Walter Gasperini

Walter Gasperini

Grande intuizione della nostra Regione e della Camera di Commercio di Livorno e Grosseto, che hanno presentato il nascente distretto agroalimentare che potrà operare nella provincia di Grosseto, in parte dei territori delle province di Livorno, Siena e Arezzo. Un programma di impegno che punta a valorizzare il prodotto toscano, garantendo tracciabilità, mettendo insieme le risorse pubbliche e private, con l’obiettivo in primis di aiutare l’azienda agricola nel difficile cammino del proprio sviluppo, sollecitando e aiutando la nascita di importanti sinergie tra industria di trasformazione, commercializzazione e aziende, portando sul mercato prodotti di alta qualità che siano in grado di garantire il consumatore e tutti i soggetti della filiera.

Spetta alle Associazioni di categoria ora fare la propria parte e sollecitare la nascita di attenzioni con progetti avanzati che sappiano costruire congiunzioni con le industrie e le reti commerciali. Ma un grande compito spetta anche ai comuni, che finalmente potranno vedere che in agricoltura si può costruire il futuro, dando spazi e opportunità importanti che allargano i successi già ottenuti con produzioni già affermate.

Nella nostra Val di Cornia si apre, con questa ipotesi, una strada nuova che potrà aiutare a sviluppare quelle potenzialità che fino ad oggi in pochi hanno visto e sostenuto. Già negli anni ’90 quando nacque il “Distretto rurale d’Europa” che copriva tutto il territorio della provincia di Grosseto, tentammo una non facile strada che portasse la Val di Cornia ad unirsi al grossetano, cercando di dimostrare che non erano i confini provinciali a fare un possibile tipo di sviluppo. Allora non fummo aiutati da nessuno, anzi potrei anche aggiungere che qualcuno sorrideva sotto i baffi, ritenendo sciocca questa presunzione. Ebbene oggi questi eventi hanno riportato giustizia sulla possibilità delle cose e sul domani da costruire.

Possiamo sostenere con maggiore forza che l’agricoltura è la centralità oggettiva di un nuovo modello di sviluppo che sia basato sulla sostenibilità, non esiste sviluppo turistico di qualsiasi tipo se non fosse viva e vitale una produzione agricola di qualità e salubre. Mi auguro davvero che tutti i comuni non perdano l’occasione di essere tra i promotori evidenziando che, anche in agricoltura, l’unità fa la forza per far riconoscere il grande valore delle produzioni autoctone, che garantiscono la tracciabilità e metodi di coltivazione, che potranno sempre differenziarsi dalla massa di prodotti che invadono i nostri mercati, ma che non hanno nessuna garanzia di rispetto delle norme di produzione che invece possiamo garantire noi.

Ecco il Distretto agroalimentare sarà un argine vero soprattutto in questa direzione. Aiutiamo l’agricoltura ad essere quel settore produttivo e fondamentale che le spetta, dove le filiere già funzionano si dimostra ogni giorno le grandi capacità attrattive dei giovani e delle donne, in un mondo che per troppo tempo è stato relegato ai margini di una società che non aveva occhi aperti per vedere e capire.



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