JSW Treno rotaieRegistriamo che finalmente e giustamente le organizzazioni sindacali proclamano lo sciopero per fermare la produzione nelle fabbriche e tentare di salvaguardare la salute dei lavoratori e quindi dei loro familiari e della popolazione. Una decisione tanto più urgente di fronte alla protervia di Confindustria che pretende di ridurre al minimo le fermate. La fermata almeno temporanea era stata chiesta da tempo, non solo dal Camping CIG.

In questo contesto, merita una riflessione la lettera che Jindal in persona indirizzò il 19 marzo ai “carissimi” dipendenti, rettificata in data 20 con la motivazione della traduzione sbagliata, errore certo curioso in quanto commesso dagli uffici di una multinazionale di livello planetario, su una vicenda tanto delicata. Una lettera che tradisce comunque una buona dose di paternalismo e forse la tentazione di fare scaricabarile da parte dell’azienda nei confronti dei dipendenti in tema di prevenzione del virus. Comunque la concreta disponibilità dell’azienda alla indispensabile, immediata fermata è il terreno di verifica della preoccupazione manifestata dall’azienda stessa per i propri dipendenti.

In ogni caso, se Jindal è così preoccupato del futuro dei propri dipendenti incominci, da subito e in vista del momento in cui la produzione potrà riprendere, fermi subito lo stabilimento e s’impegni a programmare ciò che in realtà doveva essere già stato realizzato: revamping dei treni, investendo i 18 milioni promessi; smantellamenti, che dovevano essere conclusi nel 2019 e che riguardano impianti fatiscenti e pericolosi per i lavoratori e la popolazione (vedi cokeria).

L’emergenza coronavirus non deve voler dire che l’azienda, zitta zitta, si è guadagnata un tempo infinito per la presentazione del piano industriale, per il quale dovrà essere comunque posto un limite temporale invalicabile, da concordare con le organizzazioni sindacali e le istituzioni.

associazione Coordinamento Art.1-Camping CIG



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