Gli studiosi della materia suddividono le organizzazioni in: normative, che danno norme di comportamento a cominciare dalla famiglia quelle utilitaristiche che perseguono un utile e quelle coercitive come le prigioni e i manicomi dove tutt’ora esistano.
I partiti nascono come organizzazioni normative per poi trasformarsi in utilitaristiche dirette da una cupola che ne trae la maggiore utilità. Intorno alla cupola di leader si collocano coloro che hanno un tornaconto diretto, coloro che sperano di ottenerlo in futuro e le anime candite che credono che l’organizzazione sia sempre normativa.

RiMateria con l’approvazione del  PD km zero, organizzazione utilitaristica,  si è tuffata nell’oro del nostro secolo: i rifiuti che più pericolosi sono e più valore hanno.

Pattumiera1Nel nostro contesto i rifiuti sono le scorie prodotte dalle stabilimento siderurgico, quelle che una volta erano adoperate per produrre cemento e persino concimi come ai tempi dell’acciaieria Thomas di Piombino.

Quelle scorie, sono state sversate nell’indifferenza generale e stanno lì da svariati anni e non abbiamo mai sentito parlare di danni prodotti.

Chimicamente si tratta di un materiale inorganico dove la componente preponderante è il calcio con altri metalli e metalloidi a livelli pressoché di tracce. Nei forni veniva caricato calcare che oltre a servire ad eliminare zolfo e fosforo dalla ghisa e dall’acciaio, la scoria prodotta faceva da copertina ponendosi sopra la massa fusa ritardandone il raffreddamento.

LI53Una volta assolto il compito la scoria finiva alla discarica e frantumata. Separati e recuperati i colaticci di acciaio, i pezzi più grossi ritornavano nell’altoforno come calce. La parte fine, un 20% del totale, rimaneva in discarica come tesoretto della TAP.

La TAP avrebbe dovuto trasformare il tesoretto in un materiale per pavimentazioni stradali. Dopo una ventina d’anni, sfornava un prodotto invendibile, regolarmente brevettato, degno di Archimede Pitagorico, dalle stesse caratteristiche chimiche della scoria e l’impianto, costato un sacco di quattrini, ora giace lì ad arrugginire. Converrebbe trasformarlo in monumento a futura memoria come hanno fatto gli scozzesi con la copia del Partenone a Calton Hill ad Edimburgo che rimase incompiuto perché finirono i quattrini e che secondo gli inglesi, è la testimonianza della presunzione degli scozzesi.

L’organizzazione, intendendo per tale chi dal dopoguerra “governa” questo territorio, che per sua natura non riconosce mai i propri errori, ha nascosto la TAP diluendola nell’acido virtuale di RiMateria ricevendo in eredità il tesoretto. L’intenzione dell’organizzazione è di aggiungere al tesoretto più tesori sparsi per l’Italia.

La calce contenuta nella scoria non è un elemento da mettere nel caffè per renderlo più gradevole, ma nemmeno così pericoloso come l’organizzazione e i suoi collaboratori esterni si sono dati da fare per farlo credere tant’è vero che la calce, in altri tempi, era usata per evitare l’ammorbamento dell’aria per corpi in decomposizione.

I piombinesi, convinti della bonifica del materiale calcareo non lo sono per il trattamento di rifiuti di dubbia composizione.

Inevitabilmente si è acceso un conflitto fra chi non vuole i rifiuti esterni e l’organizzazione che non ne può fare a meno ed è costretta ad accelerare i tempi prima di perdere le elezioni: la veemenza con cui alcuni componenti interni e collaboratori esterni all’organizzazione si sono scagliati contro i dissidenti è simile a quella di un’organizzazione utilitaristica quando rischia di perdere l’affare della vita.

Dalla strategia della convinzione sono passati al pericolo imminente, con la pubblicazione su face book di fotografie un po’ inquietanti del tesoretto che, essendo un ammasso di natura basica, pretendere che ci nasca un filo d’erba sarebbe come pretenderlo dalle bianche scogliere di Dover.

In questo contesto c’è stato anche chi ha pubblicato sul social forum la denominazione delle attività commerciali, ree di aver raccolto le firme per il referendum, al fine di alienarle i clienti e recarle un danno imprenditoriale. Non è la stessa azione che spesso si legge nella cronaca quando le organizzazioni illecite danno alle fiamme ad attrezzature di imprese a scopo intimidatorio, ma l’intento è il solito. L’organizzazione non è coinvolta, ma da essa non è salito alcun segno di disapprovazione.

Possiamo dedurre che il confine fra le organizzazioni utilitaristiche lecite e quelle illecite è labile, probabilmente nell’antica Grecia e a Roma si sarebbe optato per un solo dio come “Mercurio” che era il dio dei commercianti e dei ladri.


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