L’assessore all’Urbanistica spiega la vicenda delle baracche di Baratti

Gianluigi Palombi, assessore alla Sanità - Piombino

Gianluigi Palombi, assessore all’Urbanistica – Piombino

“Il Comune sta vigilando sulla conformità delle costruzioni di Baratti con il progetto originario. A prescindere dall’opinione dell’attuale amministrazione al riguardo, non potremmo comunque intervenire per bloccare il progetto: le precedenti amministrazioni hanno già concesso tutte le autorizzazioni”.

Gianluigi Palombi, assessore all’Urbanistica, fa il punto sulla vicenda della costruzione di alcuni manufatti in legno all’estremità nord occidentale del golfo di Baratti.

“Questo intervento rientra in un progetto più ampio di riqualificazione della zona voluto dalle precedenti amministrazioni: nel maggio 2013 il Consiglio comunale ha approvato il Piano particolareggiato del Parco archeologico di Baratti e Populonia ed è proprio questo documento alla base dell’intervento che tanto sta facendo discutere. Fin dall’inizio dei lavori, l’amministrazione ha vigilato sulla conformità del costruito rispetto ai titoli edilizi rilasciati e ha verificato che fossero stati seguiti tutti i rigorosi passaggi amministrativi previsti dalle norme vigenti: il percorso burocratico seguito è limpido e gli uffici hanno adempiuto a tutte le norme di legge.”

BaracBaratti“Il progetto è conforme alle disposizioni del Piano particolareggiato, appurato questo, gli organi di controllo comunali sono impegnati nella verifica della corrispondenza dei lavori rispetto alle tavole: è emersa la necessità di eseguire ulteriori approfondimenti che saranno ultimati nei prossimi giorni. Tutta la vicenda si articola su due binari indipendenti: il primo è di natura tecnica e riguarda la conformità dell’intervento con il progetto approvato. È dovere dell’amministrazione vigilare che non vi siano abusi o modifiche rispetto al progetto presentato e intervenire in maniera tempestiva in caso di accertata violazione. L’altro punto riguarda la bontà dell’intervento: sono convinto che si tratti di un progetto troppo impattante visivamente e che non si addice alle caratteristiche del luogo. È senz’altro vero che quell’area aveva urgente bisogno di un intervento di riqualificazione per ripristinare il decoro, ma è altrettanto vero che un’azione meno invasiva e più in armonia con quel territorio, maggiormente auspicabile, doveva essere pensata al momento dell’approvazione del Piano particolareggiato”.


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