Una nota dei sindaci in merito alle repliche sul coinvolgimento della regione nella ricerca di soluzioni per le problematiche insorte sulla gestione della Società Parchi Val di Cornia

museo archeologico

L’interno del Museo Archeologico

È singolare che a seguito delle preoccupazioni e degli allarmi che prima che agli organi di stampa, più volte abbiamo condiviso con Sindaci, Presidente e AD, purtroppo inascoltati, la prima cosa che ci si affretti a fare da parte del Comune di Piombino è attaccare i Sindaci e buttarla in caciara. Ci teniamo a ricordare che il nostro intervento è stato puntuale, sul piano gestionale ed economico e non certo politico. Il rancore a cui si riferiscono Ferrari e Parodi non ci riguarda, noi siamo i Sindaci dei nostri Comuni ed abbiamo come primo obiettivo quello di salvaguardare, tutelare e lavorare allo sviluppo dei nostri territori, il resto non ci riguarda, soprattutto in questa sede.

Non neghiamo difficoltà che vengono da lontano, errori fatti, ma crediamo molto nel ruolo fondamentale che può svolgere una società come Parchi Val di Cornia Spa ed è per questo che abbiamo deciso di intervenire per sollevare una riflessione, una discussione pubblica sulla situazione e sulla prospettiva di questa realtà che con fatica, impegno, lungimiranza e coraggio abbiamo avviato ormai tanti anni fa. Non ci stiamo ad essere tacciati come coloro che distruggono, al contrario noi stiamo cercando di salvaguardare ciò che sta rischiando di venire distrutto.

Venendo al punto noi non abbiamo conoscenza di un bilancio in pareggio, ma di un bilancio con un deficit (non deficit ma perdita n.d.r.) di circa 1,2 mln che aggiunge agli 800.000€ coperti dai Comuni soci secondo i contratti di servizio (perché questa Amministrazione Parchi ha deciso di accettare contratti di servizio singoli per la prima volta nella storia della società, lasciando una ferita enorme nei principi fondanti), circa 400.000€ che non si sa come si sia deciso di ricoprire.

Il modo fazioso, vuoto, pretestuoso di interpretare le nostre esternazioni, questo sì, è offensivo e poco rispettoso per chi come Ferrari sta lavorando nell’interesse della propria collettività. Noi abbiamo parlato di cose precise, chiedendone conto.

Non abbiamo ancora approvato il previsionale 2020 perché in attesa ormai da circa 3 mesi di un piano di risanamento o comunque un aggiornamento da parte del cda, non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle richieste a voce, per iscritto e a mezzo stampa rispetto alle vicende che hanno interessato l’AD che aspettiamo ormai da circa 5 mesi, non abbiamo ricevuto la relazione dei revisori dei conti richiesta anch’essa ormai circa 3 mesi fa, esistono una indagine della corte dei conti e 2 interrogazioni parlamentari sul tema, non abbiamo ricevuto nonostante la richiesta un piano industriale, una progettualità che racconti le strategie da seguire che peraltro dovrebbero discendente da nostri indirizzi, non abbiamo contezza degli atti prodotti dall’AD in materia di organizzazione del lavoro o altro perché non ci vengono né trasmessi, né pubblicati sul sito internet della società. Questi sono fatti concreti che noi denunciamo non per distruggere la società, ma per trovare un modo per salvarla.

Campiglia questo lo dimostra con i fatti. È del settembre scorso il protocollo di recupero e valorizzazione del Parco Archeominerario di San Silvestro che si pone l’ambizioso obiettivo di completare la realizzazione del Parco, mettere a sistema tutti i beni presenti in quell’area, recuperarli, valorizzarli, ripensarli e aggiungerli al patrimonio che già la Società Parchi sta gestendo, lavorando affinché siano fonti di entrate e non soltanto di costi. Per questo uno dei progetti che stiamo candidando alle risorse del Recovery Fund è proprio questo.
Questi sono fatti, il resto solo chiacchiere, illazioni e pretesti per tutelare un interesse non certo collettivo.

La preoccupazione di San Vincenzo si è concretizzata quando è emerso, in maniera allarmante, che proprio come accade al sistema Parchi in generale anche per Rimigliano, in ottica di valorizzazione, non erano previsti nessun investimento, nessuna strategia e nessun passo in avanti. Tutto ciò è apparso tanto chiaro quanto preoccupante e San Vincenzo, che ha a cuore il parco stesso e le sue eccellenze naturalistiche da difendere e conservare, ha agito per tutelare l’area e far sì che potesse essere oggetto di costante e precisa attenzione. Come deve essere un gioiello di tale portata.

Nessun chiaro impegno a versare la quota, inoltre, è stato preso dall’Amministrazione sanvincenzina che, evidentemente, ritiene un controsenso dover pagare a fronte della più totale assenza di servizi resi dalla società. Peraltro Parchi Val di Cornia, relativamente alla situazione in essere, risparmia in questo caso circa 60.000 euro.
Stupisce davvero la straordinaria celerità con la quale il sindaco di Piombino è corso a rispondere a quanto affermato dai sindaci di San Vincenzo, Campiglia e Sassetta, una velocità di riscontro della quale ci sarebbe piaciuto prendere atto anche quando, con ormai il passare delle settimane, da parte degli stessi primi cittadini sono state inoltrate più volte richieste di piani strategici per il futuro e altri chiarimenti, domande e interrogativi, questi, che tuttora invece sono rimasti senza risposta.

I sindaci
 Alberta Ticciati – Campiglia Marittima
 Massimo Bandini – San Vincenzo
 Alessandro Scalzini - Sassetta



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