Garanzie per i lavoratori, continuità produttiva, revisione dell’Accordo di Programma, avvio demolizioni

Il sindaco Massimo Giuliani

Il sindaco Massimo Giuliani

Una serie di proposte e di richieste inviate due giorni fa al presidente del consiglio Paolo Gentiloni e al ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, al ministro del lavoro Giuliano Poletti e per conoscenza al presidente della regione Enrico Rossi, per chiedere al governo un intervento immediato sulla situazione Aferpi.
In sintesi, nella lettera inviata mercoledì 12 aprile, il sindaco e la giunta chiedono al governo di intensificare la sua azione a garanzia degli impegni assunti con la firma del contratto con Cevital il 30 giugno 2015, denunciando le inadempienze della proprietà sulla base delle disposizioni previste dalla legge Marzano.
Si chiede inoltre di valutare come intervenire per la rimodulazione degli ammortizzatori sociali sulla base delle garanzie della legge Marzano in caso di nuove incertezze e nuovi annunci senza alcun piano dettagliato di investimento e senza garanzie di coperture finanziarie nella riunione del 19 prossimo al Mise.

“In tale ipotesi – si legge nella lettera – auspichiamo il rilancio del Commissariamento parallelamente alla ricerca di nuovi e affidabili interlocutori, con partner industriali già interessati o da coinvolgere ex novo. Tutto ciò anche prevedendo interventi diretti sul piano economico e delle garanzie finanziarie per assicurare la continuità produttiva e la ripresa delle attività siderurgiche, necessarie al mantenimento di una presenza sul mercato, elemento indispensabile per assicurare l’interesse di nuovi investitori.”
Nella lettera si chiede inoltre di ridefinire o implementare l’accordo quadro del 2013 e l’accordo di programma del 2014 soprattutto in merito ad alcuni aspetti prioritari: il completamento delle opere infrastrutturali (completamento del porto e della bretella 398), il sostegno alle aziende e ai lavoratori dell’indotto nel comparto siderurgico, per la riqualificazione del settore energetico.

“Riteniamo dunque, alla luce dell’esperienza maturata negli ultimi anni, che sia necessaria una rivisitazione degli accordi sopra menzionati e/o la sottoscrizione di un nuovo Accordo di programma, maggiormente adeguato alle finalità suindicate” – si chiede nella lettera.
Ultimo aspetto, quello delle demolizioni industriali, per le quali si chiede urgentemente di individuare le risorse e i soggetti del settore in grado di avviare e sostenere gli impegni previsti.
“Tali attività, oltre che permettere una più rapida reindustrializzazione e il riuso di tali aree – conclude la lettera – risulta urgente anche sotto il profilo della sicurezza e dell’ambiente”.



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