II edizione, Arte Natura

Morgana Cavicchioli e Laura Manetti

Morgana Cavicchioli e Laura Manetti

A Marciana Borgo d’Arte due imperdibili mostre di giovani artiste elbane e fiorentine sul tema Arte e Natura per sensibilizzare verso il tema dell’inquinamento e della valorizzazione del territorio.
Le esposizioni, presentate mercoledì 19 giugno dai curatori e dallo staff del festival insieme alle autrici, sono aperte al pubblico fino al 3 luglio, in piazza della Gogna.

Nel primo fondo espositivo “Ai margini i ricordi” di Morgana Cavicchioli (Isola d’Elba, 1996) e Laura Manetti (Firenze, 1996), studentesse all’Accademia di Belle Arti di Firenze. La loro installazione, contemporanea e di forte impatto visivo, è un progetto che si basa sul riuso di oggetti e materiali della vita quotidiana, come riflessione sull’inquinamento inteso come manifesta disconnessione fra l’essere umano e il mondo naturale. Ad accogliere il visitatore, un inquietante e imponente mare di plastica verde, che bisogna trovare il coraggio di calpestare e attraversare fisicamente, per addentarsi all’interno della loro esposizione. Intorno, ai margini, oggetti in disuso recuperati da antiche cantine locali, elementi provenienti dalla quotidianità di qualche decennio fa che portano con sé vecchie storie ormai dimenticate, testimoni di una vita passata e attitudini ormai in disuso che le artiste hanno saputo recuperare per metterne in risalto tutto il loro intrinseco potere espressivo. Un’installazione e una mostra che vuol essere sopratutto un’esposizione esperibile e interattiva che invita il pubblico a interagire direttamente con essa creando sensazioni disorientanti e allo stesso tempo emotivamente forti.

Greta Citti

Greta Citti

Nel secondo fondo espositivo “Isola P. Paradiso, prigione, Pianosa” di Greta Citti (1994, Isola d’Elba).
Isola P. È un reportage, una mostra fotografica dedicata all’isola di Pianosa, una delle sette perle dell’Arcipelago Toscano. Attraverso le sue immagini, dai toni delicati e allo stesso tempo fortemente narrative, Greta racconta la vita quotidiana di un piccolo paradiso trasformato in colonia penale nel 1856 come luogo ideale per l’isolamento.
La particolare storia di questa isola è legata al fatto che nel 1970 l’ex sanatorio fu trasformato in prigione di massima sicurezza in cui furono trasferiti seicento detenuti sottoposti all’articolo 41-bis.
La giovane fotografa elbana, che concentra da sempre il suo lavoro su temi sociali, di attualità e giustizia, ha presentato, nel 2017, un progetto analogo dedicato al carcere di Porto Azzurro dal titolo “Non è mai domenica”: raccontando un mondo sospeso, indietro di almeno quarant’anni, in cui il tempo è scandito da istanti sempre uguali a quelli del giorno precedente e a quelli del giorno successivo. La fotografa ha vinto il premio “Crediamo ai tuoi Occhi”, CIFA (Italian Center of Fine Photography). Andando oltre lo stereotipo sociale dell’individuo deviante Greta sottolinea una condizione universale per la maggior parte delle carceri: la monotonia delle giornate. All’interno della mostra è presente anche una video intervista in cui è possibile ascoltare una testimonianza diretta di uno dei detenuti.

L’orario di apertura delle mostre è il seguente: 10.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00

Ricordiamo che sono sempre visitabili, fino al 30 settembre, le sei installazioni permanenti diffuse per il centro storico: Terre Alte di Roberto Ridi (mostra fotografica open air), Il mare è prezioso di Guido Bonacci, La porta del mare e del cielo di Marcello Chiarenza e Tonino Negri, Urban Jungle di Sedicente Moradi nel piazzale della Fortezza, Memorie d’Acqua di Alfredo Gioventù, Cellule, forme poetiche nella natura di Walter Puppo, in piazza For di Porta e all’interno della Fortezza Pisana.


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