro avviso positivo di questo incontro, sono le dichiarazioni del Ministro Patuanelli, che nel suo intervento è stato molto chiaro con affermazioni che riportiamo testualmente:

Piombino ha la stessa importanza strategica di Taranto nel quadro di un piano Siderurgico nazionale, quanto è stato fatto a Taranto, sarà fatto anche a Piombino”
“Il Governo investirà a Piombino e metterà quanto  serve per rilanciare la produzione di acciaio”
” Non si può prescindere dall’unico stabilimento siderurgico italiano che produce rotaie”
” Jindal deve dare certezze sugli investimenti, con tempi certi e chiari, entro la fine dell’anno dobbiamo chiudere il ragionamento altrimenti a Jindal verrà dato un “out-out”, prendere o lasciare.

Parole pesanti e importanti pronunciate dal Ministro dello Sviluppo economico.

Come UGLM pensiamo che da queste affermazioni si debba ripartire.  Aspettiamo una ulteriore convocazione nei prossimi giorni, entro la fine dell’anno, per “chiudere il ragionamento”, come detto dal Ministro.
Basta tergiversare e spostare i tempi in avanti all’infinito. Se Jindal non vuole o non è in grado di investire a Piombino, il Governo ne tragga le dovute conseguenze e prenda in mano la vertenza di Piombino una volta per tutte.
Con investimenti imponenti e urgenti.
Intanto ci sono più di mille lavoratori che passeranno il loro sesto Natale senza tredicesima, in cassa integrazione a zero ore dal 2015. Quei lavoratori stanno aspettando risposte e certezze, da troppo tempo.

Segreteria Provinciale UGLM -RSU JSW UGLM



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