IMG_3406Rifondazione Comunista di Piombino ha presentato una mozione affinché sia data la cittadinanza all’ex sindaco di Riace Domenico (Mimmo) Lucano. L’ex sindaco, come hanno riportato le cronache, è stato rinviato a giudizio per i reati di associazione per delinquere, truffa, falso, concorso in corruzione, abuso d’ufficio e malversazione dalla procura di Locri. Attualmente Lucano è innocente e lo sarà se la giustizia lo riterrà tale sino al terzo giudizio. Le cittadinanze onorarie, però, non vengono date a tutti gli innocenti e nemmeno a tutti i sindaci bravi e onesti, quindi la cittadinanza onoraria per Lucano è stata richiesta per altri motivi, altrimenti gli sarebbe stata accordata quando svolgeva il suo prezioso lavoro per l’inclusione dei migranti e non dopo, quando ha avuto l’avviso di garanzia. La cittadinanza sarebbe il riconoscimento che Mimmo Lucano è un perseguitato dalla giustizia che, di norma, perseguita.

A rimandarlo a giudizio è stata la procura di Locri, un territorio di ‘ndràngheta, una procura difficile dove i procuratori rischiano continuamente la vita, ma ai quali non è mai stata offerta alcuna cittadinanza onoraria, ammesso che la si dia semplicemente a chi fa il proprio dovere Le procure possono sbagliare e non sarebbe la prima volta e, questo, dovrebbe stabilirlo la giustizia giudicante.
C’è però un altro tribunale, anzi ce ne sarebbero altri due, noi tralasciamo quello di Dio perché c’è solo per chi crede e ci soffermiamo sul terzo: il Tribunale del Popolo.
La cittadinanza onoraria a persone inquisite, data dai consigli comunali, è una classica sentenza del Tribunale del Popolo, un tribunale pericoloso, che non commette mai errori. Se Lucano fosse, come prevedibile, dichiarato innocente, i giudici del Tribunale del Popolo urlerebbero che avevano ragione loro, che non c’era bisogno di imbastire un processo se non per motivi reazionari e poco nobili. Se, malauguratamente, fosse dichiarato colpevole sfilerebbero i cartelli con: Mimmo libero e sarebbe la prova provata che non possiamo fidarci dei giudici reazionari che difendono uno stato capitalista. In ambedue i casi lo Stato ne esce male.

I tribunali del Popolo e le loro sentenze in Italia hanno lasciato brutti ricordi ed ancora si commemorano le loro vittime. L’accostamento con i tribunali degli “anni di piombo” può essere azzardato, esagerato, ma ad un ragionamento serio non può sfuggire che in tutti i casi si tratta di seminare discredito sulla giustizia ordinaria. Il sostituirsi ai giudici non è lecito o illecito a seconda dei soggetti che lo attuano quando lo scopo, è sempre eversivo e il fine coincide: delegittimare la Magistratura .
C’è un altro pericolo insito nella costituzione dei Tribunali del Popolo: innescare la contrapposizione e permettere il coagulo dei consensi intorno a chi si presenta come “paladino” della giustizia e dell’ordine. Non è un caso che CasaPound ha contrastato con tutte le forze la cittadinanza onoraria a Lucano concessa dal consiglio comunale di Milano.

Può sembrare strano il nostro Paese: dopo 70 anni dalla caduta del fascismo c’è ancora il timore che risorga, ma si fa di tutto per dargliene l’occasione. Forse la risposta è che dal fascismo “Dio ce ne scampi”, ma la paura del fascismo fa comodo.


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