Lo studio “Tsunami” scelto come modello per la sperimentazione nazionale

Nei giorni scorsi avevamo pubblicato le dichiarazioni del Presidente Nazionale Fratres Prof. Vincenzo Manzo in merito alla collaborazione dei gruppi di donatori di sangue che si erano resi disponibili alla sperimentazione effettuata dall’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (AOUP) sull’utilizzo terapeutico del plasma iperimmune di pazienti convalescenti e guariti dal COVID-19 su malati critici contagiati dal medesimo virus .

Questa sperimentazione è stata accolta positivamente dal Ministero della Salute, dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), per l’attuazione del protocollo guida della sperimentazione nazionale sulla plasmaterapia iperimmune, adottato in Italia, denominato “studio TSUNAMI”, acronimo di TranSfUsion of coNvaleScent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to SARS.CoV2, guidato dal professor Francesco Menichetti del reparto Malattie infettive dell’AOUP e, al quale hanno aderito, le Regioni Toscana, Lazio, Campania, Marche ed Umbria oltre all’Ispettorato della Sanità Militare.

“Siamo contenti di questa notizia – dichiara il Presidente Nazionale Fratres, Vincenzo Manzo – non per sminuire ovviamente le altre sperimentazioni, ciascuna preziosa e significativa – ma perchè aver contribuito attraverso i nostri donatori al progetto individuato come protocollo guida nazionale ci inorgoglisce ed è motivo di soddisfazione sia per i donatori sia per quanti, tra i nostri responsabili locali, si sono impegnati nel coinvolgerli”.

La notizia è stata accolta con soddisfazione anche dal Presidente Regionale Fratres Luciano Verdiani – che aggiunge – riallacciandomi alle parole dell’Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, in questa decisione c’è anche un’ulteriore conferma della sinergia tra il Centro Regionale Sangue, la Fratres e le altre Associazioni di Volontariato del Dono della Toscana per una corretta informazione dell’opinione pubblica e la sensibilizzazione dei potenziali donatori”.

Lo “studio, acronimo di TranSfUsion of coNvaleScent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to SARS.CoV2, guidato appunto dal reparto Malattie infettive dell’AOUP e dal professor Francesco Menichetti, al quale hanno aderito, le Regioni Toscana, Lazio, Campania, Marche ed Umbria oltre all’Ispettorato della Sanità Militare.

Il protocollo “TSUNAMI” punta a coinvolgere prima di tutto i pazienti affetti da coronavirus, ricoverati e poi dimessi dall’ospedale perché guariti. In una fase successiva si cercherà di individuare le persone non ospedalizzate, ma quarantenate perché positive con sintomi lievi.

Saranno scelte 150 persone, distribuite tra le varie strutture sanitarie, 75 persone (gruppi composti da individui della stessa età e dello stesso sesso) alle quali verrà applicata la terapia al plasma e 75 persone a cui verrà applicata la terapia standard consistente nella somministrazione di idrossiclorochina ed eparina. I pazienti verranno trasfusi dalla terza alla settima giornata di malattia e saranno seguiti fino alla trentesima giornata. Dopodiché saranno analizzati e resi pubblici i risultati.

La sperimentazione applicata a Pisa rispetto a quella di Mantova, è una diversa collocazione della plasma terapia, un approccio che in questo momento è considerato anche da altri ricercatori, tra cui gli statunitensi, che tentano di applicarla in casi meno gravi di infezione da virus, come i pazienti con polmonite lieve e moderata. Per capire la validità della sperimentazione su ogni soggetto, è necessario fare anche un test sierologico che dimostri lo sviluppo degli anticorpi specifici contro il Sars-CoV-2.

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