A Baratti alla casa esagono, la mostra sulla demolizione dell’Altoforno Uno della Lucchini.

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Ciro Ricciardi

Nell’ambito del programma Baratti Pavillon 2018, organizzata dall’Associazione B.A.C.O., si è tenuta sabato scorso la presentazione della mostra “AFO1 Storia di un mito” di Stefano Fontana e Ciro Ricciardi.

Casa Esagono fontana

Stefano Fontana

Si tratta di una installazione con immagini e sculture che narrano i momenti fondamentali della demolizione dell’Altoforno Uno che la Lucchini SpA realizzò nel 2008 per fare spazio ad un nuovo impianto. All’interno della Casa Esagono ci sono immagini, sculture e suoni (un video, infatti illustra alcuni momenti in cui le potenti pinze meccaniche frantumavano il cemento e le strutture in acciaio) il tutto accompagnato da testi scritti da Pino Bertelli, che documentano la morte di questo mito simbolo della città operaia.

La mostra come sottolineato dagli autori Fontana e Ricciardi, cerca di restituire la memoria di un mito andato perduto e di dare visibilità e risonanze non placate, fatte di persone, ricordi, lotte, solidarietà, segnate da momenti di lavoro duro, maledetto e bestemmiato, ma difeso e sacro come pane quotidiano.

Un impianto per il quale anche il professor Ivan Tognarini si è a lungo battuto per salvarlo dalla demolizione. Ma anche se, recuperare un impianto di tali dimensioni come l’AFO1 sarebbe stato moto costoso, Tognarini proponeva di fare un museo della memoria con parti dell’impianto e illustrazioni, come a Vinci nel museo dedicato a Leonardo.

Casa Esagono1Stefano Fontana nel periodo della demolizione dell’Afo Uno aveva seguito le varie fari realizzando molte foto e video con interviste anche ad alcuni degli ex operai che avevano lavorato nell’impianto in questione.

Successivamente ha avuto modo di conoscere l’artista Ciro Ricciardi, un salernitano trasferitosi in Valtellina e successivamente in Val di Cornia, che lavorava come insegnante a Suvereto. Qui rimase colpito dai suoi alunni che gli parlavano di questo stabilimento siderurgico di Piombino, dove lavoravano i padri. Per questo chiese a Fontana di portarlo con se durante le riprese, per vistare questa fabbrica. Ma i permessi non arrivarono e Ricciardi di accontentò di visionare le numerose foto che aveva scattato Fontana durante i suoi sopralluoghi nel cantiere. Da quelle immagini ha tratto le sue opere di pittura e scultura.

AFO1 era la testimonianza tangibile della nostra storia, una storia fatta di uomini e di famiglie che ci lavoravano che va rispettata. Spesso non siamo attenti alla storia contemporanea, ma si parla soltanto della storia degli etruschi -ha concluso Stefano Fontana al vernissage della mostra al quale era presente anche la moglie del Professor Tognarini: Gabriella.

Si ricorda che la mostra allestita presso la Casa Esagono di Baratti, sarà aperta fino al 24 Agosto tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 16.00 alle 19.00. L’ingresso è libero.



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