Se nessuno vuole restituirci la fabbrica, le istituzioni pretendano la restituzione alla città dell’unica concreta opportunità di diversificazione

portoA quanto pare le speranze e la prudente soddisfazione del sindaco Ferrari nel prendere atto che con il nuovo governo come neve al sole stava finalmente per sciogliersi anche il nodo delle tariffe energetiche sulle quali avrebbe potuto contare l’ultimo detentore della “Ex Lucchini”, sono già alle prese con l’ennesimo rinvio. Alla velata illusione che l’avvicinarsi della regionali potesse costituire l’occasione per un colpo di teatro benefico almeno per i lavoratori della fabbrica e che l’asso nella manica ne stesse ormai per uscire, si inseguono già i commenti misti di lotta e rassegnazione. In questo clima occorre una riflessione razionale sulle carte che questa città può ancora giocare e quella libertà di metterle finalmente sul tavolo senza i condizionamenti di anni di rapporti politici e di condivisione di contentini di scarso respiro per la città.

Il primo pensiero che viene in mente è quello del nostro porto nel quale sono confluiti milioni di investimenti per dare una prospettiva concreta alla città. Quel porto che ha costituito il vero elemento di competitività e di conseguenza di appetibilità dell’intera operazione Lucchini costituendo il vero capitale acquistato – seppur In concessione – nel quadro variabile degli accordi di programma.

Questi accordi sono stati disattesi fino a oggi dalla parte privata senza che gli enti pubblici opponessero alcuna reazione sotto il profilo politico amministrativo ad inadempimenti che la legge consente di censurare, togliendo garanzie a scatola chiusa a chi non ha fino ad oggi dimostrato di meritare rispetto e delicate deroghe in nome di un interesse pubblico che risulta difficile continuare a sostenere.

Se nessuno vuole restituirci la fabbrica, le istituzioni pretendano la restituzione alla città di quella che è forse l’unica concreta opportunità di diversificazione del lavoro dei prossimi anni, frutto di politiche illuminate e dell’impiego di risorse pubbliche nell’interesse di questo territorio.


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