Uno di quei “polpettoni” che talvolta la Rai mette in onda all’insegna della superficialità

lineaverde1Richiamato dall’arrivo delle telecamere di Linea Verde Estate «a Piombino alla scoperta delle bellezze della città», ho poi visto il servizio del 26 luglio su Rai Play. Un servizio di pochi minuti, di cui non se ne sentiva il bisogno perché non gratificava Piombino quanto merita e, anzi, lasciava molto insoddisfatti: uno di quei “polpettoni” che talvolta la Rai mette in onda all’insegna della superficialità e con contenuti che lasciano a desiderare.

Per quanto riguardava Piombino, la conduttrice, una ragazza livornese esordiva col luogo comune della «città che si identifica profondamente con la sua fabbrica» e poi si ingegnava a far pronunciare il “deh!”, appunto alla livornese, al suo coconduttore in bicicletta, chiaramente non toscano. Completava il quadro un breve commento di Silvia Avallone, non autoctona piombinese, che si è limitata a ricordare il fascino esercitato su di lei dalla grande fabbrica e dall’altoforno ormai spento e languente. Immagino che forse abbia parlato delle bellezze di Piombino nel suo libro, che io non ho letto.

lineaverde2

I due conduttori della trasmissione sulla strada di Populonia Angela Rafanelli, Marco Bianchi

lineaverde4

Silvia Avallone, mentre promuove se stessa

Uno sguardo a volod’uccello delle telecamere su piazza Bovio e appena sul Castello e Porticciolo, e, via di volata a riprendere per qualche attimo le ciminiere spente e i capannoni arrugginiti delle acciaierie. Punto e basta: roba da cinque minuti in tutto, e subito verso altri lidi della provincia. Se si voleva rendere un servizio inutile alla città sul piano identitario e del richiamo turistico, allora il servizio è stato riuscitissimo.

Non una parola sulla grande storia della città, non un accenno agli illustri personaggi che di tale storia sono gli artefici. Unico elemento culturale della trasmissione: le tracce di Leonardo da Vinci, chiarissime e documentate fra l’altro a Piombino, emergono casualmente e di sfuggita più tardi solo a proposito di Bibbona. Non si guardano da vicino la Fonte dei Canali o il Castello, come si ignora la Chiesa di Cittadella e le altre testimonianze artistiche rinascimentali che Piombino serba come scrigno prezioso esclusivo in un contesto che va molto al di là dei propri confini geografici e del’intera provincia.

“>Un rapido sguardo al borgo di Populonia, ma non a Baratti e all’eredità etrusca, dimenticando tutto il verde Promontorio, le sue spiagge e il suo mare. Il resto di quanto ci viene offerto riguarda le specialità culinarie di Bolgheri, Castiglioncello (non per niente ho parlato prima di polpettoni) e altre simili curiosità, e si conclude con un giro in barca nei fossi di Livorno e nella visita al mercato coperto delle “vettovaglie” cittadino.

Nedo Tavera



Share Button