Dopo tante amarezze ingoiate per oltre un lustro sapremo quali saranno le imprese operanti nel porto

Autorità

Dott. Claudio Capuano - Responsabile del procedimento

Dott. Claudio Capuano – Responsabile del procedimento

«Per Piombino quella di oggi è una svolta storica. Entro l’anno saremo in grado di avere un quadro chiaro della situazione concessoria del porto e degli imprenditori in campo. Lavoreremo pancia a terra per assegnare i lotti disponibili a chi crede veramente nello sviluppo dello scalo toscano». Cosi, in un comunicato stampa, si esprimeva il responsabile del procedimento dott. Claudio Capuano il 19 luglio scorso.

Dopo quella data nessuno si è interessato di una questione così importante, diremmo vitale, per l’economia piombinese. La siderurgia, se non in fuga, perlomeno in fortissima riduzione, può essere rimpiazzata solo con un’adeguata diversificazione, con nuove e numerose attività provenienti dal pubblico, dal privato e dalla creatività personale. Questo non è il “modello Piombino” e nemmeno “il nuovo modello di sviluppo”, ma il vecchio modello o, se vogliamo ricorrere all’inglesismo per passare da intellettuali, l’ “Old Model” su cui poggia l’economia di molte città più popolate di Piombino In questa ottica la rendita dei capitali investiti sul porto, è vitale per Piombino e per tutto il circondario.

La comunicazione del 19 luglio è arrivata a ridosso delle amministrative, quando tutta Piombino e la Val di Cornia erano frastornati e stanchi di promesse e progetti basati sul nulla e, visto che nemmeno i proverbiali marinai, terrorizzati da una terribile procella, si sarebbero azzardati a promettere al Cielo quello che avevano assicurato le varie liste politiche, è passata quasi inosservata. Ogni tanto qualcuno ha ripetuto e ripete come un mantra che il porto ha un “enorme potenzialità”, per poi dimenticarsi come e quando questa energia potenziale possa tradursi in cinetica.
Nel frattempo l’opinione pubblica è stata assorbita da Rimateria, dai pride di diverse località, da cittadinanze da dare o non dare, da pappagalli e ornitologia in generale, l’Etrusco, all’approssimarsi del termine dato nella suddetta dichiarazione, si è informato per conoscere a che punto sia il processo procedurale e se i lotti disponibili del porto abbiano attirato o meno l’interesse delle imprese.

Porti - dislocazione lotti

Porti – dislocazione lotti

Risulta che la domanda dei lotti è superiore alla loro disponibilità. Fra tutte le domande c’è anche quella della Manta Logistics di Onorato, che concorre con tutte le altre imprese per meritarsi i lotti richiesti.
Mentre alcune imprese che hanno manifestato interesse ai lotti omettendo completamente le dichiarazioni richieste sono state escluse, altre sono state invitate dall’amministrazione a completare o a fornire chiarimenti in ordine al contenuto di certificati, documenti e dichiarazioni presentati non esaurientemente chiari o senza il rispetto dei requisiti formali in base al così detto “soccorso istruttorio” previsto dalla legge. Questa opportunità alle imprese, per quanto riguarda i tempi, non è sotto controllo del responsabile del procedimento e, quindi, dell’Autorità di Sistema Portuale, in quanto dipende sia da quante imprese si sono presentate e sia da quante sono chiamate a completare e a fornire chiarimenti.
Questa fase defaticante ha portato un ritardo nella conclusione dell’iter amministrativo in parte riassorbito per il “lavoro pancia a terra” che era stato promesso dal dott. Capuano. Quindi non più a fine anno, ma occorre aspettare fino a gennaio o a metà febbraio.

Tutto sommato è preferibile perdere un piccolo lasso di tempo ed evitare ogni occasione di ricorso ai tribunali amministrativi da parte delle imprese escluse che metterebbe in standby tutta l’operazione in attesa dei tempi della giustizia amministrativa sino, nei peggiori casi, ad esaurire i tre gradi di giudizio.
Nei prossimi giorni partiranno le lettere di invito alle imprese che hanno manifestato interesse con l’invito a presentare il loro progetto secondo le modalità riportate nella lettera.
Sarà compito della commissione giudicatrice valutare ogni progetto e compararlo con gli altri e stilare una graduatoria per ciascuno dei tre lotti disponibili. Il primo di ogni graduatoria sarà chiamato a siglare con l’Autorità di Sistema Portuale un contratto nel quale, nero su bianco, saranno riportati tempi e modi, secondo la tipologia dell’insediamento, per arrivare alla concessione. Ovviamente se il primo in graduatoria rinunciasse all’affare subentrerà il successivo.
Saranno previste penalità per le imprese inadempienti.

La firma dei contratti segnerà la fine dell’iter per l’individuazione dei potenziali concessionari e, quindi, il 2020 porterà una buona notizia: dopo tante amarezze ingoiate per oltre un lustro sapremo quali saranno le imprese operanti nel nostro porto e quale e quanta potrà essere la domanda di lavoro che troverà adeguata risposta dal territorio pronto a sfruttare le opportunità.


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